Sirtori ha salutato l'ex sindaco Ponzone, ''un vero riferimento per il paese''

Sirtori si è fermata nel pomeriggio di mercoledì 11 febbraio per l’ultimo saluto a Emanuele Ponzone, ex sindaco del paese, scomparso a 94 anni. Un funerale molto partecipato, con la chiesa dei SS Nabore e Felice gremita in ogni angolo. La comunità si è stretta compatta attorno alla famiglia, in un clima di dolore composto ma profondissimo, di quelli che raccontano meglio di qualsiasi parola quanto una persona abbia contato davvero per un paese.
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Il feretro dell'ex sindaco mentre lascia la parrocchiale sirtorese

Ponzone aveva guidato la comunità per quindici anni, dal 1978 al 1993, e per molti sirtoresi è rimasto ''il sindaco'' per eccellenza: un uomo che ha rappresentato le istituzioni con autorevolezza e rispetto, senza mai bisogno di gesti eclatanti. Lo dimostrava anche la presenza numerosa di cittadini e rappresentanti della vita associativa del paese, con diversi vessilli presenti in chiesa come segno di appartenenza e riconoscenza. Tra questi anche quello della Polisportiva Sirtorese e dell’Aido, insieme al gonfalone del Comune listato a lutto, condotto dall'agente di Polizia Locale.
Accanto alla comunità, anche le istituzioni locali, con la presenza del sindaco attuale, Matteo Rosa con alcuni consiglieri comunali, riuniti per rendere omaggio a chi ha guidato Sirtori in anni decisivi. Presenti anche gli ex primi cittadini Paolo Negri, Davide Maggioni (oggi esponenti del gruppo di minoranza) e Claudio Villa.
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Durante la celebrazione, le parole dell’omelia pronunciata da don Emanuele Ronco – che ha celebrato la funzione insieme a don Marco Sanvito - hanno provato a dare un senso più profondo al dolore collettivo, richiamando l’idea di comunità come casa comune e luogo di responsabilità reciproca. Un pensiero semplice, ma potente, che ha toccato molti dei presenti: l’invito a custodire ciò che Ponzone aveva rappresentato, l’immagine di un paese unito, dove ''ci si aiuta'', dove la pace e la solidarietà non sono concetti astratti, ma il modo concreto di vivere insieme. L’omelia ha ricordato che una comunità non si regge da sola, ma vive perché le persone scelgono ogni giorno di prendersene cura, come Ponzone aveva fatto, mettendosi al servizio degli altri con discrezione e dedizione.
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Tra i momenti più intensi della funzione, anche l'intervento dell'ex sindaco Negri, oggi capogruppo di opposizione. Parole le sue, cariche di riconoscenza, che hanno tracciato il ritratto di un uomo riservato, concreto, poco incline alle cerimonie e più interessato alla sostanza che alla retorica.
Nel suo ricordo è emersa la figura di un amministratore serio, capace di affrontare ogni decisione con studio e senso di responsabilità. Un sindaco che non improvvisava, ma approfondiva i problemi prima di scegliere, lasciando un’impronta profonda nella storia del paese. ''Per me è ancora oggi un riferimento''.
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Secondo quanto ricordato nel discorso, Ponzone fu protagonista di un passaggio decisivo per Sirtori: gli anni in cui il paese iniziò a cambiare volto, accompagnando la trasformazione da realtà essenzialmente contadina a territorio sempre più attrattivo e strutturato. Un periodo delicato, gestito con equilibrio e visione.
Non un uomo di scena, ma un amministratore capace di lavorare in profondità. ''Onesto e corretto nell’agire, generoso nell’impegno'' lo ha definito chi lo ha conosciuto da vicino, sottolineando anche il rispetto con cui Ponzone sapeva rapportarsi alle persone e alle idee altrui, anche quando erano diverse dalle sue.
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Al termine delle messa, la commozione si è fatta ancora più visibile. All’uscita dalla chiesa, mentre il feretro veniva accompagnato verso il carro funebre, è stata recitata un’ultima preghiera e impartita la benedizione finale, in un clima di intensa partecipazione collettiva.
Sirtori ha salutato così Emanuele Ponzone: non solo un ex sindaco, ma un pezzo di storia del paese. Un uomo che ha amministrato con sobrietà e rigore, lasciando un’eredità fatta di opere, scelte e memoria. Non a caso l'attuale primo cittadino Rosa ha deciso di istituire – mediante un'ordinanza – una giornata di lutto cittadino quale gesto di rispetto e riconoscenza nei confronti di una persona che ha ricoperto un ruolo significativo e profuso un impegno tangibile a favore della comunità.
G.D.
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