Basket: per Matilde Villa un rientro atteso dopo lo 'stop'
Dopo mesi difficili e un lungo percorso di recupero, Matilde Villa è tornata finalmente in campo. La giovane playmaker nata a Lissone – con un passato di rilievo nel Basket Costa - ha fatto il suo rientro con la maglia della Reyer Venezia, lasciandosi alle spalle il grave infortunio al ginocchio che otto mesi fa l’aveva costretta a fermarsi proprio nel momento in cui la sua carriera stava vivendo una fase di grande crescita. Un ritorno atteso a lungo, vissuto con grande emozione soprattutto davanti al pubblico di casa, dove ha potuto ritrovare il calore dei tifosi e la gioia di condividere di nuovo il parquet con le compagne.
Il suo talento si è manifestato molto presto. Cresciuta cestisticamente nel vivaio della società masnaghese, Villa era diventata titolare giovanissima in Serie A2, attirando rapidamente l’attenzione degli addetti ai lavori per personalità e qualità tecniche. Nel 2022 è arrivato il salto nella massima serie con Venezia, dove ha continuato a crescere fino a diventare una delle giovani più interessanti del panorama italiano.
La sua ascesa era già iniziata anni prima con prestazioni straordinarie che avevano fatto parlare di lei in tutta Italia. Nel 2020, quando aveva soltanto 16 anni, mise a segno una partita entrata nella storia: contro la Dinamo Sassari realizzò 36 punti in poco più di mezz’ora, aggiungendo anche 8 rimbalzi e 4 assist e trascinando il Basket Costa alla vittoria per 76 a 57. Una prestazione straordinaria che rappresentò un record assoluto nel basket italiano, sia maschile sia femminile. In realtà Villa aveva già dimostrato il suo talento qualche anno prima: nel 2015, a soli 14 anni, aveva segnato 21 punti contro il Geas Basket di Sesto San Giovanni, diventando anche in quell’occasione la più giovane giocatrice della storia del basket italiano, maschile e femminile, a raggiungere quel traguardo.
Nel suo percorso al Limonta Basket Costa Masnaga ha condiviso il campo anche con la sorella gemella Eleonora, tiratrice con cui ha sempre avuto un legame fortissimo. Le due sorelle sono cresciute insieme anche nello sport: prima di dedicarsi alla pallacanestro avevano praticato danza, seguendo un suggerimento della madre, per poi avvicinarsi al basket grazie al fratello maggiore. Una passione che, in realtà, era già di famiglia, visto il passato da giocatore del padre. Matilde ha più volte raccontato quanto la sorella rappresenti per lei un punto di riferimento, sia in campo sia fuori, una presenza fondamentale nel suo percorso sportivo e personale.
Il talento della playmaker brianzola non è passato inosservato neppure a livello internazionale. Nel 2021 arrivò la convocazione in Nazionale maggiore da parte del commissario tecnico Lino Lardo. Tre anni più tardi è arrivato un altro traguardo storico: nel 2024, Matilde Villa è diventata la quarta italiana di sempre a essere scelta al draft della WNBA, la lega professionistica femminile più importante al mondo, venendo selezionata dalle Atlanta Dream. Prima di lei ci erano riuscite solo Catarina Pollini nel 1997, Kathrin Ress nel 2007 e Lorela Cubaj nel 2022.

Il suo percorso, però, non è stato privo di ostacoli. Otto mesi fa la giovane playmaker ha dovuto affrontare uno dei momenti più difficili della sua carriera. Il 25 maggio scorso, durante un’amichevole disputata a Kortrijk, in Belgio, contro la nazionale belga, stava correndo in contropiede per concludere un terzo tempo quando ha sentito un improvviso “tac” al ginocchio. La gamba ha ceduto e la partita per lei è finita lì. Gli esami hanno poi confermato la rottura del legamento crociato, un infortunio grave che l’ha costretta a rinunciare agli Europei con la Nazionale italiana. Un’assenza pesante, da lei vissuta con emozioni contrastanti: da una parte la gioia per il grande risultato delle compagne, capaci di conquistare una storica medaglia di bronzo, dall’altra la tristezza e la frustrazione di non poter essere in campo con loro per dare il proprio contributo.

Dopo mesi di riabilitazione e lavoro, però, Matilde Villa è da poco tornata sul parquet con la Reyer Venezia, in una sfida contro la Famila Schio nell’EuroLeague Women. Il rientro, atteso e immaginato per lungo tempo durante il recupero dall’infortunio, è stato per lei un momento carico di emozioni, ancora più intenso perché avvenuto davanti al pubblico di casa, tra il calore dei tifosi. Nel suo ritorno ha anche trovato la via del canestro, condividendo con le compagne la gioia di tornare a giocare dopo un periodo così difficile.
Il basket, per lei, rappresenta molto più di uno sport: è la passione che l’ha fatta crescere, affrontare sfide e conoscere persone speciali lungo il suo cammino, oltre ad averle dato la possibilità di viaggiare e vivere esperienze uniche. Quando scende in campo continua a provare la stessa sensazione di sempre: il puro divertimento di fare ciò che ama di più. Ed è forse questa spinta a renderla il talento che tutti le riconoscono.

La sua ascesa era già iniziata anni prima con prestazioni straordinarie che avevano fatto parlare di lei in tutta Italia. Nel 2020, quando aveva soltanto 16 anni, mise a segno una partita entrata nella storia: contro la Dinamo Sassari realizzò 36 punti in poco più di mezz’ora, aggiungendo anche 8 rimbalzi e 4 assist e trascinando il Basket Costa alla vittoria per 76 a 57. Una prestazione straordinaria che rappresentò un record assoluto nel basket italiano, sia maschile sia femminile. In realtà Villa aveva già dimostrato il suo talento qualche anno prima: nel 2015, a soli 14 anni, aveva segnato 21 punti contro il Geas Basket di Sesto San Giovanni, diventando anche in quell’occasione la più giovane giocatrice della storia del basket italiano, maschile e femminile, a raggiungere quel traguardo.

Il talento della playmaker brianzola non è passato inosservato neppure a livello internazionale. Nel 2021 arrivò la convocazione in Nazionale maggiore da parte del commissario tecnico Lino Lardo. Tre anni più tardi è arrivato un altro traguardo storico: nel 2024, Matilde Villa è diventata la quarta italiana di sempre a essere scelta al draft della WNBA, la lega professionistica femminile più importante al mondo, venendo selezionata dalle Atlanta Dream. Prima di lei ci erano riuscite solo Catarina Pollini nel 1997, Kathrin Ress nel 2007 e Lorela Cubaj nel 2022.

Il suo percorso, però, non è stato privo di ostacoli. Otto mesi fa la giovane playmaker ha dovuto affrontare uno dei momenti più difficili della sua carriera. Il 25 maggio scorso, durante un’amichevole disputata a Kortrijk, in Belgio, contro la nazionale belga, stava correndo in contropiede per concludere un terzo tempo quando ha sentito un improvviso “tac” al ginocchio. La gamba ha ceduto e la partita per lei è finita lì. Gli esami hanno poi confermato la rottura del legamento crociato, un infortunio grave che l’ha costretta a rinunciare agli Europei con la Nazionale italiana. Un’assenza pesante, da lei vissuta con emozioni contrastanti: da una parte la gioia per il grande risultato delle compagne, capaci di conquistare una storica medaglia di bronzo, dall’altra la tristezza e la frustrazione di non poter essere in campo con loro per dare il proprio contributo.

Foto: ItalBasket
Dopo mesi di riabilitazione e lavoro, però, Matilde Villa è da poco tornata sul parquet con la Reyer Venezia, in una sfida contro la Famila Schio nell’EuroLeague Women. Il rientro, atteso e immaginato per lungo tempo durante il recupero dall’infortunio, è stato per lei un momento carico di emozioni, ancora più intenso perché avvenuto davanti al pubblico di casa, tra il calore dei tifosi. Nel suo ritorno ha anche trovato la via del canestro, condividendo con le compagne la gioia di tornare a giocare dopo un periodo così difficile.
Il basket, per lei, rappresenta molto più di uno sport: è la passione che l’ha fatta crescere, affrontare sfide e conoscere persone speciali lungo il suo cammino, oltre ad averle dato la possibilità di viaggiare e vivere esperienze uniche. Quando scende in campo continua a provare la stessa sensazione di sempre: il puro divertimento di fare ciò che ama di più. Ed è forse questa spinta a renderla il talento che tutti le riconoscono.
M.Mau.


















