Sirtori: la malattia, poi un cuore nuovo e l'emozione di ricominciare. Ivano De Capitani racconta la sua storia

Vivere con un cuore nuovo è un’esperienza rara, viverci due volte è quasi inconcepibile. Con questa consapevolezza, nella serata di venerdì 6 febbraio presso la Biblioteca comunale di Sirtori si è svolta la presentazione di ''Un nuovo battito'', il libro di Ivano De Capitani che pone ancora una volta al centro della narrazione la sua storia. Stavolta però non si tratta di viaggi e avventure in terre straniere, come è accaduto in ''Destinazione Tchad'', ma di un racconto di sofferenza e di rivincita, in cui ogni battito assume il valore concreto di una seconda – anzi, di una terza – possibilità di vita.
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L’evento, organizzato in collaborazione con il gruppo Aido intercomunale di Sirtori e patrocinato dal rispettivo Comune, ha radunato una folla numerosa, in parte composta dagli amici e dai familiari dell’autore che gli sono sempre stati vicino, in parte dai cittadini colpiti e incuriositi dalla storia di Ivano. Una testimonianza resa ancora più coinvolgente dalla guida della bibliotecaria Gloria Serratore, la quale ha accompagnato il racconto dell’autore con diverse domande e riflessioni.
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La bibliotecaria Gloria Serratore e l'autore Ivano De Capitani
''Sono sempre stato una persona molto curiosa e impaziente di fare tantissime cose. Con la mia famiglia e i miei amici ho fatto di tutto e quando ho scoperto improvvisamente di essere malato non ci volevo credere. È nato tutto da una presunta miocardite che si è sviluppata nel tempo fino ad arrivare alla necessità di un trapianto, un bisogno che però metteva a rischio non solo la mia stessa vita, ma anche la mia libertà e la mia indipendenza'' ha raccontato Ivano.
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L’autore, metalmeccanico sirtorese, è cresciuto all’insegna dell’avventura e dello sport, vivendo a pieno i suoi ''anni d’oro'', come li definisce lui stesso nel libro. Viaggi in moto, esplorazioni di terre estere, competizioni come la Monza Resegone e trekking in montagna sono solo alcune delle attività da lui amate e svolte il più frequentemente possibile. Nel 2013 però è la stessa medicina sportiva a fermarlo, dando avvio agli ''anni del cambiamento'', un lungo periodo di malattia che lo ha portato al doppio trapianto nell’ottobre del 2019.
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''Dopo diverse visite ho dovuto mettermi il pacemaker, per poi affrontare un’ablazione atriale e il successivo montaggio del defibrillatore. A seguito di una scarica potentissima avvenuta sei volte di fila sono stato sottoposto ad un intervento e inserito nella lista d’attesa per un trapianto. La mia fortuna è stata quella di avere il gruppo sanguigno AB negativo, una caratteristica che mi ha permesso di ricevere il cuore da chiunque e di trovarlo dopo nemmeno tre mesi. Purtroppo il primo cuore non è partito, ma l’emergenza nazionale in cui sono stato inserito mi ha permesso di trovarne un altro grazie al quale sono qui oggi'' ha continuato l’autore.
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Di fronte alla domanda di Gloria a proposito dell’accettazione di questa condizione e delle emozioni provate, Ivano ha risposto senza esitazione: ''La mia testa non voleva mollare nonostante non riuscissi più a fare alcune cose come prima e non potessi più praticare sport dalla forte adrenalina. Però devo dire che quando è successo tutto la mia bimba era piccolina e ho spostato le mie priorità su di lei e sulla mia famiglia. Loro e i miei amici sono stati fondamentali, non mi hanno mai abbandonato, nemmeno dopo tutte le complicazioni seguite al trapianto''.
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In sala erano presenti anche alcuni rappresentanti del gruppo Aido di Sirtori, Barzanò, Viganò, i quali sono intervenuti durante la presentazione per ribadire l’importanza di dire quel “si” che può salvare tante vite. ''Abbiamo bisogno di scendere sul territorio e di portare delle testimonianze concrete per far comprendere meglio quanto sia fondamentale la donazione degli organi. Mi auguro che questa serata sia la prima di tante, grazie alle quali si possa diffondere un messaggio di solidarietà e di umanità'' ha affermato il vicepresidente Simone Pulici.
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Grazie al nuovo cuore e alla sua grande forza, Ivano oggi è tornato a seguire le sue passioni e, pur non agonisticamente, a mettersi in gioco appena possibile, realizzando nel 2021 un importante obiettivo che si era posto a seguito dell’ultima operazione: risalire ancora una volta la Grignetta. ''Prima mi sono preparato, abituandomi di nuovo al movimento e alla fatica, poi sono partito senza dirlo a nessuno. Arrivare alla vetta è stato incredibile'' ha confessato commosso.
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Al centro Simone Pulici, vicepresidente del gruppo intercomunale Aido Sirtori Barzanò Viganò
L’incontro si è concluso con la lettura da parte della figlia Asia di un tema da lei scritto in prima media, nel quale ha descritto la paura di perdere il suo papà, provata durante il trapianto. Un momento toccante e commovente che ancora una volta ha invitato i presenti e tutti i cittadini a riflettere sulla donazione degli organi e sull’importanza di poter regalare una nuova vita a qualcun altro.
Camilla Fumagalli

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