Casatenovo, guardia medica aggredita: tre anni e 4 mesi (in abbreviato) al 35enne arrestato

Il pubblico ministero, la scorsa udienza, aveva chiesto la condanna dell'imputato alla pena di tre anni. La sentenza disposta questa mattina dal giudice per le udienze preliminari Salvatore Catalano nei confronti di un soggetto classe 1991 - chiamato a rispondere di rapina impropria presso la postazione della Guardia Medica di Casatenovo, nella sede ASST di Via Monteregio - è stata ancor più severa: tre anni e quattro mesi di reclusione (in rito abbreviato).
L'episodio in contestazione risale al maggio dello scorso anno quando l'uomo – stando al quadro accusatorio sostenuto dalla Procura - avrebbe strappato con la forza due prescrizioni e un timbro medico alla dottoressa di turno; al tentativo di quest'ultima di fermarlo l'avrebbe infine colpita, guadagnandosi così la fuga.
Una volta risaliti alla sua identità, nei giorni successivi all’aggressione i Carabinieri avevano tentato più volte di convocarlo per l’interrogatorio preliminare (novità giuridica introdotta di recente nell'ambito della riforma Nordio in materia di misure cautelari) senza però riuscire a rintracciarlo. Qualche settimana più tardi era così scattato l'arresto, con la traduzione del 35enne - oggi residente nel vimercatese, all'epoca domiciliato in provincia di Lecco - nel penitenziario di San Vittore, dove è rimasto sino all'inizio di ottobre.
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Una richiesta di misura cautelare – quella della detenzione in carcere – nel frattempo sostituita con gli arresti domiciliari e applicazione del braccialetto elettronico.
Il suo difensore, l'avvocato Francesca Cascione del Foro di Monza, lo scorso ottobre aveva chiesto l'ammissione al rito abbreviato, condizionato però all'escussione di un proprio consulente: un medico specialista che ben conosce la patologia neurologica di cui è affetto il proprio assistito e che, a detta del legale, potrebbe aver condizionato la condotta messa in atto quella domenica mattina a Casatenovo, ai danni della dottoressa ''aggredita''. 
Una richiesta ritenuta fondata dal giudice per le udienze preliminari Salvatore Catalano che al termine dell'udienza dello scorso 11 novembre, aveva disposto a carico dell'imputato la perizia psichiatrica, così da poter accertare l'eventuale compromissione della capacità di intendere e di volere dell’uomo al momento dei fatti, avvenuti il 4 maggio dello scorso anno e rispetto ai quali le parti hanno fornito versioni non totalmente coincidenti. 
Se il 18 novembre il Tribunale aveva affidato al professionista l'incarico, nel frattempo l'esito dell'indagine è stato depositato e ha fornito spunti alle parti per la discussione svoltasi sul finire di gennaio in Aula. In questa circostanza il pubblico ministero Pasquale Esposito – sulla base delle risultanze della perizia – aveva chiesto la condanna del 34enne alla pena di tre anni di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 1800 euro.
Per la Procura dunque, la patologia di cui è affetto l'imputato non avrebbe alterato la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti, nonostante la tesi sostenuta dalla difesa e dal proprio consulente di parte.
Stamani le parti si sono ritrovate in Tribunale per la conclusione del procedimento: dando lettura del dispositivo, il giudice ha infatti condannato l'imputato – intervenuto all'udienza - alla pena di tre anni e quattro mesi di reclusione.
Non si trattava peraltro dell'unico fascicolo a suo carico in trattazione quest'oggi presso il palazzo di giustizia cittadino: al 35enne viene contestato anche un tentativo di furto perpetrato nel 2024 ai danni dello Sport Specialist di Sirtori. 
Un'udienza veloce, quella al cospetto del giudice in ruolo monocratico Martina Beggio, aggiornata fra qualche settimana. Intanto però, il difensore dell'imputato ha reso nota l'intenzione da parte del proprio assistito, di risarcire il danno cagionato all'esercizio commerciale.
G.C.
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