Missaglia: con Archeosofica un pomeriggio dedicato ai Templari

Interessante incontro quello tenutosi lo scorso sabato pomeriggio presso la sala civica di Palazzina Teodolinda, promosso dall’associazione Archeosofica con il patrocinio del Comune di Missaglia.
Fondato a Roma da Tommaso Palamidessi nel 1973 come libera scuola di scambio culturale tra studiosi e ricercatori, il sodalizio ha l’obiettivo di studiare l’essere umano dal punto di vista fisico e spirituale.
L’opera di ricerca del fondatore è stata raccolta nei fascicoli che il pubblico ha potuto consultare durante l’evento e dai quali i relatori, Fabrizio Leone e Matteo De Benedetti, sono partiti per raccontare la caduta dell’Ordine Templare.
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Fabrizio Leone

Fabrizio Leone è intervenuto parlando dell'eredità che quest'Ordine ha lasciato in Europa dopo la sua caduta: dalla movimentazione economica sicura, grazie all’istituzione di banche affidabili che permisero di investire capitali nella costruzione di cattedrali gotiche – dando lavoro a moltissimi artigiani e favorendo il linguaggio cristiano – fino all’ispirazione di cronache scozzesi che riportano usanze, riti e origini cavalleresche, poi alla base della massoneria.
Matteo De Benedetti ha poi preso la parola, facendo un passo indietro per raccontare le vicende che portarono alla capitolazione dell’Ordine. ''Oggi dei Templari rimane l'idea collettiva dei roghi e del tesoro, ma sono stati molto di più'', ha esordito.
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Prima di iniziare, ha però presentato tre figure chiave della catena di eventi che condusse allo smantellamento dei cavalieri: Jacques de Molay, ultimo gran maestro dell’Ordine, Filippo IV il Bello, definito un despota, e papa Clemente V, primo francese alla guida della Santa Sede. Questi ultimi due si misero all’opera per distruggere l’Ordine dei templari, con l’aiuto di giuristi, inquisitori, ministri e arcivescovi del loro seguito.
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Matteo De Benedetti

Tutto era iniziato nel 1305, quando il papa e il re di Francia si incontrarono riservatamente per accordarsi sulla distruzione del Tempio (altro termine per indicare l’Ordine templare), il papa aveva già tentato di unificare forzatamente gli ordini cavallereschi in un unico ordine, con a capo il re di Francia, per poi indire una nuova crociata contro l’Oriente.
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La risposta del gran maestro, convocato più tardi presso i due potenti, fu però estremamente negativa e intransigente; questa decisione di de Molay portò a conseguenze fatali. Il gran maestro si recò allora a Parigi, dove scoprì che un sergente templare aveva prestato denaro alla corona francese: un atto non conforme alle regole dell’Ordine, che portò all’espulsione del sergente, poi reintegrato per ordine del papa… Mai prima di allora un pontefice si era interessato agli affari del Tempio a tal punto da intromettersi nelle sue questioni interne.
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Dopo una lunga serie di false denunce da parte di traditori dell’Ordine, il re e Clemente V riuscirono ad infiltrare 12 spie per monitorare i comportamenti dei templari, in particolare ricercando atti di eresia; il piano giunse al suo culmine quando la situazione cambiò nel 1307, con la diffusione dell’ordine di arrestare ogni membro del Tempio presente sul territorio francese. L’Inquisizione mosse accuse di atti non ortodossi e, estorcendo confessioni con la tortura, offrì al papa prove tangibili di apostasia, eresia, sodomia, idolatria e mancata consacrazione dell’ostia.
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Infine, nel 1310 a Sens, diversi templari furono giudicati e accusati di essere relapsi, venendo condannati al rogo come estrema punizione. Durante l’esecuzione, mentre i templari cantavano odi alla Vergine, l’opinione pubblica iniziò a credere che l’Ordine non fosse eretico né colpevole, nonostante ciò la caduta fu ormai compiuta e venne definitivamente sancita dallo scioglimento dei templari nel 1312 con bolla papale.
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L’evento si è poi concluso con un vivace dibattito tra i presenti, che ha sottolineato come lo studio della storia templare non sia solo un esercizio accademico, ma un invito a riflettere sull’eredità di un ordine che ha plasmato l’Europa medievale, sfidando potere e dogmi. Grazie all’Archeosofica e ai relatori Leone e De Benedetti, i partecipanti hanno dunque potuto riscoprire un capitolo affascinante del passato, dimostrando che la verità storica resiste al tempo e alle leggende. 
I.M.
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