Birra dell'Anno 2026: premiate anche due aziende lecchesi
Due birrerie della provincia di Lecco celebrano un successo straordinario alla XXI edizione di Birra dell'Anno 2026, il prestigioso concorso organizzato da Unionbirrai durante Beer&Food Attraction di Rimini. I produttori nel territorio lecchese hanno conquistato il podio, portando a casa due medaglie ciascuno, a testimonianza di una produzione artigianale locale che ha saputo distinguersi.

Il Birrificio Lariano di Sirone sale sul primo gradino del podio con la sua ''Vergott'', premiata nella categoria delle birre chiare ad alta fermentazione con uso di frumento e altri cereali, d'ispirazione angloamericana (White IPA, American Wheat). Fondato nel 2008 a Dolzago da Emanuele Longo e Fulvio Nessi, due homebrewers che hanno trasformato la loro passione in professione, il birrificio ha costruito negli anni una solida reputazione grazie all'impegno e all'abilità dei suoi birrai. I numerosi premi vinti in importanti concorsi brassicoli hanno portato nel 2015 alla necessità di ampliare gli impianti, con il conseguente trasferimento del sito produttivo a Sirone. Ma non è finita qui: oltre all'oro, l'azienda lecchese conquista anche la medaglia d'argento con ''Bassa marea'' nella categoria delle birre chiare ed ambrate a bassa fermentazione ad alto grado alcolico.
Il Birrificio Artigianale DuLac di Galbiate invece, sale sul secondo gradino del podio con ''B-SIDE Track n.4'', premiata nella categoria delle birre chiare, ambrate e scure, ad alta o bassa fermentazione, affumicate e torbate. Menzione d'onore invece per ''La Murusa''. Nato nel 2014 dall'iniziativa di un gruppo di familiari che hanno voluto unire il lavoro quotidiano con la passione per la birra, DuLac si ispira profondamente al territorio lariano. Il birrificio si propone come simbolo del Lago di Como, con nomi scelti rigorosamente in dialetto "lagheé" per rendere omaggio ai luoghi che hanno dato vita al progetto. La birra DuLac è un prodotto vivo e autentico, che invita a una convivialità naturale e trova nel territorio la sua ispirazione maggiore.

Il doppio successo di Birrificio Lariano e DuLac (clicca QUI per ulteriori dettagli) dimostra come il lecchese sia un territorio fertile per la produzione brassicola artigianale di qualità. Due realtà diverse per storia e filosofia, ma accomunate dalla passione, dalla cura del dettaglio e dalla volontà di valorizzare il territorio attraverso prodotti di eccellenza.
In un momento complesso per il settore, con i consumi fuori casa in calo, questi riconoscimenti rappresentano un segnale importante: la qualità paga, e i piccoli birrifici artigianali indipendenti continuano a essere protagonisti del movimento craft italiano, portando in alto il nome del proprio territorio.

I 73 giudici di Birra dell'Anno 2026 provenienti da 19 Paesi
Il Birrificio Lariano di Sirone sale sul primo gradino del podio con la sua ''Vergott'', premiata nella categoria delle birre chiare ad alta fermentazione con uso di frumento e altri cereali, d'ispirazione angloamericana (White IPA, American Wheat). Fondato nel 2008 a Dolzago da Emanuele Longo e Fulvio Nessi, due homebrewers che hanno trasformato la loro passione in professione, il birrificio ha costruito negli anni una solida reputazione grazie all'impegno e all'abilità dei suoi birrai. I numerosi premi vinti in importanti concorsi brassicoli hanno portato nel 2015 alla necessità di ampliare gli impianti, con il conseguente trasferimento del sito produttivo a Sirone. Ma non è finita qui: oltre all'oro, l'azienda lecchese conquista anche la medaglia d'argento con ''Bassa marea'' nella categoria delle birre chiare ed ambrate a bassa fermentazione ad alto grado alcolico.


I vincitori di Birra dell'Anno 2026: Birra dell'Eremo
Il doppio successo di Birrificio Lariano e DuLac (clicca QUI per ulteriori dettagli) dimostra come il lecchese sia un territorio fertile per la produzione brassicola artigianale di qualità. Due realtà diverse per storia e filosofia, ma accomunate dalla passione, dalla cura del dettaglio e dalla volontà di valorizzare il territorio attraverso prodotti di eccellenza.
In un momento complesso per il settore, con i consumi fuori casa in calo, questi riconoscimenti rappresentano un segnale importante: la qualità paga, e i piccoli birrifici artigianali indipendenti continuano a essere protagonisti del movimento craft italiano, portando in alto il nome del proprio territorio.


















