Oggiono: falò della Gibiana, un successo per la Pro Loco

Ad inaugurare febbraio, la serata della prima domenica del mese ha riportato al centro della vita comunitaria una delle tradizioni più sentite del territorio. Tra il suono dei tamburi, il calore del fuoco e la curiosità dei più piccoli, la Gibiana è tornata a essere non solo un rito del passato, ma un momento vivo di condivisione. Così l’area fiera del paese è diventata il luogo in cui custodire e tramandare questi importanti valori. 
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''Un successo molto apprezzato dalla comunità - ha dichiarato Danilo Riva, presidente della Pro Loco - che ha chiuso il ricco calendario di iniziative organizzate sul territorio dai diversi comuni inerenti proprio a questa antica tradizione. Numerose famiglie con bambini si sono radunate in Piazza della Stazione e, a suon di tamburi, hanno raggiunto l’area della Fiera Zootecnica, dove li attendeva una grande catasta di legna con il fantoccio della Gibiana, realizzato dall’associazione Striscia Gialla. Abbiamo organizzato la serata in tre momenti principali: nel primo, alcuni lettori in costume hanno accompagnato il pubblico in un viaggio nella tradizione, raccontando la storia della Gibiana, le sue origini e il suo significato simbolico. Il racconto è stato arricchito da filastrocche popolari e aneddoti pensati soprattutto per i più piccoli, ma capaci di riportare anche gli adulti indietro nel tempo, tra ricordi e tradizioni di una volta''.
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Un evento che è stato capace di rendere protagonisti attivi grandi e piccoli, nel mantenere viva una tradizione locale nella memoria delle nuove generazioni. ''Nel secondo momento - ha proseguito il presidente - abbiamo proposto un’iniziativa più interattiva e particolarmente coinvolgente: è stato letto un proclama solenne e i bambini sono stati invitati a partecipare a un rito simbolico. I volontari della Pro Loco, in costume, hanno distribuito dei foglietti su cui i bambini hanno scritto un pensiero negativo, una paura, un brutto sogno, un brutto voto o qualcosa di cui desideravano liberarsi. Tutti i foglietti sono poi stati inseriti nella catasta di legna e bruciati insieme al fantoccio, simbolo dell’inverno e delle negatività da lasciarsi alle spalle. Non sono mancate danze intorno al fuoco, musica e momenti di festa, fino al momento più atteso: l’accensione del rogo''.
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I bambini hanno continuato a respirare questo entusiasmo fino al termine della manifestazione. ''Il fuoco, quest’anno, ha impiegato un po’ a svilupparsi, a indicare che l’inverno tarderà ancora ad abbandonarci'' ha concluso Riva. ''Ma quando la catasta ha preso completamente fuoco, il significato è stato chiaro: la bella stagione arriverà sicuramente a deliziarci. Il terzo e ultimo momento, invece, è stato dedicato alla convivialità. Il cuoco Pier, insieme ai volontari della Pro Loco, ha preparato il tradizionale risotto con la salsiccia; sono stati inoltre offerti vin brulé, dolci e tè caldo ai bambini. Una serata semplice ma molto partecipata, scaldata dal fuoco e dallo spirito di comunità. Colgo, infine, l’occasione per ringraziare Gianfranco Esposito per la documentazione fotografica e ricordare il prossimo appuntamento, previsto per il 15 febbraio, con la 59ª edizione del Carnevale Oggionese''.
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La serata dedicata alla Gibiana si è così confermata un appuntamento capace di unire tradizione e partecipazione, trasformando un rito antico in un’esperienza educativa e festosa per tutta la comunità. Un momento in cui il passato si intreccia con il presente, lasciando nei più piccoli il ricordo di una tradizione vissuta in prima persona e negli adulti la consapevolezza di aver contribuito a mantenerla viva, anno dopo anno.
V.I.
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