Valaperta: spettacolo sui like che condizionano ogni scelta
Nella serata di venerdì 13 febbraio l’oratorio di Valaperta ha ospitato la Compagnia teatrale TIM - Teatro In Mostra per un evento organizzato dal Comune di Casatenovo (nella persona dell'assessore alla cultura Gaia Riva) con il contributo dell'Università per Tutte le Età (UTE) e della Comunità Pastorale Maria Regina di Tutti i Santi, in occasione del Safer Internet Day, la giornata stabilita dalla Commissione Europea per promuovere iniziative che mettano in evidenza l’utilizzo consapevole e responsabile dei social.



''Like'', lo spettacolo portato in scena da Alessandro Quattro, Laura Negretti e Silvia Ripamonti, insieme ai tecnici di scena, è stato scelto appositamente per l’occasione, con il pubblico trasportato in un universo non troppo lontano. In un mondo, cioè, governato dal Dharma, sistema informatico basato sui ''mi piace'' che determinano la qualità della vita delle persone. Qui i Like cercano di districarsi tra i benefici offerti dall’essere sempre connessi e le privazioni di libertà e le manipolazioni che il sistema prova a imporre loro.



Sorgono istantaneamente diversi interrogativi: è possibile una vita ''altra'', non contaminata dall’ansia di essere approvati virtualmente? E’ possibile esistere ancora senza essere presenti nelle foto, senza mostrarsi continuamente sui social? Da cosa dipendono oggi le nostre scelte?



Sullo sfondo, schermi televisivi e luci soffuse ambientano l’opera teatrale in un sala del Panoptikon, una sorta di centro commerciale che si propone come microcosmo nel quale ogni piano corrisponde allo status sociale delle persone che lo frequentano: assistenza sanitaria, contributi pubblici dipendono tutti dal numero dei like delle persone, che sono sempre forzate a trovare strategie per ottenere un numero sempre maggiore.



Con ironia e sarcasmo, la Compagnia TIM problematizza con sagacia uno dei più profondi drammi del nostro tempo, che necessita di riflessioni profonde e dettagliate.



Nonostante un pubblico non così numeroso – complice anche il concomitante spettacolo teatrale a favore della CRI in scena presso l'Auditorium di Casatenovo - l’iniziativa ha suscitato entusiasmo (e lecite domande), promuovendo consapevolezza in un contesto di spettacolo, coinvolgendo un gruppo eterogeneo di cittadini e cittadine casatesi in una fredda serata di metà febbraio.



''Like'', lo spettacolo portato in scena da Alessandro Quattro, Laura Negretti e Silvia Ripamonti, insieme ai tecnici di scena, è stato scelto appositamente per l’occasione, con il pubblico trasportato in un universo non troppo lontano. In un mondo, cioè, governato dal Dharma, sistema informatico basato sui ''mi piace'' che determinano la qualità della vita delle persone. Qui i Like cercano di districarsi tra i benefici offerti dall’essere sempre connessi e le privazioni di libertà e le manipolazioni che il sistema prova a imporre loro.



Sorgono istantaneamente diversi interrogativi: è possibile una vita ''altra'', non contaminata dall’ansia di essere approvati virtualmente? E’ possibile esistere ancora senza essere presenti nelle foto, senza mostrarsi continuamente sui social? Da cosa dipendono oggi le nostre scelte?



Sullo sfondo, schermi televisivi e luci soffuse ambientano l’opera teatrale in un sala del Panoptikon, una sorta di centro commerciale che si propone come microcosmo nel quale ogni piano corrisponde allo status sociale delle persone che lo frequentano: assistenza sanitaria, contributi pubblici dipendono tutti dal numero dei like delle persone, che sono sempre forzate a trovare strategie per ottenere un numero sempre maggiore.

L'assessore Gaia Riva


Con ironia e sarcasmo, la Compagnia TIM problematizza con sagacia uno dei più profondi drammi del nostro tempo, che necessita di riflessioni profonde e dettagliate.



Nonostante un pubblico non così numeroso – complice anche il concomitante spettacolo teatrale a favore della CRI in scena presso l'Auditorium di Casatenovo - l’iniziativa ha suscitato entusiasmo (e lecite domande), promuovendo consapevolezza in un contesto di spettacolo, coinvolgendo un gruppo eterogeneo di cittadini e cittadine casatesi in una fredda serata di metà febbraio.
L.F.


















