Bosisio: Croce Verde in servizio alle Olimpiadi con 40 volontari
Ci sono eventi che si raccontano con i numeri e altri che si raccontano con le emozioni. Quello che sta vivendo in queste settimane l’associazione sanitaria Croce Verde Bosisio appartiene a entrambe le categorie: una macchina organizzativa imponente, fatta di coordinamento, professionalità e spirito di servizio, ma anche di entusiasmo, orgoglio e partecipazione. I volontari stanno infatti prestando servizio in occasione delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, la massima manifestazione sportiva mondiale, capace di catalizzare l’attenzione di milioni di persone.

Le Olimpiadi di Milano-Cortina rappresentano un evento storico per il territorio: per la prima volta i giochi invernali si svolgono in modo diffuso tra Lombardia e Veneto, coinvolgendo la città di Milano (con strutture a Rho Fiera, al Forum di Assago e al Santagiulia Ice Hockey Arena), ma anche zone alpine come Bormio e Livigno, sedi di alcune delle competizioni più attese. Un’organizzazione complessa, con migliaia di atleti, tecnici, addetti ai lavori e spettatori provenienti da tutto il mondo.


In questo contesto si inserisce l'impegno della Croce Verde di Bosisio, che si è resa disponibile grazie a 40 volontari distribuiti sui diversi siti olimpici. L’attività si divide tra assistenza al pubblico, servizio nei medical center all’interno delle strutture e supporto sanitario agli atleti. Un lavoro fondamentale che garantisce sicurezza e tempestività di intervento, a tutela sia degli spettatori sia dei protagonisti delle gare.


A coordinare l’intero sistema sanitario delle Olimpiadi sono realtà di primo piano come ANPAS e Croce Rossa, che hanno strutturato una rete organizzativa capillare. L’associazione bosisiese aveva sin da subito manifestato la propria disponibilità a partecipare, inviando i nominativi dei candidati; successivamente sono stati assegnati gli slot operativi nei vari impianti. Da giovedì scorso una squadra è presente ogni giorno sui campi di gara e lo sarà fino al termine della manifestazione (22 febbraio), fatta eccezione per il fine settimana in arrivo, quando i volontari saranno già impegnati nel servizio al Nameless Festival a Barzio.


Al di là dell’impegno e della responsabilità, c’è però anche l’emozione di vivere un evento irripetibile. ''Per i nostri volontari – commenta il presidente Filippo Buraschi - è un’esperienza straordinaria. Stanno vivendo qualcosa che probabilmente non ricapiterà più nella loro vita: le Olimpiadi sono la massima espressione dello sport mondiale. È una macchina organizzativa impressionante quando si mette in moto, con migliaia di persone coinvolte e un livello di coordinamento altissimo: poter essere sul campo per questo evento è una grande opportunità. I nostri volontari sono entusiasti, si divertono e si sentono parte di qualcosa di unico. Non abbiamo avuto alcuna difficoltà a raccogliere le adesioni, anzi: la risposta è stata immediata e molto partecipata''.


Partecipare alle Olimpiadi significa essere parte di qualcosa che va oltre la singola giornata di servizio: è contribuire, con competenza e passione, a un appuntamento che entrerà nella storia dello sport e del territorio. Ancora una volta, dietro le quinte di un grande evento internazionale, c’è il lavoro silenzioso di tantissime persone. E tra quei volti, c’è anche quello orgoglioso dei volontari della Croce Verde di Bosisio.
Le Olimpiadi di Milano-Cortina rappresentano un evento storico per il territorio: per la prima volta i giochi invernali si svolgono in modo diffuso tra Lombardia e Veneto, coinvolgendo la città di Milano (con strutture a Rho Fiera, al Forum di Assago e al Santagiulia Ice Hockey Arena), ma anche zone alpine come Bormio e Livigno, sedi di alcune delle competizioni più attese. Un’organizzazione complessa, con migliaia di atleti, tecnici, addetti ai lavori e spettatori provenienti da tutto il mondo.
In questo contesto si inserisce l'impegno della Croce Verde di Bosisio, che si è resa disponibile grazie a 40 volontari distribuiti sui diversi siti olimpici. L’attività si divide tra assistenza al pubblico, servizio nei medical center all’interno delle strutture e supporto sanitario agli atleti. Un lavoro fondamentale che garantisce sicurezza e tempestività di intervento, a tutela sia degli spettatori sia dei protagonisti delle gare.
A coordinare l’intero sistema sanitario delle Olimpiadi sono realtà di primo piano come ANPAS e Croce Rossa, che hanno strutturato una rete organizzativa capillare. L’associazione bosisiese aveva sin da subito manifestato la propria disponibilità a partecipare, inviando i nominativi dei candidati; successivamente sono stati assegnati gli slot operativi nei vari impianti. Da giovedì scorso una squadra è presente ogni giorno sui campi di gara e lo sarà fino al termine della manifestazione (22 febbraio), fatta eccezione per il fine settimana in arrivo, quando i volontari saranno già impegnati nel servizio al Nameless Festival a Barzio.
Al di là dell’impegno e della responsabilità, c’è però anche l’emozione di vivere un evento irripetibile. ''Per i nostri volontari – commenta il presidente Filippo Buraschi - è un’esperienza straordinaria. Stanno vivendo qualcosa che probabilmente non ricapiterà più nella loro vita: le Olimpiadi sono la massima espressione dello sport mondiale. È una macchina organizzativa impressionante quando si mette in moto, con migliaia di persone coinvolte e un livello di coordinamento altissimo: poter essere sul campo per questo evento è una grande opportunità. I nostri volontari sono entusiasti, si divertono e si sentono parte di qualcosa di unico. Non abbiamo avuto alcuna difficoltà a raccogliere le adesioni, anzi: la risposta è stata immediata e molto partecipata''.

Partecipare alle Olimpiadi significa essere parte di qualcosa che va oltre la singola giornata di servizio: è contribuire, con competenza e passione, a un appuntamento che entrerà nella storia dello sport e del territorio. Ancora una volta, dietro le quinte di un grande evento internazionale, c’è il lavoro silenzioso di tantissime persone. E tra quei volti, c’è anche quello orgoglioso dei volontari della Croce Verde di Bosisio.
M.Mau.


















