Nibionno: il caso Attanasio al centro di una serata per riflettere e non dimenticare

Una serata per ricordare, ma anche per comprendere e approfondire. Martedì 24 febbraio, nel salone polivalente dell’oratorio San Carlo di Cibrone di Nibionno, si è svolto l’incontro dal titolo ''Il caso Attanasio non è un caso – Storia di un ambasciatore di pace'', promosso dal Comune con il patrocinio di numerose Amministrazioni del territorio. Un momento di memoria e riflessione dedicato alla figura di Luca Attanasio, ambasciatore italiano ucciso il 22 febbraio 2021 nella Repubblica Democratica del Congo insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e all’autista Mustapha Milambo. 
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Gli amministratori oggionesi con i familiari di Luca Attanasio

''Esattamente due giorni fa, precisamente il 22 febbraio, è ricorso il quinto anniversario di quella tragedia'' ha esordito Salvatore Attanasio, padre di Luca. ''Vorrei ricordare che non solo mio figlio, ma anche il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista congolese Mustapha Milambo persero la vita. Se dovessi descrivere Luca in poche parole, lo dipingerei come un ragazzo dotato di una grande empatia. Certamente amava la vita, a tal punto da essere sognatore e visionario: queste sue missioni non erano utopie, ma di fatto progetti che lui coltivava. Forte anche di quei valori cristiani e forgiato dalla famiglia e dall’adolescenza in oratorio, era guidato da principi di umanità, solidarietà e fratellanza. Non era solito agire di pancia: pensava con la testa e agiva con il cuore. Un’altra caratteristica era la tenacia, che lo portò non solo a laurearsi a pieni voti, ma anche a intraprendere la sua vocazione''.
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Al microfono il sindaco Laura Di Terlizzi

Quelle stesse qualità, maturate fin dall’adolescenza, avrebbero poi trovato piena espressione nel suo percorso professionale. ''Nel 2002 termina il master e si presenta al concorso diplomatico che, però, non riesce a superare a causa della poca preparazione nella lingua francese'' ha proseguito Salvatore. ''Nonostante non avesse superato la prova, non si perse d’animo e l’anno successivo, con l’aiuto di un professore, riuscì ad avere successo al concorso. Ricordo perfettamente il giorno in cui ricevemmo il telegramma dalla Farnesina, il 23 dicembre. Il suo primo giorno sarebbe stato il 28 dicembre: da qui ebbe inizio la sua carriera in questo ambito''.
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A coordinare la serata è stata la giornalista freelance Giusy Baioni, da tempo attenta agli scenari socio-politici dell’Africa centrale e alle dinamiche che interessano la Repubblica Democratica del Congo. Accanto alla testimonianza del padre Salvatore Attanasio, sono intervenuti anche Giuseppe Augurusa, presidente dell’associazione Prospettiva 2023, impegnato nel promuovere iniziative civili e istituzionali legate alla ricerca della verità sul caso, oltre ai rappresentanti delle istituzioni locali e regionali.
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La giornalista Giusy Baioni e Salvatore Attanasio

Al ricordo intimo e familiare si è affiancato anche quello delle istituzioni, unite nel rendere omaggio alla sua figura e nel rinnovare l’impegno a custodirne la memoria. ''Vi ringrazio per aver colto l’invito e aver sfidato la prima serata di Sanremo'' si è rivolta al pubblico Laura Di Terlizzi, sindaco di Nibionno.
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''È un piacere vedervi così numerosi a questo evento, che condivido con i sindaci della conferenza dell’oggionese qui presenti: testimonianza di quanto sia importante ricordare e onorare la figura diplomatica di Luca Attanasio. Colgo l’occasione anche per ringraziare il papà e la mamma di Luca, insieme a Giuseppe Augurusa e Giusy Baioni, per i loro interventi. La motivazione dietro questa serata è l’anniversario della sua uccisione, celebrato il 22 febbraio a Limbiate: una cerimonia durante la quale è stata ricordata non solo la figura del nostro ambasciatore di pace, ma anche il suo operato e quanto ci sia ancora da fare per arrivare a una piena giustizia. Come sindaco, auguro ai miei colleghi di piccoli paesi che tante gocce possano creare prima un pozzo, poi un mare e un oceano: quindi, gridare a gran voce il desiderio di cercare la verità'' ha aggiunto l'amministratrice.
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Anche il vicepresidente della Provincia, Mattia Micheli, e il consigliere regionale Gian Mario Fragomeli, si sono uniti all’appello di giustizia. ''Ringrazio tutte le amministrazioni comunali che hanno collaborato e tutti voi qui presenti'' ha dichiarato il primo. ''Credo che una serata come questa sia importante per approfondire cosa sia accaduto, in memoria di Luca Attanasio. È importante cogliere questa occasione anche per ricordare il lavoro dei servitori dello Stato, che rischiano la loro vita per servire la patria''.
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A questo messaggio di ringraziamento, Fragomeli ha aggiunto: ''noi, in qualità di rappresentanti della Regione, siamo chiamati a esortare gli organismi statuali a intervenire con maggiore pressione rispetto al tema di oggi. Una mozione che è passata al consiglio, ma non è sufficiente a distanza di due anni. Anche la commissione di inchiesta è necessario che sia incisiva su questo fronte''.
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Tra parole cariche di emozione e richiami alla responsabilità collettiva, la comunità, unita alle istituzioni, ha dimostrato il desiderio di custodire la memoria di Luca. Il suo ricordo continua a vivere nel cuore di chi crede nei valori di pace, fraternità e solidarietà che hanno guidato la sua vita.
V.I.
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