Colle: a processo per spaccio è condannato per una cessione
L'attività dei Carabinieri aveva preso il via a seguito di continui transiti della sua autovettura in una zona boschiva di Colle Brianza, nota per essere luogo di spaccio.
Grazie alle telecamere installate tra il 2024 e il 2025, il veicolo era stato notato essere la prima e poi l'ultima auto giungere sul posto e poi andarsene, con una serie di passaggi durante la giornata. Accertamenti ulteriori avevano permesso di scoprire che due soggetti nordafricani raggiungevano la casa dell'imputato a Colle briaza e poi da lui si facevano accompagnare nel bosco dove restavano per il resto del tempo a smerciare droga.
I transiti del veicolo dell'imputato erano aumentati notevolmente quando lo stesso aveva perso il posto di lavoro e questo aveva fatto pensare a una attività di "consegne al domicilio" dello stupefacente. A darne conferma è stata la sua compagna che, anche oggi in aula, ha confermato di essere assuntrice di droga e che ai tempi l'imputato si era incaricato più volte di portargliela a casa. Una pratica non sconosciuta tanto che se non raggiungeva i luoghi dello spaccio, indicati in Bosisio Parini, Oggiono, Villa Vergano, era lo stesso imputato a consegnarglieli e spesso a farne uso lui stesso.
Un comportamento che secondo la pubblica accusa, rappresentata dal vpo Caterina Scarselli, configurava il reato di spaccio di stupefacenti e per questo condannabile alla pena di un anno e sie mesi e 5mila euro.
Parzialmente diversa la sentenza del giudice Paolo Salvatore che lo ha condannato alla pena di 8 mesi e 1300 euro di multa, per la sola cessione alla compagna, assolvendolo invece dalle altre accuse per cui non è stato possibile raggiungere la certezza della colpevolezza.
Grazie alle telecamere installate tra il 2024 e il 2025, il veicolo era stato notato essere la prima e poi l'ultima auto giungere sul posto e poi andarsene, con una serie di passaggi durante la giornata. Accertamenti ulteriori avevano permesso di scoprire che due soggetti nordafricani raggiungevano la casa dell'imputato a Colle briaza e poi da lui si facevano accompagnare nel bosco dove restavano per il resto del tempo a smerciare droga.
I transiti del veicolo dell'imputato erano aumentati notevolmente quando lo stesso aveva perso il posto di lavoro e questo aveva fatto pensare a una attività di "consegne al domicilio" dello stupefacente. A darne conferma è stata la sua compagna che, anche oggi in aula, ha confermato di essere assuntrice di droga e che ai tempi l'imputato si era incaricato più volte di portargliela a casa. Una pratica non sconosciuta tanto che se non raggiungeva i luoghi dello spaccio, indicati in Bosisio Parini, Oggiono, Villa Vergano, era lo stesso imputato a consegnarglieli e spesso a farne uso lui stesso.
Un comportamento che secondo la pubblica accusa, rappresentata dal vpo Caterina Scarselli, configurava il reato di spaccio di stupefacenti e per questo condannabile alla pena di un anno e sie mesi e 5mila euro.
Parzialmente diversa la sentenza del giudice Paolo Salvatore che lo ha condannato alla pena di 8 mesi e 1300 euro di multa, per la sola cessione alla compagna, assolvendolo invece dalle altre accuse per cui non è stato possibile raggiungere la certezza della colpevolezza.
S.V.


















