Barzago: la Gibiana richiama in oratorio adulti e bambini

Risotto fumante, vin brulé e un grande falò per salutare l'inverno e lasciarsi alle spalle le preoccupazioni. A Barzago la tradizionale festa della Gibiana ha riunito circa 150 persone, fra famiglie e volontari, sul campo da calcio dell'oratorio in una serata di condivisione e tradizione.
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L'appuntamento è scattato alle 19.30, quando partecipanti di tutte le età si sono radunati presso il campo dell'oratorio, dove i volontari avevano preparato il grande falò. Alle 20 in punto, Luigia Besana, consigliera e capogruppo di maggioranza, ha raccontato ai bambini la storia della Gibiana, spiegando il significato di questa antica tradizione brianzola.
Il momento più atteso è stato quando i piccoli hanno consegnato i loro disegni e bigliettini con scritte le paure e le cose brutte da affidare alla Gibiana. Un'idea nata dalla collaborazione con le maestre e le rappresentanti delle scuole elementari, che hanno accolto con entusiasmo la proposta di far preparare ai bambini questi messaggi simbolici. Raccolti in una busta di carta, i fogliettini sono stati inseriti nel falò da un volontario.

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Con l'accensione del fuoco e il rogo della Gibiana, simbolicamente il paese si è lasciato alle spalle preoccupazioni, paure e incubi dell'anno passato, guardando con speranza al futuro.
È seguito poi il momento della convivialità: il risotto con luganega preparato dalle cuoche dell'oratorio ha scaldato i cuori e gli stomaci dei partecipanti. Gli Alpini, da sempre preziosi collaboratori, hanno servito tè caldo e vin brulé, rispettando la tradizione.
Un evento riuscito grazie all'impegno di tanti: organizzatori, volontari, cuoche, Alpini, ma anche insegnanti e genitori che hanno contribuito a rendere la serata speciale per tutta la comunità.
M.E.
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