Addio Sindaco Emanuele: non smetta di vegliare su Sirtori
Riceviamo e pubblichiamo il ricordo del sindaco emerito di Sirtori, Emanuele Ponzone, letto durante le esequie da uno dei suoi successori, Paolo Negri, primo cittadino del paese fino al 2006 e ancora oggi in consiglio comunale:
Sono orgoglioso e particolarmente grato di poter tenere, in questo momento di commozione generale, il ricordo del Sindaco e dell’Uomo Emanuele Ponzone.
Mi scuseranno i suoi cari se antepongo la figura di Sindaco a quella dell’Uomo perché per me e per molti della mia generazione, Emanuele Ponzone è stato prima di tutto il Sindaco di Sirtori, colui che negli anni della nostra giovinezza rappresentava l’istituzione comunale, suscitando naturale rispetto e spontanea deferenza.
Lui mi ha chiesto di far parte della sua amministrazione comunale e mi ha introdotto alla vita amministrativa, contribuendo a far nascere in me il gusto di mettersi al servizio della propria comunità. E nonostante siano passati molti anni, gliene sono tuttora riconoscente.
Emanuele Ponzone è stato Sindaco di Sirtori per 15 anni, dopo una lunga esperienza da Assessore e Vicesindaco, in un’epoca a noi lontana, ma fondamentale per lo sviluppo del nostro paese.
Ha accompagnato e governato il delicatissimo passaggio della nostra comunità da realtà essenzialmente contadina a territorio attrattivo per molti, ne ha gestito la modernizzazione e l’uscita da una condizione sicuramente meno agiata dell’attuale.
Credo di non sbagliare nel definirlo il Sindaco che ha lasciato l’impronta più significativa, ancora oggi perfettamente leggibile, nell’assetto urbanistico ed edilizio del nostro Comune. A lui si devono gran parte delle infrastrutture e delle opere pubbliche di cui oggi ci serviamo. E’ questo uno dei motivi per cui ritengo che la nostra comunità debba unirsi in un ringraziamento unanime al Sindaco Emanuele Ponzone.
Ma prima di essere Sindaco, Emanuele Ponzone era un Uomo riservato e schivo, signorile nell’aspetto, di pochissime parole, poco avvezzo alle cerimonie pubbliche, a volte ruvido, più portato alla concretezza delle cose che alla fuggevolezza dei discorsi pubblici.
È stato esempio per i collaboratori più giovani di come si eserciti una carica pubblica, con onore e intenso lavoro, approfondendo i problemi, studiando e informandosi, prima di prendere qualsiasi decisione.
Spesso nel mio ruolo di amministratore mi sono chiesto se fossi all’altezza del suo esempio, per me, ancora oggi, riferimento costante.
Onesto e corretto nell’agire, generoso nell’impegno civico, era un Uomo buono, un amministratore, non un politico, competente e appassionato, rispettato anche da chi gli era avverso politicamente.
Alla cara moglie, signora Gabriella, esprimo i più profondi sentimenti di vicinanza e di affetto, sicuro di interpretare la volontà dell’intera comunità sirtorese. La ringrazio per essergli stata accanto fino alla fine, nei momenti della sofferenza e della malattia, augurandole di superare presto il dolore della separazione, attraverso la consapevolezza di aver condiviso un significativo
pezzo di vita con un Uomo di valore.
Addio, Sindaco Emanuele, le chiediamo di non smettere di vegliare su Sirtori e su noi sirtoresi.
Sono orgoglioso e particolarmente grato di poter tenere, in questo momento di commozione generale, il ricordo del Sindaco e dell’Uomo Emanuele Ponzone.
Mi scuseranno i suoi cari se antepongo la figura di Sindaco a quella dell’Uomo perché per me e per molti della mia generazione, Emanuele Ponzone è stato prima di tutto il Sindaco di Sirtori, colui che negli anni della nostra giovinezza rappresentava l’istituzione comunale, suscitando naturale rispetto e spontanea deferenza.
Lui mi ha chiesto di far parte della sua amministrazione comunale e mi ha introdotto alla vita amministrativa, contribuendo a far nascere in me il gusto di mettersi al servizio della propria comunità. E nonostante siano passati molti anni, gliene sono tuttora riconoscente.
Emanuele Ponzone è stato Sindaco di Sirtori per 15 anni, dopo una lunga esperienza da Assessore e Vicesindaco, in un’epoca a noi lontana, ma fondamentale per lo sviluppo del nostro paese.
Ha accompagnato e governato il delicatissimo passaggio della nostra comunità da realtà essenzialmente contadina a territorio attrattivo per molti, ne ha gestito la modernizzazione e l’uscita da una condizione sicuramente meno agiata dell’attuale.
Credo di non sbagliare nel definirlo il Sindaco che ha lasciato l’impronta più significativa, ancora oggi perfettamente leggibile, nell’assetto urbanistico ed edilizio del nostro Comune. A lui si devono gran parte delle infrastrutture e delle opere pubbliche di cui oggi ci serviamo. E’ questo uno dei motivi per cui ritengo che la nostra comunità debba unirsi in un ringraziamento unanime al Sindaco Emanuele Ponzone.
Ma prima di essere Sindaco, Emanuele Ponzone era un Uomo riservato e schivo, signorile nell’aspetto, di pochissime parole, poco avvezzo alle cerimonie pubbliche, a volte ruvido, più portato alla concretezza delle cose che alla fuggevolezza dei discorsi pubblici.
È stato esempio per i collaboratori più giovani di come si eserciti una carica pubblica, con onore e intenso lavoro, approfondendo i problemi, studiando e informandosi, prima di prendere qualsiasi decisione.
Spesso nel mio ruolo di amministratore mi sono chiesto se fossi all’altezza del suo esempio, per me, ancora oggi, riferimento costante.
Onesto e corretto nell’agire, generoso nell’impegno civico, era un Uomo buono, un amministratore, non un politico, competente e appassionato, rispettato anche da chi gli era avverso politicamente.
Alla cara moglie, signora Gabriella, esprimo i più profondi sentimenti di vicinanza e di affetto, sicuro di interpretare la volontà dell’intera comunità sirtorese. La ringrazio per essergli stata accanto fino alla fine, nei momenti della sofferenza e della malattia, augurandole di superare presto il dolore della separazione, attraverso la consapevolezza di aver condiviso un significativo
pezzo di vita con un Uomo di valore.
Addio, Sindaco Emanuele, le chiediamo di non smettere di vegliare su Sirtori e su noi sirtoresi.
Paolo Negri


















