Missaglia: un post di Benfatto sugli scontri di Torino accende le critiche di Lega e minoranza
Gli scontri avvenuti durante il corteo per Askatasuna - lo storico spazio autogestito di Torino - con esponenti della Polizia violentemente percossi dai manifestanti, hanno riempito per giorni le cronache, scatenando polemiche un po' in tutto lo stivale.
Immagini forti quelle dell'agente preso a calci e pugni da alcuni manifestanti, che hanno colpito l'opinione pubblica e creato le solite contrapposizioni tra schieramenti politici, divisi fra la condanna ''senza se e senza ma'' ai responsabili di quei fatti e chi dall'altra parte, ritiene che quanto accaduto ''all'ombra della Mole'' sia stato strumentalizzato politicamente, complice anche l'immagine diffusa nelle ore successive che ritrae il poliziotto aggredito sostenuto da un collega. Una foto modificata – stando a quanto è emerso - grazie all'ausilio dell'intelligenza artificiale che ha contribuito a dare benzina alle polemiche.
Una vicenda complessa che ha acuito la distanza fra le parti che in qualche modo ha invaso anche la politica missagliese: è delle scorse ore infatti, la mozione (clicca QUI per visualizzare il testo) che il gruppo di minoranza Centrodestra Unito ha protocollato, accedendo i riflettori su un post pubblicato su FB da Diego Benfatto, assessore ai servizi alla persona e all'istruzione. Parole che, a detta dell'opposizione capitanata da Riccardo Meregalli, risulterebbero particolarmente gravi, divisive ed ambigue rispetto all'operato delle Forze dell'Ordine.

''Parliamoci chiaro. Le violenze non sono accettabili, ma nemmeno l'ipocrisia'' il commento finito sotto accusa e affidato ai social dall'esponente di Più Missaglia. ''Da innumerevoli testimonianze dirette e video, è evidente che nel corteo di Torino ci sono state delle infiltrazioni di decine di persone mascherate. Sembra piuttosto improbabile che se ne siano accorti i manifestanti ma non le forze dell'ordine. Poi sono partiti i disordini da una parte e i pestaggi ingiustificati da parte della polizia. Una miscela esplosiva che si è voluta scientemente creare. In tutto questo c'è stato solo un episodio di risposta contro un poliziotto che è stato sapientemente registrato e diffuso ad una velocità impressionante. Ogni episodio di abusi da parte delle forze dell'ordine, invece, è stato oscurato. Considerando che, in questi giorni, si vuole approvare un disegno di legge liberticida e fortemente limitante nei diritti personali, come disse qualcuno: a pensare male si fa peccato ma molto spesso ci si azzecca''.
Per Centrodestra Unito le affermazioni espresse da Benfatto, pur rientrando nell'ambito di una libertà di espressione, non risulterebbero in linea con l'operato di un pubblico amministratore che dovrebbe sostenere convintamente le Forze dell'Ordine; Meregalli e i colleghi Comi, Casiraghi e Mistò hanno poi puntato il dito contro i compiti di cui si occupa l'esponente della maggioranza - quindi Scuola e Sociale - che comporterebbero una specifica responsabilità educativa e valoriale.
Le parole utilizzate dall'assessore avrebbero invece messo a disagio molti cittadini, sempre a detta del gruppo di opposizione che nelle note finali del proprio scritto chiede al sindaco Paolo Redaelli e alla sua Amministrazione di prendere le distanze dal commento di Benfatto, di ribadire il pieno sostegno alle Forze dell'Ordine, di condannare con fermezza tutti i fatti di violenza verificatosi e di valutare la coerenza del mantenimento delle deleghe al collega.
Più tagliente il commento di Alberto Spreafico: l'esponente del Carroccio parla di ''frasi inaccettabili che una persona che ricopre una carica istituzionale all'interno di una Amministrazione Pubblica non può pronunciare, pertanto meritano una presa di posizione sia da parte del Sindaco che dagli organi Istituzionali dello Stato, in quanto questo va considerato come un attacco alle Forze dell'Ordine e di conseguenza un attacco allo Stato''. Il leghista auspica ''delle dimissioni immediate, in quanto una persona del genere non può ricoprire un ruolo istituzionale: se il Sindaco non lo caccia vuol dire che anche lui non rispetta le Forze dell'Ordine'' il commento, anche stavolta affidato ai social.

Interpellato in proposito, il primo cittadino Paolo Redaelli ha preferito rimandare ogni dichiarazione sul tema alla prossima seduta consiliare, quando la mozione sarà iscritta all'ordine del giorno.
Ha voluto invece ribattere alle accuse chi al centro della polemica ci è finito in pieno, ovvero l'assessore Benfatto. ''Trovo disdicevole che si voglia strumentalizzare una dichiarazione che ho pubblicato sulla mia pagina personale. Probabilmente quando non si hanno argomenti e si ha interesse a lanciare la campagna elettorale con un anno di anticipo succedono queste cose'' ha spiegato l'amministratore, chiarendo poi la propria posizione. ''Stimo e rispetto le Forze dell'Ordine che ci garantiscono ogni giorno la sicurezza e non ho mai attaccato lo Stato. Detto questo nessuno mi può impedire di avere un'opinione, soprattutto esponenti della Lega, un partito che ogni giorno praticamente, mette sotto attacco la magistratura. Sono dalla parte del poliziotto aggredito, ma resto convinto che quell'episodio sia stato strumentalizzato politicamente e che le stesse Forze dell'Ordine ne siano state vittime''.
Insomma, un botta e risposta che entrerà nel vivo nelle prossime settimane, quando la mozione fornirà la spunto al consiglio per un dibattito più articolato sul tema. Dal vivo stavolta e non a colpi di post...
Immagini forti quelle dell'agente preso a calci e pugni da alcuni manifestanti, che hanno colpito l'opinione pubblica e creato le solite contrapposizioni tra schieramenti politici, divisi fra la condanna ''senza se e senza ma'' ai responsabili di quei fatti e chi dall'altra parte, ritiene che quanto accaduto ''all'ombra della Mole'' sia stato strumentalizzato politicamente, complice anche l'immagine diffusa nelle ore successive che ritrae il poliziotto aggredito sostenuto da un collega. Una foto modificata – stando a quanto è emerso - grazie all'ausilio dell'intelligenza artificiale che ha contribuito a dare benzina alle polemiche.
Una vicenda complessa che ha acuito la distanza fra le parti che in qualche modo ha invaso anche la politica missagliese: è delle scorse ore infatti, la mozione (clicca QUI per visualizzare il testo) che il gruppo di minoranza Centrodestra Unito ha protocollato, accedendo i riflettori su un post pubblicato su FB da Diego Benfatto, assessore ai servizi alla persona e all'istruzione. Parole che, a detta dell'opposizione capitanata da Riccardo Meregalli, risulterebbero particolarmente gravi, divisive ed ambigue rispetto all'operato delle Forze dell'Ordine.

Riccardo Meregalli, capogruppo di Centrodestra Unito
''Parliamoci chiaro. Le violenze non sono accettabili, ma nemmeno l'ipocrisia'' il commento finito sotto accusa e affidato ai social dall'esponente di Più Missaglia. ''Da innumerevoli testimonianze dirette e video, è evidente che nel corteo di Torino ci sono state delle infiltrazioni di decine di persone mascherate. Sembra piuttosto improbabile che se ne siano accorti i manifestanti ma non le forze dell'ordine. Poi sono partiti i disordini da una parte e i pestaggi ingiustificati da parte della polizia. Una miscela esplosiva che si è voluta scientemente creare. In tutto questo c'è stato solo un episodio di risposta contro un poliziotto che è stato sapientemente registrato e diffuso ad una velocità impressionante. Ogni episodio di abusi da parte delle forze dell'ordine, invece, è stato oscurato. Considerando che, in questi giorni, si vuole approvare un disegno di legge liberticida e fortemente limitante nei diritti personali, come disse qualcuno: a pensare male si fa peccato ma molto spesso ci si azzecca''.

Le parole utilizzate dall'assessore avrebbero invece messo a disagio molti cittadini, sempre a detta del gruppo di opposizione che nelle note finali del proprio scritto chiede al sindaco Paolo Redaelli e alla sua Amministrazione di prendere le distanze dal commento di Benfatto, di ribadire il pieno sostegno alle Forze dell'Ordine, di condannare con fermezza tutti i fatti di violenza verificatosi e di valutare la coerenza del mantenimento delle deleghe al collega.
Più tagliente il commento di Alberto Spreafico: l'esponente del Carroccio parla di ''frasi inaccettabili che una persona che ricopre una carica istituzionale all'interno di una Amministrazione Pubblica non può pronunciare, pertanto meritano una presa di posizione sia da parte del Sindaco che dagli organi Istituzionali dello Stato, in quanto questo va considerato come un attacco alle Forze dell'Ordine e di conseguenza un attacco allo Stato''. Il leghista auspica ''delle dimissioni immediate, in quanto una persona del genere non può ricoprire un ruolo istituzionale: se il Sindaco non lo caccia vuol dire che anche lui non rispetta le Forze dell'Ordine'' il commento, anche stavolta affidato ai social.

L'assessore Diego Benfatto
Interpellato in proposito, il primo cittadino Paolo Redaelli ha preferito rimandare ogni dichiarazione sul tema alla prossima seduta consiliare, quando la mozione sarà iscritta all'ordine del giorno.
Ha voluto invece ribattere alle accuse chi al centro della polemica ci è finito in pieno, ovvero l'assessore Benfatto. ''Trovo disdicevole che si voglia strumentalizzare una dichiarazione che ho pubblicato sulla mia pagina personale. Probabilmente quando non si hanno argomenti e si ha interesse a lanciare la campagna elettorale con un anno di anticipo succedono queste cose'' ha spiegato l'amministratore, chiarendo poi la propria posizione. ''Stimo e rispetto le Forze dell'Ordine che ci garantiscono ogni giorno la sicurezza e non ho mai attaccato lo Stato. Detto questo nessuno mi può impedire di avere un'opinione, soprattutto esponenti della Lega, un partito che ogni giorno praticamente, mette sotto attacco la magistratura. Sono dalla parte del poliziotto aggredito, ma resto convinto che quell'episodio sia stato strumentalizzato politicamente e che le stesse Forze dell'Ordine ne siano state vittime''.
Insomma, un botta e risposta che entrerà nel vivo nelle prossime settimane, quando la mozione fornirà la spunto al consiglio per un dibattito più articolato sul tema. Dal vivo stavolta e non a colpi di post...
G.C.


















