Casatenovo: storie di donne, letture e musiche alla Colombina

L'Associazione Colombina di Casatenovo ha ospitato, domenica 8 marzo - nella sua sede di Piazza per la Pace - una serata dedicata a storie di donne, dal titolo ''Libere. Geografie femminili'', come occasione per riflettere sui diritti delle donne e su quanto è stato conquistato e quanto ancora è da conquistare nella rivendicazione della parità nella società di oggi.
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Alcune immagini della serata alla Colombina

Il pubblico ha potuto ascoltare letture interpretate tutte da voci femminili, intervallate da musiche interpretate da Silvia e Luca che ha accompagnato la voce con la chitarra. Entrambi hanno cantato con passione e partecipazione, con voci che si fondevano perfettamente e risuonavano potenti tra il silenzio dei presenti nei cui occhi e volti abbiamo visto una grande commozione.
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La scenografia allestita era semplice ma densa di significato e ben studiata: sul fondo la parete era ricoperta da un telo schizzato con diversi colori di tempera che ricordava lo stile del pittore Pollock, alcuni tavoli erano disposti a sinistra e a destra del piccolo palco e sopra di essi erano disposti alcuni libri, una macchina da scrivere e l’immancabile mimosa, disposta anche sulle sedie del pubblico. Al centro dei due settori di sedie era steso un telo rosso che correva dal fondo della sala verso il palco e sul telo erano disposti ritagli di giornale, libri e foto pubblicitarie. Durante lo spettacolo le luci erano spente e solo un occhio di bue illuminava chi stava recitando in quel momento aiutando il pubblico a concentrarsi sulle parole pronunciate.
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A richiamare l’attenzione del pubblico e aprire la serata è stata Laura che ha richiamato i presenti a mettersi seriamente in ascolto, senza lasciarsi distrarre dai telefoni perché si potesse lasciare spazio vero alle parole, alle emozioni e alle riflessioni suscitate dai racconti proposti. Tanti sono stati i temi toccati durante la serata: le scelte delle donne che sembrano sempre sbagliate, sia quando una mamma decide di lavorare, sia quando decide di rimanere a casa ad accudire i figli; la violenza vissute nelle relazioni per cui si perde la propria identità e dignità; la fatica a riconoscersi quando il corpo cambia e anche le condizioni di vita.

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A dare voce a queste storie sono state: Chiara, Elisa, Franca, Giuliana, Laura, Noemi, Oksana, Sofia e Gloria che in parte erano davanti al pubblico, in parte sedute in mezzo ai presenti e questo ha favorito la partecipazione degli ascoltatori e la loro immedesimazione, il coinvolgimento in queste storie dove ognuno può riconoscere parti di sé. Toccante è stato il ricordo di tutte quelle donne che sono vittime delle guerre che stanno sconvolgendo il nostro mondo di oggi e che hanno come prime vittime i civili: Oksana, di origine ucraina, ha raccontato il terribile momento dello scoppio della guerra nel suo paese e la fuga in fretta e furia, insieme alle difficili condizioni di vita che ancora perdurano e mettono a dura prova la popolazione.
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La regista Giuliana Randone

Le giovani Sofia e Gloria hanno invece prestato la loro voce alle donne iraniane e afghane che vivono in paesi in cui sono private di ogni libertà e diritto, per i quali combattono quotidianamente andando incontro purtroppo, la maggior parte delle volte, alla morte ingiusta e crudele.
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A chiudere il racconto è stata Giuliana Randone, regista dello spettacolo, con una riflessione profonda sulla percezione che si ha di sé in diverse età della vita. Ha poi ringraziato l’Associazione Colombina per aver organizzato la serata e aver preparato l’apericena che ha concluso la giornata con un momento di condivisione e convivialità
Al termine dello spettacolo, tutte le donne che hanno raccontato storie e geografie femminili diverse si sono riunite di fronte al pubblico indossando una maglietta bianca con una scritta rossa: ''Libere''.
C.F.
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