Missaglia, ex Up & Down: lo stabile resterà commerciale

Poco più di un anno fa – giorno più, giorno meno – il terzo tentativo di vendita si era concluso con successo e dopo un periodo di incertezza per via della procedura concorsuale nella quale era coinvolto, lo stabile che per diverso tempo aveva ospitato l'Up&Down, storico pub di Missaglia, era riuscito a passare nelle mani di una nuova proprietà. 
Ad acquisire l'edificio di Corso Europa era stata infatti una società con sede in paese, l'unica ad aver preso parte all'asta delegata dal giudice dell'esecuzione del Tribunale di Lecco, la cui base era fissata in 222.862,50 euro (anche se il valore dell'offerta minima era pari a 167.146,88 euro).
Aggiudicata la struttura, l'imprenditore – che aveva inizialmente corrisposto una caparra – ha poi perfezionato l'acquisto versando il saldo dovuto, con il bene che nel frattempo risulta a tutti gli effetti nella sua disponibilità. 
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In questi mesi sono stati portati avanti lavori di riordino e pulizia delle aree esterne, con l'edificio che tuttavia risulta ancora privo di destinazione. 
Qualcosa dovrebbe però cambiare nel breve periodo: su uno dei cartelli installati all'esterno, da qualche tempo a questa parte è infatti spuntata la parola ''affittasi''. 
L'orientamento della proprietà sembrerebbe essere quello di mantenere commerciale la destinazione dello stabile, insediandovi (in locazione) alcune attività al piano terra dello stesso, nei locali dove – tanto per intenderci – aveva sede il pub.
Oltre a quello spazio, l'edificio comprende anche un seminterrato con acclarate problematiche dovute alla vicinanza al torrente Lavandaia, circostanza che all'epoca aveva portato il Comune a vietarne l'utilizzo come locale discoteca, evitando così il rischio di allagamenti - o peggio ancora - di frane.
Ci sono poi un appartamento al piano superiore e infine un ampio terreno che affaccia sulla provinciale 54, parte del quale di proprietà comunale. Per il pieno utilizzo dello stesso da parte del privato, sarà dunque necessario avviare un confronto con l'ente, seguendo l'iter previsto in questi casi.
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Per riassumere, è lecito attendersi nel prossimo futuro l'apertura di una o più attività, tra negozi, uffici o pubblici esercizi, con il mantenimento dunque dell'attuale vocazione commerciale (arriverà un altro bar?). Non è infatti prevista – come confermatoci dal Comune – la possibilità di un cambio di destinazione d'uso, perlomeno senza attenersi alle norme urbanistiche vigenti. 
Il PGT attualmente in vigore consentirebbe alla proprietà una seconda opzione, ovvero la demolizione dello stabile, per poter traslare la volumetria in un'area non così prossima al Lavandaia, riducendo così i rischi sul fronte idrogeologico (ne avevamo parlato QUI). Se si procedesse alla riqualificazione dell'area però, si dovrebbero necessariamente garantire interventi di recupero ambientale lungo il torrente. 
Una possibilità che molto probabilmente resterà sulla carta: l'edificio pare infatti destinato - a meno di sviluppi inattesi - a mantenere la connotazione attuale.
G.C.
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