Casatenovo: il Centro per la Famiglia R.I.S.E. si presenta al territorio
Questa mattina Casatenovo ha ospitato la presentazione del Centro per la Famiglia R.I.S.E. dell’Ambito di Merate, nella nuovissima sede dell’Hub di Via Misericordia 4A, a pochi passi dall'istituto professionale Graziella Fumagalli.
Un progetto concreto a favore del territorio, grazie alla sinergia tra istituzioni, servizi e realtà del terzo settore, con un obiettivo dichiarato: offrire un luogo riconoscibile e accessibile in cui le famiglie possano trovare ascolto, orientamento e occasioni di socializzazione lungo tutto l’arco della vita.

Ad aprire gli interventi è stato Luca Rigamonti, direttore dell’Azienda Speciale Retesalute, che ha sottolineato quanto ''il lavoro sia necessario per tradurre in pratica i bandi e rendere progetti come questo operativi''. Nel ringraziare chi ha contribuito a trasformare l’idea in un luogo ''funzionale e accogliente'', Rigamonti ha posto l’accento anche sul ruolo del Comune ospitante. ''Casatenovo - ha ricordato - ha messo a disposizione gli spazi con comodato d’uso gratuito, un gesto non scontato, perché significa rinunciare a un ambiente per offrirlo a beneficio di una rete più ampia''.


Sul valore del nuovo presidio per il territorio si è soffermato anche Fabio Crippa, presidente dell’Ambito di Merate e consigliere di maggioranza a Casatenovo, parlando di una soddisfazione ''da casa'' nel vedere la trasformazione del luogo. Crippa ha descritto il Centro come ''uno spazio importante dedicato alle famiglie e alla socializzazione'', richiamando un tema spesso meno visibile ma molto presente: ''dopo l’emergenza abitativa, la fragilità genitoriale rappresenta una delle sfide più rilevanti del nostro tempo''.


Da qui l’idea di un luogo che non sia soltanto una sede, ma ''un’occasione d’incontro, in cui pubblico, terzo settore e privati possano lavorare in convivenza e collaborazione, in raccordo con gli altri contesti educativi e comunitari''.


Nel solco delle politiche regionali si è inserito l’intervento via web di Mauro Piazza, consigliere regionale, che ha richiamato l’impegno di Regione Lombardia nella promozione dei Centri per la Famiglia. Piazza ha evidenziato un punto chiave, ovvero quanto ''i luoghi hanno bisogno di contenuti e i contenuti di luoghi per esplicitarsi al meglio''. A suo avviso, la particolarità di R.I.S.E. sta nell’aver ''provato a intercettare la famiglia nel suo ciclo di vita, evitando che i bisogni vengano frammentati in risposte a pezzi''.
Un’altra parola ricorrente è stata ''unitarietà: la capacità di tenere unite le risposte e di programmare in modo coerente le politiche sociali degli ambiti - ha osservato - aumenta la forza dell’intervento pubblico e della rete''.


A dare il quadro organizzativo è stata la dottoressa Donatella Barberis, responsabile dell’Ufficio di Piano dell’Ambito di Merate, descrivendo l’Ambito come ''un luogo di coordinamento e integrazione, strutturato per aree di Poli e sostenuto da uno staff dedicato che lavora con le reti del terzo settore''. Barberis ha insistito su un messaggio che va oltre la gestione dell’emergenza: ''R.I.S.E. è pensato come il primo spazio per tutte le famiglie, non solo per quelle fragili, un luogo non connotato ma aperto, in cui fare politica sociale con la P maiuscola''. Non è stato solo un dettaglio, in questa visione, l’attenzione all’estetica: ''un ambiente curato diventa parte del progetto educativo e comunitario''.


Accanto ai rappresentanti istituzionali, hanno preso parola anche le realtà della cabina di regia e delle azioni di sistema. La coordinatrice del Centro, Lucia Stigiano, ha introdotto finalità e prospettive del nuovo Hub, offrendo anche un piccolo ''tour'', mentre gli interventi delle cooperative e dei partner hanno raccontato il Centro attraverso esempi concreti. Alice Ponzoni (cooperativa La Vecchia Quercia) ha richiamato l’importanza di spazi ''neutri e non connotati'' per la socializzazione tra bambini e genitori, sottolineando come ''la bellezza degli ambienti sia stata considerata un elemento centrale''.


Veronica Pandiani (Liberi Sogni) ha portato l’esperienza delle attività alla Cascina Rapello di Airuno, grazie alle quali ''tra natura, momenti intergenerazionali e proposte nei periodi di festività con camp giornalieri, si creano contesti informali che possono facilitare incontri e scambi anche tra famiglie con livelli diversi di fragilità''.
Dal mondo delle attività all’aperto è arrivato anche il contributo dell’Agriturismo Monsereno Horses, raccontato da Roberta Corbetta e Massimo Villa. ''Con i percorsi di integrazione legati al maneggio e un bistrot inclusivo gestito da ragazzi con disabilità, abbiamo aperto diverse attività per le famiglie, fra cui quelle di quest’anno rivolte agli anziani''.


È stata infine ricordata anche la presenza nella rete della Fondazione Caccia, consultorio attivo sul territorio, oggi assente ma presentato come parte del percorso, con iniziative informative in programma e momenti di supporto specialistico.
Già fissato anche l’Open Day per aprire le porte alla comunità: la ''grande apertura'' è prevista giovedì 5 marzo, dalle 15 alle 18.


La sensazione, al termine della mattinata, è che R.I.S.E. voglia essere più di un servizio: un punto di riferimento di rete, pensato per rendere più vicine e coordinate le risposte, per offrire alle famiglie un luogo in cui non sentirsi utenti, ma parte di una comunità che prova a prendersi cura di sé in modo condiviso.
Un progetto concreto a favore del territorio, grazie alla sinergia tra istituzioni, servizi e realtà del terzo settore, con un obiettivo dichiarato: offrire un luogo riconoscibile e accessibile in cui le famiglie possano trovare ascolto, orientamento e occasioni di socializzazione lungo tutto l’arco della vita.
Un momento della conferenza stampa odierna
Ad aprire gli interventi è stato Luca Rigamonti, direttore dell’Azienda Speciale Retesalute, che ha sottolineato quanto ''il lavoro sia necessario per tradurre in pratica i bandi e rendere progetti come questo operativi''. Nel ringraziare chi ha contribuito a trasformare l’idea in un luogo ''funzionale e accogliente'', Rigamonti ha posto l’accento anche sul ruolo del Comune ospitante. ''Casatenovo - ha ricordato - ha messo a disposizione gli spazi con comodato d’uso gratuito, un gesto non scontato, perché significa rinunciare a un ambiente per offrirlo a beneficio di una rete più ampia''.

Luca Rigamonti, direttore di Retesalute
Sul valore del nuovo presidio per il territorio si è soffermato anche Fabio Crippa, presidente dell’Ambito di Merate e consigliere di maggioranza a Casatenovo, parlando di una soddisfazione ''da casa'' nel vedere la trasformazione del luogo. Crippa ha descritto il Centro come ''uno spazio importante dedicato alle famiglie e alla socializzazione'', richiamando un tema spesso meno visibile ma molto presente: ''dopo l’emergenza abitativa, la fragilità genitoriale rappresenta una delle sfide più rilevanti del nostro tempo''.

Fabio Crippa, presidente dell'Ambito di Merate e consigliere comunale a Casatenovo
Da qui l’idea di un luogo che non sia soltanto una sede, ma ''un’occasione d’incontro, in cui pubblico, terzo settore e privati possano lavorare in convivenza e collaborazione, in raccordo con gli altri contesti educativi e comunitari''.
Il consigliere regionale Mauro Piazza
Nel solco delle politiche regionali si è inserito l’intervento via web di Mauro Piazza, consigliere regionale, che ha richiamato l’impegno di Regione Lombardia nella promozione dei Centri per la Famiglia. Piazza ha evidenziato un punto chiave, ovvero quanto ''i luoghi hanno bisogno di contenuti e i contenuti di luoghi per esplicitarsi al meglio''. A suo avviso, la particolarità di R.I.S.E. sta nell’aver ''provato a intercettare la famiglia nel suo ciclo di vita, evitando che i bisogni vengano frammentati in risposte a pezzi''.
Un’altra parola ricorrente è stata ''unitarietà: la capacità di tenere unite le risposte e di programmare in modo coerente le politiche sociali degli ambiti - ha osservato - aumenta la forza dell’intervento pubblico e della rete''.

Donatella Barberis dell'Ufficio di Piano dell'Ambito di Merate
A dare il quadro organizzativo è stata la dottoressa Donatella Barberis, responsabile dell’Ufficio di Piano dell’Ambito di Merate, descrivendo l’Ambito come ''un luogo di coordinamento e integrazione, strutturato per aree di Poli e sostenuto da uno staff dedicato che lavora con le reti del terzo settore''. Barberis ha insistito su un messaggio che va oltre la gestione dell’emergenza: ''R.I.S.E. è pensato come il primo spazio per tutte le famiglie, non solo per quelle fragili, un luogo non connotato ma aperto, in cui fare politica sociale con la P maiuscola''. Non è stato solo un dettaglio, in questa visione, l’attenzione all’estetica: ''un ambiente curato diventa parte del progetto educativo e comunitario''.

A sinistra la coordinatrice Lucia Stigiano
Accanto ai rappresentanti istituzionali, hanno preso parola anche le realtà della cabina di regia e delle azioni di sistema. La coordinatrice del Centro, Lucia Stigiano, ha introdotto finalità e prospettive del nuovo Hub, offrendo anche un piccolo ''tour'', mentre gli interventi delle cooperative e dei partner hanno raccontato il Centro attraverso esempi concreti. Alice Ponzoni (cooperativa La Vecchia Quercia) ha richiamato l’importanza di spazi ''neutri e non connotati'' per la socializzazione tra bambini e genitori, sottolineando come ''la bellezza degli ambienti sia stata considerata un elemento centrale''.

Veronica Pandiani di Liberi Sogni
Veronica Pandiani (Liberi Sogni) ha portato l’esperienza delle attività alla Cascina Rapello di Airuno, grazie alle quali ''tra natura, momenti intergenerazionali e proposte nei periodi di festività con camp giornalieri, si creano contesti informali che possono facilitare incontri e scambi anche tra famiglie con livelli diversi di fragilità''.
Dal mondo delle attività all’aperto è arrivato anche il contributo dell’Agriturismo Monsereno Horses, raccontato da Roberta Corbetta e Massimo Villa. ''Con i percorsi di integrazione legati al maneggio e un bistrot inclusivo gestito da ragazzi con disabilità, abbiamo aperto diverse attività per le famiglie, fra cui quelle di quest’anno rivolte agli anziani''.

Roberta Corbetta e Massimo Villa di Monsereno Horses
È stata infine ricordata anche la presenza nella rete della Fondazione Caccia, consultorio attivo sul territorio, oggi assente ma presentato come parte del percorso, con iniziative informative in programma e momenti di supporto specialistico.
Già fissato anche l’Open Day per aprire le porte alla comunità: la ''grande apertura'' è prevista giovedì 5 marzo, dalle 15 alle 18.
La sensazione, al termine della mattinata, è che R.I.S.E. voglia essere più di un servizio: un punto di riferimento di rete, pensato per rendere più vicine e coordinate le risposte, per offrire alle famiglie un luogo in cui non sentirsi utenti, ma parte di una comunità che prova a prendersi cura di sé in modo condiviso.
M.E.


















