Cremella vuole restare verde

Gentile Redazione,
il dibattito ospitato da CasateOnline tra l’ingegner Ornaghi e un mio concittadino tocca corde profonde. Da frequentatore di Cremella da oltre due decenni, ho visto questo borgo crescere difendendo la sua natura di luogo a misura d'uomo. Il punto non è "se" fare la transizione energetica, ma '"come" e "dove"'.
Trasformare 14.000 mq di suolo agricolo in un'area industriale da 60 container in località Isola significa snaturare un ecosistema sociale e ambientale consolidato. Un intervento simile, autorizzato senza un confronto trasparente con chi quel suolo lo vive, rappresenta uno strappo nel rapporto tra istituzioni e cittadini.
Etichettare come "NIMBY" l'opposizione di tremila persone e dell'Amministrazione Comunale è un modo per non affrontare il merito del problema. Non è egoismo, è tutela di un bene comune non rinnovabile: il paesaggio.
Chiediamo che la transizione energetica sia un processo partecipato e che le scelte strategiche nazionali non calpestino l'identità dei piccoli comuni che, con fatica, hanno scelto di restare verdi.
Luigi Mandelli
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