Bachelet: flash mob degli studenti per dire NO al bullismo

Quest'oggi l'Istituto superiore Vittorio Bachelet ha parlato di bullismo e cyberbullismo in modo molto originale: l’arte è diventata strumento di consapevolezza e di espressione.
Il programma della mattinata ha previsto momenti di forte impatto visivo, seguiti da percorsi di riflessione profonda e attiva.
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Il momento culminante della giornata e cuore dell'evento è stato il flashmob ospitato presso il PalaBachelet durante il primo intervallo. Questa iniziativa, partita dalla professoressa Martina Lunghi, è stata coordinata dalla collega Monica Riva. "È riuscito addirittura meglio delle aspettative!'' il commento della docente.
Dopo aver chiesto l'adesione ai ragazzi della scuola, è stata creata la coreografia. ''Siccome il progetto mi piaceva e si trattava di un tema che coinvolge i nostri studenti, ho accettato con piacere. I ragazzi hanno partecipato in maniera molto attiva''.

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Le prove si sono svolte durante l'ora di scienze motorie, ritagliano una ventina di minuti da ciascuna lezione. ''Abbiamo raggiunto questo magnifico risultato in poco meno di un mese''.
La coreografia è stata condivisa anche su Teams quindi ''i ragazzi si sono impegnati anche a casa'' ha concluso la professoressa Riva.
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Protagonisti di questo segnale visibile di unità sono state le classi 2BLL, 4BLL, 5BLL, 4ALL. La canzone scelta è stata ''I Don't Know'' di Erika, uscita per la prima volta nel 2004 e dal ritmo tipico della italo-dance, in quanto prodotta dal noto Gabry Ponte. Il testo, molto semplice e d'impatto, parla dell'incertezza, aspetto che fonda le basi del dramma degli atti di bullismo e cyberbullismo.
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A fine intervallo, l’Aula 15 si è poi fatta palcoscenico per accogliere le classi che hanno aderito con entusiasmo all'iniziativa (1AAFM, 1BLL, 1BLS, 1CAFM, 1DLSA, 2AAFM, 3ALS, 3ELSA, 3IT, 5ALS e 4ASIA). Sotto la guida della professioressa Giovanna Limonta, gli alunni sono diventati spettatori attivi di una resa drammatica: una coppia di rappresentazioni incentrate su episodi di prevaricazione e cyber-vittimizzazione, interpretate sempre dagli studenti.
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"Questa esperienza di teatro civile non ha mirato solo alla narrazione, ma è stata progettata per stimolare l'immedesimazione profonda e l'analisi critica delle dinamiche relazionali" hanno aggiunto dalla scuola.
Grazie agli interpreti Viola e Alice  Lucchetta (3ALL), Simone Maggioni e Zakaria El Fakiri (4ELSA), Lorenzo Brunati (3DLSA) e Ifke Amanda Longoni (4ALS), i ragazzi hanno poi avuto modo di riflettere su queste tematiche con i propri docenti in classe, trasformando l'emozione vissuta in una riflessione condivisa e in un esercizio collettivo di empatia.
M.E.
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