Casatenovo, rassegna Intrecci: ''Grazia'', una storia di sport e di emancipazione

Ha preso il via sabato 7 marzo, presso la sala civica di Villa Facchi, la rassegna letteraria e delle arti ''Intrecci'', nuova proposta culturale promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Casatenovo in collaborazione con la Biblioteca e la Cooperativa Sociale Lo Sciame.
Protagonista del primo appuntamento è stata la giornalista del Corriere della Sera Federica Seneghini, che ha presentato il suo libro Grazia, un romanzo storico che intreccia fascismo, sport ed emancipazione femminile attraversando gli anni Trenta fino alle Olimpiadi invernali di Olimpiadi invernali di St. Moritz 1948.
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Da sinistra l'assessore Gaia Riva, Federica Seneghini, Marco Giani e Martina Garancini de Lo Sciame

Ad aprire la serata è stata l’assessore alla Cultura del Comune di Casatenovo Gaia Riva, che ha salutato il pubblico ringraziando i presenti e illustrando il progetto della rassegna. ''Intrecci'' propone infatti numerose iniziative dedicate a diverse fasce d’età dalle presentazioni di libri agli incontri di approfondimento culturale, fino alle attività dedicate ai più piccoli.
La rassegna si inserisce inoltre nel percorso di promozione della lettura promosso negli anni dal Comune e dalla Biblioteca, che ha portato al riconoscimento da parte del Centro per il libro e la lettura della qualifica di Casatenovo Città che legge, confermata anche per il triennio 2024-2026.
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Presenti anche Maria Grazia e Simona, rappresentanti del gruppo dei lettori della Biblioteca di Casatenovo che - composto da circa venti volontari - è impegnato nella promozione della lettura con attività rivolte ai bambini da 0 a 3 anni e da 3 a 7 anni, attraverso letture animate, appuntamenti in lingua inglese e iniziative serali. L’attività si estende anche alla casa di riposo e lettura con riflessione nelle classi terze medie dell’Istituo Comprensivo di Casatenovo in occasione del Giorno della memoria.
A dialogare con l’autrice è stata Martina Garancini, responsabile del settore eventi culturali della Cooperativa Lo Sciame di Arcore.
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Nel corso dell’incontro Federica Seneghini ha raccontato la genesi del libro e il suo interesse per le storie che intrecciano sport, emancipazione femminile e storia sociale. Pur non essendo una giornalista sportiva, l’autrice considera lo sport un linguaggio universale capace di parlare ai giovani e di raccontare trasformazioni profonde della società.
Accanto a lei è intervenuto anche Marco Giani, docente di storia e geografia e studioso della storia dello sport, in particolare dello sport femminile durante il Ventennio fascista e nel periodo della ricostruzione. Giani è autore del saggio storico inserito nel libro.
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Il romanzo ''Grazia'' ricostruisce la storia di Grazia Barcellona, prima pattinatrice di figura azzurra alle Olimpiadi invernali. Le vicende raccontate nel libro si snodano tra il 1938 e il 1948, anni segnati dalla guerra e dalle trasformazioni dell’Italia. Grazia iniziò ad allenarsi allo stadio del ghiaccio Piranesi di Milano, unico impianto disponibile all’epoca, diventando nel 1942 campionessa nazionale di coppia insieme a Carlo Frassi.
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La guerra interruppe gli allenamenti e le competizioni, costringendo gli atleti allo sfollamento e a una lunga pausa. Solo nel 1945, con la riapertura della pista, Grazia tornò ad allenarsi con l’obiettivo di partecipare ai Giochi Olimpici del 1948. Quelle di St. Moritz furono le Olimpiadi della rinascita: pochi atleti, poche discipline e molte nazioni assenti, ma anche un simbolo di ripartenza dopo il conflitto.
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Nel libro emergono anche figure importanti per la vita della protagonista, tra cui la madre Giovanna Boccarini, insegnante, antifascista e partigiana, impegnata nel dopoguerra nei cosiddetti ''treni della felicità'', iniziativa solidale che portava bambini milanesi in difficoltà ad essere ospitati da famiglie dell’Emilia. Importante anche la figura di Burghart, allenatore tedesco di Grazia e Carlo. In pieno periodo fascista, quando i rapporti sportivi internazionali erano fortemente limitati, l’asse sportivo rimase attivo quasi esclusivamente con la Germania nazista. Burghart arrivò in Italia nel 1938, segnato da una vicenda personale complessa: la prima moglie aveva infatti chiesto il divorzio a causa delle persecuzioni legate alle sue origini ebraiche.
In Germania aveva lavorato come istruttore sportivo per i giovani hitleriani, pur vivendo in condizioni economiche modeste. Dopo la guerra la sua storia prese una piega ancora più drammatica: fu internato a Napoli in un campo di prigionia.
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La storia di Grazia si conclude con la partecipazione alle Olimpiadi del 1948. Dopo la fine della carriera agonistica, Carlo Frassi intraprese una brillante carriera da allenatore, arrivando negli Stati Uniti dopo il tragico incidente aereo del 1961 che colpì la squadra americana di pattinaggio. Grazia, invece, divenne giudice internazionale di gara, dedicandosi alla famiglia e a una nuova vita lontano dalle competizioni.
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Nel volume trovano spazio anche alcune lettere che la madre scrisse alla figlia per raccontarle la propria esperienza e trasmetterle valori di libertà e coraggio. ''Lo sport ti proteggerà e ti darà forza e coraggio. Lo sport insegna a non smettere mai di essere liberi'', si legge in uno dei passaggi più significativi del libro.
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Un lavoro di ricostruzione storica e umana che ha richiesto ricerche e testimonianze dirette. Durante l’incontro, l’autrice ha ricordato con emozione anche il rapporto con la protagonista della vicenda: ''Non riesco a non parlare con rammarico per tutto ciò che non ho potuto chiederle''.
Grazia, infatti, è scomparsa prima della pubblicazione del libro e non ha potuto leggere la versione finale; anche i suoi figli conoscono solo in parte questa storia, che il romanzo contribuisce oggi a riportare alla luce.
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Durante l’incontro è stato ricordato anche il precedente romanzo Giovinette scritto da Federica in collaborazione con Marco, ambientato tra il 1932 e il 1933, negli anni del pieno consenso al regime fascista. La storia racconta la vicenda – poco conosciuta ma reale – di un gruppo di giovani ragazze milanesi appassionate di calcio che, sfidando convenzioni e pregiudizi dell’epoca, decisero di fondare una squadra femminile.
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Tra loro figura anche Giovanna, madre di Grazia, una delle protagoniste della vicenda. Le ragazze iniziarono a giocare nei parchetti e nei cortili della città, procurandosi da sole divise e scarpe da gioco. Con entusiasmo e determinazione scrissero anche alla stampa per presentare la loro squadra. In un periodo in cui il regime investiva molto sul calcio come strumento di propaganda, le giovani calciatrici rivendicavano il diritto di contribuire anche loro alla grandezza sportiva del Paese.
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La risposta dei giornali, tuttavia, non fu incoraggiante: la loro iniziativa venne spesso accolta con ironia e vignette satiriche, mentre alle ragazze furono imposte visite mediche e controlli. Nonostante le difficoltà e i pregiudizi, le giovani atlete non si arresero e riuscirono persino a organizzare una partita contro una squadra di Alessandria. L’incontro, però, non si disputò mai.
Una vicenda che racconta non solo la passione sportiva di queste ragazze, ma anche le resistenze culturali che lo sport femminile ha dovuto affrontare. Pregiudizi che, come è stato ricordato durante la serata, in parte continuano a riaffiorare ancora oggi.
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A chiudere l’incontro è stata Martina Garancini, che ha ringraziato gli autori per il dialogo e il pubblico per l’attenzione dimostrata, ricordando come la storia di Grazia e Giovanni meritino di essere conosciute e valorizzate. La serata si è conclusa con la possibilità per i presenti di acquistare il libro e incontrare gli autori per una dedica.

Contributo fotografico di Andrea Pirovano
G.S.
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