Dolzago: la biblioteca ospita la giovane autrice Lidia Mauri con il suo romanzo
Nella serata di martedì 3 febbraio la Biblioteca di Dolzago ha ospitato un incontro dedicato alla scrittura e ai giovani talenti del territorio, accogliendo la presentazione di ''Our alternative end'', romanzo d’esordio di Lidia Mauri, concittadina di soli quindici anni. L’evento, promosso dal Gruppo Cultura nell’ambito del progetto Librarsi, è stato moderato dalla consigliera comunale Margherita Elgani e ha visto una partecipazione attenta e coinvolta da parte del numeroso pubblico intervenuto.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di promozione culturale che il Gruppo Cultura porta avanti da tempo: l’obiettivo è quello di valorizzare le capacità creative locali, creando altresì occasioni di confronto e riflessione aperte a tutte e tutti.

Protagonista della serata, come dicevamo, la giovane scrittrice originaria di Dolzago, attualmente al secondo anno di liceo classico, che trascorre gran parte del suo tempo tra letture e scrittura. Sui social è attiva con il profilo @simpl_ylidia.bookss, dove racconta il proprio percorso di autrice e condivide la sua passione per i libri.
Nel corso dell’incontro – grazie anche alle domande poste dalla moderatrice - si è entrati nel cuore del romanzo, uscito lo scorso anno, che racconta la storia di Ariel e Ivan, due quindicenni alle prese con le molteplici sfaccettature dell’amore, dai momenti più luminosi a quelli più dolorosi.
Ampio spazio è stato dedicato alla costruzione dei personaggi: Ariel, protagonista complessa e contraddittoria, sospesa tra il desiderio di invisibilità e quello di affermarsi, e Ivan, figura altrettanto ambigua, che alterna atteggiamenti duri a improvvisi slanci di dolcezza, fino a una regressione che interroga il lettore sul significato della crescita emotiva.
La discussione si è poi allargata al tema dell’amicizia, così come viene rappresentata attraverso personaggi secondari come Francesca e Xavier: legami profondi ma imperfetti, segnati da incomprensioni e mancanze, che hanno offerto lo spunto per riflettere su cosa significhi davvero essere amici durante l’adolescenza e su quanto la finzione narrativa rispecchi esperienze reali.
Un altro nodo centrale ha riguardato la scelta di ambientare la storia tra i 14 e i 15 anni, un’età in cui i protagonisti, pur giovanissimi, si trovano ad affrontare situazioni emotivamente intense e tematiche complesse come la violenza, le dipendenze e il dismorfismo corporeo. Da qui, il confronto sulla percezione che la generazione più giovane ha di questi temi già a partire dagli anni delle scuole medie.

Non è mancata una riflessione sul rapporto amoroso tra Ariel e Ivan, che evolve dal classico schema “enemies to lovers” verso una relazione burrascosa e talvolta possessiva, sollevando interrogativi su quali modelli affettivi siano desiderabili e quali, invece, da riconoscere come problematici. In parallelo, si è discusso anche del ruolo degli adulti nella narrazione: figure presenti ma spesso incapaci di incidere davvero sulle vicende dei ragazzi, specchio di una possibile distanza generazionale e di una difficoltà di ascolto.
Infine, l’attenzione si è spostata sulle scelte stilistiche dell’autrice: una struttura ricorrente dei capitoli, aperti da riflessioni o poesie – proprie o di autori affermati – e chiusi da frasi ricorrenti e fortemente evocative, veri e propri “tormentoni” che accompagnano il lettore lungo tutta la storia e che, a seconda del contesto, assumono significati sempre nuovi.

La serata si è conclusa con un dialogo aperto tra l'autrice e il pubblico che le ha posto diverse domande, chiarendo così alcune curiosità. Un'occasione preziosa che ha confermato il valore di iniziative come Librarsi, capaci di dare spazio alle voci giovani e di trasformare la biblioteca in un luogo vivo di incontro, ascolto e condivisione culturale.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di promozione culturale che il Gruppo Cultura porta avanti da tempo: l’obiettivo è quello di valorizzare le capacità creative locali, creando altresì occasioni di confronto e riflessione aperte a tutte e tutti.

Lidia Mauri (a sinistra) e Margherita Elgani
Protagonista della serata, come dicevamo, la giovane scrittrice originaria di Dolzago, attualmente al secondo anno di liceo classico, che trascorre gran parte del suo tempo tra letture e scrittura. Sui social è attiva con il profilo @simpl_ylidia.bookss, dove racconta il proprio percorso di autrice e condivide la sua passione per i libri.
Nel corso dell’incontro – grazie anche alle domande poste dalla moderatrice - si è entrati nel cuore del romanzo, uscito lo scorso anno, che racconta la storia di Ariel e Ivan, due quindicenni alle prese con le molteplici sfaccettature dell’amore, dai momenti più luminosi a quelli più dolorosi.
Ampio spazio è stato dedicato alla costruzione dei personaggi: Ariel, protagonista complessa e contraddittoria, sospesa tra il desiderio di invisibilità e quello di affermarsi, e Ivan, figura altrettanto ambigua, che alterna atteggiamenti duri a improvvisi slanci di dolcezza, fino a una regressione che interroga il lettore sul significato della crescita emotiva.

Un altro nodo centrale ha riguardato la scelta di ambientare la storia tra i 14 e i 15 anni, un’età in cui i protagonisti, pur giovanissimi, si trovano ad affrontare situazioni emotivamente intense e tematiche complesse come la violenza, le dipendenze e il dismorfismo corporeo. Da qui, il confronto sulla percezione che la generazione più giovane ha di questi temi già a partire dagli anni delle scuole medie.

Non è mancata una riflessione sul rapporto amoroso tra Ariel e Ivan, che evolve dal classico schema “enemies to lovers” verso una relazione burrascosa e talvolta possessiva, sollevando interrogativi su quali modelli affettivi siano desiderabili e quali, invece, da riconoscere come problematici. In parallelo, si è discusso anche del ruolo degli adulti nella narrazione: figure presenti ma spesso incapaci di incidere davvero sulle vicende dei ragazzi, specchio di una possibile distanza generazionale e di una difficoltà di ascolto.


La serata si è conclusa con un dialogo aperto tra l'autrice e il pubblico che le ha posto diverse domande, chiarendo così alcune curiosità. Un'occasione preziosa che ha confermato il valore di iniziative come Librarsi, capaci di dare spazio alle voci giovani e di trasformare la biblioteca in un luogo vivo di incontro, ascolto e condivisione culturale.


















