Al Greppi ''C'era una volta Gaza'': una mostra per ricordare, raccontare e sensibilizzare
Riceviamo e pubblichiamo il contributo di alcune studentesse del Greppi di Monticello in merito alla mostra fotografica ''C'era una volta Gaza'' ospitata negli scorsi giorni presso l'istituto superiore:
Dopo essere stata ospitata a Villa Mariani dall'8 al 15 novembre scorsi nell’ambito delle iniziative promosse dal tavolo di lavoro delle associazioni di ''Umanità alla Deriva'' in collaborazione con il Comune di Casatenovo, la mostra fotografica ''C'era una volta Gaza'' del fotoreporter Paolo Trainito è approdata all'istituto Greppi, dove è stata esposta dal 9 al 16 gennaio. L'iniziativa è stata promossa da un gruppo di docenti e di studenti dell'istituto che si sono riuniti con il nome di Gruppo Gaza e hanno dato vita a una serie di iniziative volte a mobilitare l’opinione pubblica, in particolare gli studenti, ma anche l'intera comunità. Proprio a questo scopo la mostra è stata aperta anche alle visite di genitori e parenti nei giorni 14, 15 e 16 gennaio.
''C’era una volta Gaza'' è un percorso fotografico intenso e toccante, che racconta la vita quotidiana nella Striscia di Gaza prima che fosse segnata dalla recente escalation del conflitto. La mostra si basa su fotografie scattate principalmente durante il 2022, quando Trainito ha trascorso del tempo di persona a Gaza, per osservare e documentare la vita delle persone nella Striscia. Il fotografo, che in quel momento mai avrebbe immaginato di ritrarre un mondo che ora non esiste più, ha voluto mostrare momenti di normalità e umanità, ritratti di bambini che giocano, famiglie riunite e persone al lavoro, restituendo una dignità e un volto a chi vive in una realtà così difficile. Le immagini, infatti, non rappresentano la distruzione a cui ci hanno abituati i media a proposito di Gaza, ma soprattutto volti, frammenti di vita, storie di resilienza, restituendo umanità a persone troppo spesso ridotte a numeri o a stereotipi mediatici. La mostra nasce con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico e invitare alla riflessione profonda su ciò che significava vivere a Gaza prima del 7 ottobre 2023.


Ad accompagnare studenti, docenti e visitatori esterni lungo il percorso della mostra sono stati alcuni studenti e studentesse del nostro istituto, che hanno svolto il ruolo di guide, rendendo l’esperienza ancora più coinvolgente.
Irene Bock, studentessa della classe 4^LA, Beatrice Mauri, Elisabetta Inzillo e Omaima Rabbah, della classe 3^SB, fanno parte del gruppo Gaza e, dopo un incontro di presentazione tenuto dal fotografo in aula magna, si sono prestate a fare da guide per la mostra: abbiamo pensato di farci raccontare da loro qualcosa di questa esperienza fuori dal comune.
Innanzitutto, Irene Bock ci ha raccontato come si è preparata a questo compito: ''Ho ascoltato attentamente la presentazione del fotoreporter. Ho preso appunti, ho osservato bene le immagini e ho organizzato ciò che dovevo dire, carcando di restare il più possibile fedele alle sue parole''.
Per Irene, come per le altre guide, è stata un’attività molto positiva e formativa: ''È un’esperienza che aiuta ad aprirsi, soprattutto per le persone più timide, e permette di parlare di temi di cui solitamente a scuola non si parla''.

La mostra è stata promossa dal Gruppo Gaza, una realtà nata nel nostro istituto all’inizio di questo anno scolastico. Come ci ha spiegato Beatrice Mauri: ''Il Gruppo Gaza è nato verso settembre e conta circa quaranta studenti e numerosi professori. Si impegna a sensibilizzare gli studenti e tutta la comunità scolastica su quanto sta accadendo in Palestina, con l’intento di far capire che, come istituzione scolastica, siamo vicini a tutte le vittime del conflitto''.
Omaima Rabbah ci tiene a spiegare che ''il Gruppo Gaza non è politicizzato, nel senso che nelle riunioni non si è mai parlato di politica nazionale. Il nostro obiettivo non è fare propaganda, ma informare e sensibilizzare la comunità sulle inaudite sofferenze del popolo palestinese, e di qualunque altro sia privato dei diritti umani più elementari''.
Anche Egidia Beretta, madre di Vittorio Arrigoni, detto ''Vik'', in occasione della settimana dei Greppi Days, si è lasciata condurre dalle guide del Gruppo Gaza nella visita della mostra. Queste le parole che ha lasciato a commento degli scatti di Trainito: ''Grazie per aver colto l’ultima essenza del cuore resistente di Gaza e dei gazawi''.
Guardando al futuro, Elisabetta Inzillo ha spiegato che il gruppo prevede di proseguire con il proprio impegno attraverso nuove iniziative, di cui si sta ancora discutendo. L’obiettivo è tenere desta l’attenzione su Gaza, perché ciò che si voleva fermare con l’armistizio non si è ancora fermato: i gazawi continuano a morire e a patire sofferenze inaccettabili.
La mostra ''C’era una volta Gaza'', insieme al lavoro di Paolo Trainito e delle guide, dimostra come la scuola possa essere uno spazio di dialogo e presa di coscienza, capace di affrontare temi complessi con rispetto e sensibilità. Questa esperienza ha lasciato un segno sia in chi l’ha organizzata sia in chi l’ha visitata.
Dopo essere stata ospitata a Villa Mariani dall'8 al 15 novembre scorsi nell’ambito delle iniziative promosse dal tavolo di lavoro delle associazioni di ''Umanità alla Deriva'' in collaborazione con il Comune di Casatenovo, la mostra fotografica ''C'era una volta Gaza'' del fotoreporter Paolo Trainito è approdata all'istituto Greppi, dove è stata esposta dal 9 al 16 gennaio. L'iniziativa è stata promossa da un gruppo di docenti e di studenti dell'istituto che si sono riuniti con il nome di Gruppo Gaza e hanno dato vita a una serie di iniziative volte a mobilitare l’opinione pubblica, in particolare gli studenti, ma anche l'intera comunità. Proprio a questo scopo la mostra è stata aperta anche alle visite di genitori e parenti nei giorni 14, 15 e 16 gennaio.
''C’era una volta Gaza'' è un percorso fotografico intenso e toccante, che racconta la vita quotidiana nella Striscia di Gaza prima che fosse segnata dalla recente escalation del conflitto. La mostra si basa su fotografie scattate principalmente durante il 2022, quando Trainito ha trascorso del tempo di persona a Gaza, per osservare e documentare la vita delle persone nella Striscia. Il fotografo, che in quel momento mai avrebbe immaginato di ritrarre un mondo che ora non esiste più, ha voluto mostrare momenti di normalità e umanità, ritratti di bambini che giocano, famiglie riunite e persone al lavoro, restituendo una dignità e un volto a chi vive in una realtà così difficile. Le immagini, infatti, non rappresentano la distruzione a cui ci hanno abituati i media a proposito di Gaza, ma soprattutto volti, frammenti di vita, storie di resilienza, restituendo umanità a persone troppo spesso ridotte a numeri o a stereotipi mediatici. La mostra nasce con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico e invitare alla riflessione profonda su ciò che significava vivere a Gaza prima del 7 ottobre 2023.


Alcuni alunni del Greppi visitano la mostra ''C’era una volta Gaza'' di Paolo Trainito.
Ad accompagnare studenti, docenti e visitatori esterni lungo il percorso della mostra sono stati alcuni studenti e studentesse del nostro istituto, che hanno svolto il ruolo di guide, rendendo l’esperienza ancora più coinvolgente.
Irene Bock, studentessa della classe 4^LA, Beatrice Mauri, Elisabetta Inzillo e Omaima Rabbah, della classe 3^SB, fanno parte del gruppo Gaza e, dopo un incontro di presentazione tenuto dal fotografo in aula magna, si sono prestate a fare da guide per la mostra: abbiamo pensato di farci raccontare da loro qualcosa di questa esperienza fuori dal comune.
Innanzitutto, Irene Bock ci ha raccontato come si è preparata a questo compito: ''Ho ascoltato attentamente la presentazione del fotoreporter. Ho preso appunti, ho osservato bene le immagini e ho organizzato ciò che dovevo dire, carcando di restare il più possibile fedele alle sue parole''.
Per Irene, come per le altre guide, è stata un’attività molto positiva e formativa: ''È un’esperienza che aiuta ad aprirsi, soprattutto per le persone più timide, e permette di parlare di temi di cui solitamente a scuola non si parla''.

Irene Bock (a destra) e Mirea Mascheri (al centro), studentesse dell‘istituto Greppi, guidano Egidia Beretta ed altri visitatori esterni (a sinistra) durante la visita alla mostra ''C‘era una volta Gaza''.
La mostra è stata promossa dal Gruppo Gaza, una realtà nata nel nostro istituto all’inizio di questo anno scolastico. Come ci ha spiegato Beatrice Mauri: ''Il Gruppo Gaza è nato verso settembre e conta circa quaranta studenti e numerosi professori. Si impegna a sensibilizzare gli studenti e tutta la comunità scolastica su quanto sta accadendo in Palestina, con l’intento di far capire che, come istituzione scolastica, siamo vicini a tutte le vittime del conflitto''.
Omaima Rabbah ci tiene a spiegare che ''il Gruppo Gaza non è politicizzato, nel senso che nelle riunioni non si è mai parlato di politica nazionale. Il nostro obiettivo non è fare propaganda, ma informare e sensibilizzare la comunità sulle inaudite sofferenze del popolo palestinese, e di qualunque altro sia privato dei diritti umani più elementari''.
Anche Egidia Beretta, madre di Vittorio Arrigoni, detto ''Vik'', in occasione della settimana dei Greppi Days, si è lasciata condurre dalle guide del Gruppo Gaza nella visita della mostra. Queste le parole che ha lasciato a commento degli scatti di Trainito: ''Grazie per aver colto l’ultima essenza del cuore resistente di Gaza e dei gazawi''.
Guardando al futuro, Elisabetta Inzillo ha spiegato che il gruppo prevede di proseguire con il proprio impegno attraverso nuove iniziative, di cui si sta ancora discutendo. L’obiettivo è tenere desta l’attenzione su Gaza, perché ciò che si voleva fermare con l’armistizio non si è ancora fermato: i gazawi continuano a morire e a patire sofferenze inaccettabili.
La mostra ''C’era una volta Gaza'', insieme al lavoro di Paolo Trainito e delle guide, dimostra come la scuola possa essere uno spazio di dialogo e presa di coscienza, capace di affrontare temi complessi con rispetto e sensibilità. Questa esperienza ha lasciato un segno sia in chi l’ha organizzata sia in chi l’ha visitata.
Nike De Quattro e Asia Aimo, studentesse dell’Istituto ''A.Greppi'' di Monticello Brianza


















