Rogeno: festa per il 30^ del gruppo comunale AIDO

Una comunità riunita nel segno della memoria e della speranza. Domenica 15 febbraio Rogeno ha celebrato il 30° anniversario di fondazione del gruppo comunale AIDO con una mattinata intensa.
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Dopo il ritrovo alle ore 10 al cimitero, è stata inaugurata la targa commemorativa dedicata al valore della donazione. Un momento semplice ma carico di significato, seguito alle 10.45 dalla santa messa nella chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano. La celebrazione si è poi conclusa con un rinfresco all’oratorio Pio XI, occasione per condividere ricordi, testimonianze e rinnovare l’impegno per il futuro.
Protagonista della giornata il gruppo comunale dell'AIDO di Rogeno, che da trent’anni diffonde la cultura della donazione degli organi sul territorio, promuovendo consapevolezza e solidarietà.
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Nel suo intervento, il presidente Williams Mambretti ha scelto parole profonde, capaci di racchiudere il senso di questo traguardo: ''Cari amici, volontari, sostenitori, oggi non celebriamo solo un anniversario, oggi celebriamo un cammino iniziato trent’anni fa''. Un cammino che, ha ricordato, ha portato nella comunità ''un messaggio che non ha bisogno di grandi parole per essere compreso: donare significa regalare futuro, regalare speranza, regalare vita''.
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Il presidente ha rivolto un pensiero particolare ai donatori e alle loro famiglie, sottolineando come la loro generosità abbia trasformato il dolore in una possibilità di rinascita per altri: ''Questo messaggio è diventato luce per tante famiglie, che hanno trovato nella donazione un gesto capace di trasformare il dolore in un nuovo inizio. E qui penso ai nostri donatori e ai loro familiari e alla grande generosità dimostrata''.
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Ripercorrendo la storia del gruppo, Mambretti ha evidenziato come l’associazione sia fatta di ''umanità condivisa, di piccoli gesti che cambiano destini, di persone comuni che diventano straordinarie quando fanno spazio dentro di sé al dono''.
Non sono mancati i ringraziamenti ai presidenti che lo hanno preceduto, ai consiglieri di ieri e di oggi, all’amministrazione comunale, alla parrocchia, agli sponsor e al gruppo provinciale di Lecco, oltre a ''ciascuna persona che presta anche una piccola attenzione al tema della donazione degli organi''.
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Lo sguardo, però, non è rimasto ancorato al passato: ''Vogliamo guardare anche al presente, con tanto lavoro da fare – ha affermato – e proprio per questo l’augurio che faccio a tutti noi è quello di continuare insieme questo cammino di vita''.
Quindi, il richiamo alle parole incise sulla targa inaugurata poco prima: ''Donare i propri organi è un gesto sacro. È trasformare la propria morte in vita, per la salvezza degli altri''.
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A portare il saluto dell’amministrazione è stato il sindaco Matteo Redaelli, che ha sottolineato il valore collettivo dell’anniversario: ''Oggi Rogeno si ritrova qui, unita, per celebrare un traguardo che appartiene a tutta la nostra comunità: i trent’anni dell’AIDO rogenese. Trent’anni di impegno, di presenza costante, di persone che hanno scelto di dedicare tempo e cuore a un tema che tocca ciascuno di noi: la cultura del dono''.
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Per il primo cittadino, l’AIDO ''non è soltanto un’associazione. È un presidio culturale. Una voce che, nel silenzio, porta avanti la cultura del dono''. Una cultura che, ha aggiunto, ''si oppone all’individualismo crescente'' e ricorda che esiste ''un bene più grande: la possibilità di donare una parte di sé – concretamente, una parte di sé – perché qualcun altro possa vivere''.
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Il sindaco ha poi ricordato il coraggio di chi, trent’anni fa, ha fondato la sezione rogenese, credendo che ''anche un paese di dimensioni contenute può essere grande nei valori'' e ha ringraziato tutti coloro che nel tempo hanno organizzato incontri, sensibilizzato le scuole, partecipato alle iniziative pubbliche e costruito un dialogo costante con le famiglie.
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''Grazie - ha concluso - ha scandito Redaelli - ai volontari di ieri e di oggi. Grazie a chi dedica serate, energie e passione a un messaggio che è più forte di qualunque parola. Grazie ai donatori, a coloro che hanno compiuto una scelta che onora l’umanità intera'', definendo i trent’anni ''non solo un anniversario, ma un punto da cui ripartire''.
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L’auspicio condiviso è che questo traguardo diventi nuovo slancio per parlare di dono nelle famiglie, nelle scuole, tra le giovani generazioni. Perché, come ha concluso il sindaco, ''donare salva la vita… ma ancora prima le dà un significato più grande''.
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