Colle B.za: nuova antenna a Ravellino? Il tema illustrato in una seduta di Consiglio pubblica

Una seduta pubblica, straordinaria e soprattutto partecipata, quella del consiglio comunale convocato ieri sera a Colle Brianza per presentare e fare chiarezza sul progetto di installazione di una nuova stazione radio base per il potenziamento della telefonia mobile sul territorio.
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Da sinistra gli assessori Pirola, Perego e il sindaco Galbusera

Ad aprire i lavori è stata la sindaca Tiziana Galbusera, che ha ringraziato i presenti e ha rivendicato la scelta di una seduta ''aperta alla partecipazione della cittadinanza'', sottolineando come il tema sia ''una questione di rilevante interesse pubblico''.
La prima cittadina ha poi inquadrato il contesto: l’interlocuzione avviata con l’operatore aggiudicatario del Piano Italia 5G, 'Inwit, in raggruppamento con TIM e Vodafone', nell’ambito di un progetto finanziato dal PNRR per colmare le aree a scarsa copertura. ''Un percorso che – come ricordato – riguarda molti comuni italiani e che mira a ridurre il digital divide, garantendo un miglior accesso ai servizi e una maggiore sicurezza nelle comunicazioni''.
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Nel suo intervento Galbusera ha insistito sull’idea di connettività come diritto e infrastruttura essenziale, tracciando un parallelismo efficace. ''La rinuncia alla connettività oggi è paragonabile alla rinuncia in passato della rete elettrica quando finalmente arrivò l’elettricità nelle case'' ha detto il sindaco, evidenziando anche il ruolo dell’ente locale, chiamato non a subire ma a governare il processo. 
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''Il compito dell’Amministrazione comunale è quello di individuare la soluzione localizzativa più equilibrata - precisando che - la collaborazione con gli operatori serve anche a evitare scenari meno gestibili, come l’installazione su aree private con margini di intervento decisamente più limitati''.
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A entrare nel dettaglio tecnico è stato il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Massimo Pirola, che ha invitato a ''comprendere l’utilità di questa nuova antenna'' ricordando come il 5G sia ''una piattaforma tecnologica per lo sviluppo del territorio''. 
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Il sindaco Tiziana Galbusera

Pirola ha chiarito che ''la possibilità offerta dal PNRR rappresenta un’occasione difficilmente replicabile con risorse comunali'' rappresentando un lavoro del valore di più di 1 milione di euro. Da qui la scelta di un’area comunale decentrata, con ''impatto paesaggistico mitigato'' individuata in zona Ravellino, vicino al cimitero e all’isola ecologica, tenendo conto anche di eventuali sviluppi futuri.
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Non sono mancati i numeri: le distanze dai siti sensibili, pari esattamente a 475 metri dalla scuola primaria e a 146 metri dall’angolo dell’oratorio, e l’altezza dell’impianto, che si aggirerà intorno ai 30 metri, elemento che ha alimentato una parte del dibattito. L’assessore ha mostrato poi quelle che sono state le fotosimulazioni effettuate per valutare l’impatto visivo e attenzione alle distanze, con l’impegno a verifiche puntuali.
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Dal confronto in aula è emerso un dato politico rilevante: al di là delle sfumature e delle legittime preoccupazioni, sul principio dell’interesse pubblico si è registrata una convergenza fra maggioranza e minoranza. 
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Quelle poste dal consigliere di minoranza, Marco Manzoni, sono state delle osservazioni che non hanno alzato muri, ma che hanno sollecitato approfondimenti e mitigazioni. ''La copertura sarà garantita sull’intero territorio comunale?'' e ancora: ''con questa altezza, sarà possibile un mascheramento?''. 
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La risposta della maggioranza ha chiarito entrambi i fronti: per ragioni morfologiche, la copertura totale non è tecnicamente ottenibile con un solo impianto, ma l’antenna riuscirà a coprire l’85% del territorio; soglia, quella dell’85%, minima per poter accedere al finanziamento, e motivo dell’elevata altezza dell’antenna. ''Richiederemo sicuramente soluzioni di mascheramento'' come ha convenuto la maggioranza.
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Il capogruppo di minoranza Marco Manzoni

Proprio l’attenzione alla comunità, più che lo scontro, è stata la cifra della serata. Dal pubblico sono arrivate preoccupazioni legate alla salute, motivo per cui il consiglio ha riportato il discorso su un livello di garanzie e controlli. 
''La valutazione delle emissioni elettromagnetiche spetta ad ARPA, che dovrà esprimere il parere tecnico secondo i limiti normativi''. Si tratterà di un percorso autorizzativo con più enti: commissione del paesaggio, soprintendenza e ARPA, con particolare attenzione verso i luoghi sensibili quali scuole e oratorio, come si diceva sopra. 
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''Solo con esito favorevole si potrà procedere'' hanno rassicurato dalla maggioranza. Un iter che, secondo l'Amministrazione, rappresenta ''il punto di equilibrio tra opportunità e tutela: cogliere la chance del PNRR senza abbassare la guardia su paesaggio e salute''.
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In definitiva, il consiglio comunale si è trasformato in un momento di confronto concreto, con domande dirette, risposte tecniche, richieste di chiarimento e un obiettivo condiviso: migliorare un servizio ritenuto essenziale in un’area che, altrimenti, rischierebbe di restare ai margini degli investimenti ordinari, essendo un territorio definito ''a fallimento di mercato''.
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Se la discussione non ha cancellato dubbi e sensibilità diverse, ha però segnato un punto fermo: su un tema delicato, Colle Brianza ha scelto la strada della partecipazione e della collaborazione istituzionale, con un consiglio che, pur nelle differenze, ha riconosciuto l’interesse generale come bussola e il dialogo con i cittadini come metodo.
Margherita Elgani
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