Casatenovo: uso (e abuso) di antibiotici nell'iniziativa con il Comune e il Comprensivo
Nel tardo pomeriggio di giovedì 5 febbraio, presso un’affollata sala consiliare - presso il municipio di Casatenovo - si è tenuto un incontro cruciale sulla salute pubblica che ha portato sotto i riflettori una minaccia subdola e poco conosciuta: la resistenza agli antibiotici, ribattezzata dagli esperti come una pandemia silenziosa, spesso ignorata nonostante le sue devastanti conseguenze.




Ha preso poi la parola la dottoressa Anna Citterio, medico di medicina generale, offrendo un punto di vista quotidiano sugli adulti, da 14 a 102 anni. ''Non siamo individui isolati, viviamo in comunità dove un antibiotico preso inutilmente può danneggiare tutti, favorendo la diffusione di ceppi resistenti; è essenziale quindi fidarsi del proprio medico curante seguendo scrupolosamente le indicazioni sul dosaggio, la somministrazione e la durata della cura terapeutica'' ha esordito, per poi mettere in guardia contro le usanze comuni. ''Mai farsi autodiagnosi o somministrarsi terapie fai-da-te, e soprattutto non lasciamoci influenzare dal dottor Google, che può diffondere falsi miti''; tra questi, ha fatto l’esempio di un errore estremamente diffuso. ''Molti assumono gastroprotettori convinti che gli antibiotici causino acidità di stomaco, ma è il contrario: questi farmaci inibiscono la produzione di acido, creando un ambiente ideale per la proliferazione batterica, giocando proprio a favore del patogeno''.

Il medico ha poi precisato che le patologie infantili sono virali nel 99% dei casi, e solo in rare occasioni queste si evolvono in sovrainfezione batterica, è buona prassi quindi fidarsi sempre del pediatra.
L’incontro, ricco di esempi concreti, ha tracciato una strada chiara contro questa crisi globale: educare fin dall’infanzia al rispetto delle prescrizioni mediche, sfatare miti culturali sull’automedicazione e sugli antibiotici come panacea, promuovere una cultura della diagnosi precisa e del buon uso responsabile.
In un’epoca in cui la resistenza minaccia di riportarci all’era pre-antibiotici, questi esperti hanno ricordato che la prevenzione non è solo scienza, ma un impegno collettivo per salvaguardare il futuro della salute pubblica, dal neonato all’anziano.

Il dottor Meschi
L’incontro è stato fortemente voluto dall’Amministrazione comunale e dall'istituto comprensivo, nell’ambito del percorso ''BenEssere in comune - Incontri informativi per genitori, insegnanti ed educatori''. Erano presenti a questo proposito l'assessore ai servizi alla persona Enrica Baio e la dirigente scolastica Simonetta Baldari.
La dottoressa Citterio
A introdurre il tema è stato il dottor Pier Luigi Lopalco, epidemiologo, che ha dipinto il quadro storico della storia dei vaccini e degli antibiotici. ''Fino all’Ottocento la vita media oscillava intorno ai 40 anni, ma con l’avvento dei vaccini e degli antibiotici è raddoppiata; il paradosso crudele è che questo progresso sia stato abusato, permettendo ai batteri di evolvere attraverso mutazioni resistenti, grazie a un meccanismo di selezione naturale che genera nuove specie batteriche più aggressive'' ha spiegato, puntando il dito anche contro le disattenzioni umane, delineando con precisione le regole fondamentali per un uso responsabile di questi utili strumenti. Prima di tutto, selezionare l’antibiotico giusto adattandolo al batterio specifico, richiedendo una diagnosi accurata; poi, personalizzarlo per il paziente, considerando età, peso e condizioni; somministrare la dose esatta, perché una insufficiente non elimina il patogeno ma bensì ne favorisce la resistenza; infine, rispettare la tempistica, distinguendo battericidi che uccidono direttamente da batteriostatici che ne bloccano solo la riproduzione, evitando così che il batterio muti durante il trattamento. 
Il dottor Lopaco
''In Italia il consumo di antibiotici è eccessivo, radicato in una cultura dell’antibiotico fai-da-te - ha sottolineato con preoccupazione - e le proiezioni per i prossimi anni sono allarmanti: vi sarà un aumento di morti attribuibili proprio alla resistenza antimicrobica, una vera emergenza che richiede vigilanza costante''.
Ha preso poi la parola la dottoressa Anna Citterio, medico di medicina generale, offrendo un punto di vista quotidiano sugli adulti, da 14 a 102 anni. ''Non siamo individui isolati, viviamo in comunità dove un antibiotico preso inutilmente può danneggiare tutti, favorendo la diffusione di ceppi resistenti; è essenziale quindi fidarsi del proprio medico curante seguendo scrupolosamente le indicazioni sul dosaggio, la somministrazione e la durata della cura terapeutica'' ha esordito, per poi mettere in guardia contro le usanze comuni. ''Mai farsi autodiagnosi o somministrarsi terapie fai-da-te, e soprattutto non lasciamoci influenzare dal dottor Google, che può diffondere falsi miti''; tra questi, ha fatto l’esempio di un errore estremamente diffuso. ''Molti assumono gastroprotettori convinti che gli antibiotici causino acidità di stomaco, ma è il contrario: questi farmaci inibiscono la produzione di acido, creando un ambiente ideale per la proliferazione batterica, giocando proprio a favore del patogeno''.

La dirigente scolastica Simonetta Baldarile, l'assessore Enrica Baio e i dottori
A completare il quadro è intervenuto il pediatra Virgilio Meschi, focalizzandosi sull’infanzia come momento chiave per prevenire il problema dell’antibiotico resistenza. ''Fin dai primi anni di vita bisogna impostare abitudini corrette, anche se si sa che quando un bambino sta male i genitori si agitano e ricorrono a cure casalinghe, somministrando antibiotici per febbre, tosse o raffreddore che nella stragrande maggioranza sono virali, non batteriche, e si risolvono da soli in 2-4 giorni'' ha preso la parola, spiegando poi che ''la tosse è un meccanismo di difesa contro i virus, per questo gli aerosol dovrebbero essere vietati nei primi tre anni di vita del bambino, risultano infatti essere controproducenti assieme all’assunzione in massa di sciroppi, che aumentano rischi di effetti collaterali''.Il medico ha poi precisato che le patologie infantili sono virali nel 99% dei casi, e solo in rare occasioni queste si evolvono in sovrainfezione batterica, è buona prassi quindi fidarsi sempre del pediatra.
L’incontro, ricco di esempi concreti, ha tracciato una strada chiara contro questa crisi globale: educare fin dall’infanzia al rispetto delle prescrizioni mediche, sfatare miti culturali sull’automedicazione e sugli antibiotici come panacea, promuovere una cultura della diagnosi precisa e del buon uso responsabile.
In un’epoca in cui la resistenza minaccia di riportarci all’era pre-antibiotici, questi esperti hanno ricordato che la prevenzione non è solo scienza, ma un impegno collettivo per salvaguardare il futuro della salute pubblica, dal neonato all’anziano.
I.M.


















