Costa: musica e preghiera in chiesa per un viaggio spirituale
Un sabato sera un po' diverso, dedicato a quella musica che più parla al cuore, dedicato a un gruppo di ragazzi della Diocesi che, ormai da vent’anni, portano la Parola (quella con la P maiuscola) ovunque per l’Italia e, spesso, anche ben oltre i confini nazionali.

"Una serata in compagnia del coro Shekinah - spiega Massimiliano Rotta, educatore dell’oratorio di Costa Masnaga - è sempre qualcosa che ti muove il cuore. In questo cammino quaresimale verso la Pasqua poter vivere un concerto meditazione sul tema della fraternità e della relazione, in una giornata che purtroppo è stata segnata – a livello mondiale – ancora da episodi di odio e di guerra, ha dato uno stimolo maggiore per guardarsi dentro e per mettersi un po' seriamente a ragionare sui personali metodi di rapporto con le persone che ci stanno accanto''.


Una serata, un concerto, che è stata un turbinio di emozioni: fin dalle prime parole di don Bortolo Uberti – presidente e guida spirituale del coro – si è capito che il percorso interiore proposto dalla serata tanto agile non sarebbe stato.
Si è partiti dalle radici: ''da quella polvere che ha preso vita per il soffio di Dio, e che oggi è l’umanità intera''. La strada poi ha iniziato a salire ancora quando, dal primo uomo, si è passati alla relazione con il Creatore e la presa di consapevolezza che ''da solo non andrò lontano e se Tu sarai con me sarà diverso''.

Gradino dopo gradino, attraverso un brano del profeta Osea e fino al Salmo 139, il percorso si è fatto sempre più intenso. “E poi ancora - prosegue Rotta - sempre più in salita e sempre più dentro di noi, a quell’immagine di bambino in braccio alla mamma, simbolo di sicurezza e serenità, la stessa che viene dall’incontro intimo con Dio; e poi uno sguardo ancora al cammino personale, che però non è mai da soli: una Presenza che ci cammina accanto, che ci guida in ogni passo, e che ci porta a contemplare l’infinito dell’eternità, che solo dal Creatore può venire e solo in Lui si compie; uno Spirito di luce che illumina i passi e che ci invita a essere testimoni nel mondo.


Poi il cammino si è fatto piano e si è giunti alla meta del viaggio proposto da Shekinah: ''rinnovare un po’ la nostra fede, il nostro credere in questo compagno di viaggio silente ma sempre presente. E l’orizzonte si apre davanti a noi, come quando si è in cima alla montagna e si riesce a vedere tutto intorno il panorama, e dentro ci prende la voglia di lodare e cantare a Colui che tutto ha creato il nostro grazie'' ha riassunto Rotta.

È questo ciò che la comunità ha vissuto sabato 28 febbraio nella chiesa parrocchiale di Costa Masnaga. Nelle parole dell’educatore Rotta, la conclusione che tira le fila di un cammino spirituale intenso e di grande valore: ''Un susseguirsi di emozioni, di riflessioni, di pensieri e anche di silenzi (ci è stato chiesto di non battere le mani durante l’esibizione proprio perché il concerto era una preghiera comunitaria continua e in questo clima si doveva restare) che però hanno mostrato un’immagine di quella chiesa che sa parlare a tutti con una lingua e con uno strumento che, forse, non è sempre così valutato. Grazie Shekinah per questa serata e queste emozioni che ci avete regalato, e per il cammino fatto insieme''.

"Una serata in compagnia del coro Shekinah - spiega Massimiliano Rotta, educatore dell’oratorio di Costa Masnaga - è sempre qualcosa che ti muove il cuore. In questo cammino quaresimale verso la Pasqua poter vivere un concerto meditazione sul tema della fraternità e della relazione, in una giornata che purtroppo è stata segnata – a livello mondiale – ancora da episodi di odio e di guerra, ha dato uno stimolo maggiore per guardarsi dentro e per mettersi un po' seriamente a ragionare sui personali metodi di rapporto con le persone che ci stanno accanto''.


Una serata, un concerto, che è stata un turbinio di emozioni: fin dalle prime parole di don Bortolo Uberti – presidente e guida spirituale del coro – si è capito che il percorso interiore proposto dalla serata tanto agile non sarebbe stato.
Si è partiti dalle radici: ''da quella polvere che ha preso vita per il soffio di Dio, e che oggi è l’umanità intera''. La strada poi ha iniziato a salire ancora quando, dal primo uomo, si è passati alla relazione con il Creatore e la presa di consapevolezza che ''da solo non andrò lontano e se Tu sarai con me sarà diverso''.

Gradino dopo gradino, attraverso un brano del profeta Osea e fino al Salmo 139, il percorso si è fatto sempre più intenso. “E poi ancora - prosegue Rotta - sempre più in salita e sempre più dentro di noi, a quell’immagine di bambino in braccio alla mamma, simbolo di sicurezza e serenità, la stessa che viene dall’incontro intimo con Dio; e poi uno sguardo ancora al cammino personale, che però non è mai da soli: una Presenza che ci cammina accanto, che ci guida in ogni passo, e che ci porta a contemplare l’infinito dell’eternità, che solo dal Creatore può venire e solo in Lui si compie; uno Spirito di luce che illumina i passi e che ci invita a essere testimoni nel mondo.


Poi il cammino si è fatto piano e si è giunti alla meta del viaggio proposto da Shekinah: ''rinnovare un po’ la nostra fede, il nostro credere in questo compagno di viaggio silente ma sempre presente. E l’orizzonte si apre davanti a noi, come quando si è in cima alla montagna e si riesce a vedere tutto intorno il panorama, e dentro ci prende la voglia di lodare e cantare a Colui che tutto ha creato il nostro grazie'' ha riassunto Rotta.

È questo ciò che la comunità ha vissuto sabato 28 febbraio nella chiesa parrocchiale di Costa Masnaga. Nelle parole dell’educatore Rotta, la conclusione che tira le fila di un cammino spirituale intenso e di grande valore: ''Un susseguirsi di emozioni, di riflessioni, di pensieri e anche di silenzi (ci è stato chiesto di non battere le mani durante l’esibizione proprio perché il concerto era una preghiera comunitaria continua e in questo clima si doveva restare) che però hanno mostrato un’immagine di quella chiesa che sa parlare a tutti con una lingua e con uno strumento che, forse, non è sempre così valutato. Grazie Shekinah per questa serata e queste emozioni che ci avete regalato, e per il cammino fatto insieme''.


















