Barzago: due astrofisiche protagoniste di una serata promossa da Comune e GAC
Una serata dedicata a scienza e talento ha animato lunedì 9 marzo l’Aula Civica del Comune di Barzago, dove si è svolto l’incontro ''Universi al Femminile'', iniziativa promossa dall’Amministrazione Comunale insieme al Gruppo Amici del Cielo (GAC) in occasione della Giornata Internazionale della Donna.
Protagoniste della serata due figure di primo piano dell’astrofisica contemporanea: Patrizia Caraveo, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e presidente della Società Astronomica Italiana e Maria Cristina Baglio, ricercatrice INAF tra l’Osservatorio Astronomico di Brera e la New York University Abu Dhabi, recentemente protagonista di uno studio internazionale sul comportamento della pulsar ''lampeggiante'' PSR J1023+0038.

Ad aprire l’incontro è stata il sindaco di Barzago, Melissa Cereda, che ha ringraziato i presenti sottolineando il valore simbolico della serata: ''Un momento per celebrare la forza e il contributo delle donne nella società e nella ricerca scientifica''. Il primo cittadino ha inoltre rivolto un ringraziamento agli organizzatori e in particolare a Marco Beretta e al Gruppo Amici del Cielo, a Valentina Magni e all’Amministrazione comunale tutta per il lavoro svolto nella preparazione dell’iniziativa.
A seguire è intervenuto Marco Beretta, consigliere comunale e membro storico del Gruppo Amici del Cielo, vero catalizzatore della serata. Quest'ultimo ha ringraziato le relatrici e i numerosi volontari che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento, citando in particolare le consigliere Luigia Besana e Raffaella Bonfanti per la raccolta delle mimose, Michele Manzoni per il lavoro di comunicazione, Dino Pezzella e Lucia Cordone per il coordinamento con le ospiti. ''Questa sera abbiamo anche allestito un nuovo palco – ha spiegato – per rendere l’incontro ancora più accogliente e conviviale''.

Anche Dino Pezzella, tra i fondatori del GAC, ha ricordato la lunga attività di divulgazione astronomica dell’associazione riferendo che: ''Il gruppo è nato trent’anni fa e negli ultimi dieci anni abbiamo organizzato oltre 360 eventi tra conferenze, incontri di divulgazione e osservazioni del cielo''. Pezzella ha inoltre anticipato alcuni dei prossimi appuntamenti: ''Venerdì prossimo parleremo dei ''Sussurri della Terra'', mentre a fine mese è prevista un’osservazione astronomica presso l’Oasi di Baggero''.
A moderare l’incontro è stato l’astrofisico Stefano Covino, docente all’Università dell'Insubria, che ha presentato le due ospiti definendole ''due scienziate di grande valore, appartenenti a generazioni diverse ma accomunate dalla passione per la ricerca''.
Ha preso poi la parola, Patrizia Caraveo che ha ripercorso alcune delle tappe più significative della propria carriera, soffermandosi sulla storia della scoperta di Geminga, una particolare stella di neutroni che ha richiesto oltre vent’anni di studi per essere compresa. A differenza delle pulsar tradizionali, Geminga emette radiazioni nella porzione dello spettro elettromagnetico caratterizzata dalle lunghezze d’onda dei raggi gamma, caratteristica che ha reso la sua identificazione particolarmente complessa. Tale scoperta ha ottenuto riconoscimenti internazionali e ha contribuito a rendere la scienziata una delle ricercatrici più citate nel suo campo.
Nel 2021, proprio per gli studi legati a Geminga, Caraveo ha ricevuto il Premio Enrico Fermi, assegnato per la prima volta a due donne, insieme alla fisica Elena Aprile. E’ inoltre stata nominata commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

A seguire è intervenuta Maria Cristina Baglio, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta delle pulsar, oggetti estremi dell’universo paragonabili a giganteschi ''cuori cosmici''. Si tratta di stelle di neutroni che ruotano rapidamente su sé stesse e possiedono campi magnetici potentissimi, milioni di volte più intensi di quello terrestre. Attraverso immagini e spiegazioni accessibili, la ricercatrice ha illustrato i meccanismi di accrescimento della materia e il delicato equilibrio tra gravità e radiazione che caratterizza questi oggetti celesti.

Nel corso dell’incontro si è parlato anche di divulgazione scientifica. Patrizia Caraveo ha raccontato la nascita dell’associazione Donne tra le stelle, fondata nel 2021 con l’obiettivo di mostrare come il lavoro nello spazio – dalla ricerca ai satelliti – sia un ambito aperto a uomini e donne. L’associazione promuove conferenze e iniziative di divulgazione, tra cui un premio dedicato alla giornalista scientifica Rossella Panarese, storica voce di Radio3.
Entrambe le scienziate hanno poi raccontato il proprio percorso umano e professionale, affrontando anche il tema della conciliazione tra carriera scientifica e vita familiare. ''Si può fare scienza ed essere donne, madri e ricercatrici'' hanno spiegato, sottolineando come la passione e la curiosità restino le vere forze motrici della ricerca.

Non è mancato uno sguardo al futuro della scienza e alle nuove tecnologie. In risposta a una domanda del pubblico sul rapporto tra intuizione umana e intelligenza artificiale, le relatrici hanno osservato come l’IA rappresenti uno strumento prezioso per accelerare l’analisi dei dati, ma come la capacità critica e l’intuizione restino caratteristiche insostituibili dell’essere umano.
Alla domanda su quale scoperta vorrebbero ancora realizzare, la risposta è stata immediata: trovare tracce di altre forme di vita nell’universo.
La serata si è conclusa con un sentito ringraziamento da parte del moderatore Stefano Covino agli organizzatori e alle relatrici. Il Gruppo Amici del Cielo ha poi consegnato un omaggio floreale alle ospiti e un mazzo di mimose a tutte le donne presenti in sala, chiudendo l’incontro in un clima di partecipazione ed entusiasmo.
Protagoniste della serata due figure di primo piano dell’astrofisica contemporanea: Patrizia Caraveo, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e presidente della Società Astronomica Italiana e Maria Cristina Baglio, ricercatrice INAF tra l’Osservatorio Astronomico di Brera e la New York University Abu Dhabi, recentemente protagonista di uno studio internazionale sul comportamento della pulsar ''lampeggiante'' PSR J1023+0038.

Le astrofisiche Caraveo e Baglio (al centro) con gli amministratori barzaghesi Cereda, Magni, Beretta, Mauri e il moderatore Stefano Covino (ultimo a destra)
Ad aprire l’incontro è stata il sindaco di Barzago, Melissa Cereda, che ha ringraziato i presenti sottolineando il valore simbolico della serata: ''Un momento per celebrare la forza e il contributo delle donne nella società e nella ricerca scientifica''. Il primo cittadino ha inoltre rivolto un ringraziamento agli organizzatori e in particolare a Marco Beretta e al Gruppo Amici del Cielo, a Valentina Magni e all’Amministrazione comunale tutta per il lavoro svolto nella preparazione dell’iniziativa.
A seguire è intervenuto Marco Beretta, consigliere comunale e membro storico del Gruppo Amici del Cielo, vero catalizzatore della serata. Quest'ultimo ha ringraziato le relatrici e i numerosi volontari che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento, citando in particolare le consigliere Luigia Besana e Raffaella Bonfanti per la raccolta delle mimose, Michele Manzoni per il lavoro di comunicazione, Dino Pezzella e Lucia Cordone per il coordinamento con le ospiti. ''Questa sera abbiamo anche allestito un nuovo palco – ha spiegato – per rendere l’incontro ancora più accogliente e conviviale''.

Anche Dino Pezzella, tra i fondatori del GAC, ha ricordato la lunga attività di divulgazione astronomica dell’associazione riferendo che: ''Il gruppo è nato trent’anni fa e negli ultimi dieci anni abbiamo organizzato oltre 360 eventi tra conferenze, incontri di divulgazione e osservazioni del cielo''. Pezzella ha inoltre anticipato alcuni dei prossimi appuntamenti: ''Venerdì prossimo parleremo dei ''Sussurri della Terra'', mentre a fine mese è prevista un’osservazione astronomica presso l’Oasi di Baggero''.
A moderare l’incontro è stato l’astrofisico Stefano Covino, docente all’Università dell'Insubria, che ha presentato le due ospiti definendole ''due scienziate di grande valore, appartenenti a generazioni diverse ma accomunate dalla passione per la ricerca''.
Ha preso poi la parola, Patrizia Caraveo che ha ripercorso alcune delle tappe più significative della propria carriera, soffermandosi sulla storia della scoperta di Geminga, una particolare stella di neutroni che ha richiesto oltre vent’anni di studi per essere compresa. A differenza delle pulsar tradizionali, Geminga emette radiazioni nella porzione dello spettro elettromagnetico caratterizzata dalle lunghezze d’onda dei raggi gamma, caratteristica che ha reso la sua identificazione particolarmente complessa. Tale scoperta ha ottenuto riconoscimenti internazionali e ha contribuito a rendere la scienziata una delle ricercatrici più citate nel suo campo.
Nel 2021, proprio per gli studi legati a Geminga, Caraveo ha ricevuto il Premio Enrico Fermi, assegnato per la prima volta a due donne, insieme alla fisica Elena Aprile. E’ inoltre stata nominata commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

L'introduzione affidata all'assessore Valentina Magni
A seguire è intervenuta Maria Cristina Baglio, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta delle pulsar, oggetti estremi dell’universo paragonabili a giganteschi ''cuori cosmici''. Si tratta di stelle di neutroni che ruotano rapidamente su sé stesse e possiedono campi magnetici potentissimi, milioni di volte più intensi di quello terrestre. Attraverso immagini e spiegazioni accessibili, la ricercatrice ha illustrato i meccanismi di accrescimento della materia e il delicato equilibrio tra gravità e radiazione che caratterizza questi oggetti celesti.

Nel corso dell’incontro si è parlato anche di divulgazione scientifica. Patrizia Caraveo ha raccontato la nascita dell’associazione Donne tra le stelle, fondata nel 2021 con l’obiettivo di mostrare come il lavoro nello spazio – dalla ricerca ai satelliti – sia un ambito aperto a uomini e donne. L’associazione promuove conferenze e iniziative di divulgazione, tra cui un premio dedicato alla giornalista scientifica Rossella Panarese, storica voce di Radio3.
Entrambe le scienziate hanno poi raccontato il proprio percorso umano e professionale, affrontando anche il tema della conciliazione tra carriera scientifica e vita familiare. ''Si può fare scienza ed essere donne, madri e ricercatrici'' hanno spiegato, sottolineando come la passione e la curiosità restino le vere forze motrici della ricerca.

Non è mancato uno sguardo al futuro della scienza e alle nuove tecnologie. In risposta a una domanda del pubblico sul rapporto tra intuizione umana e intelligenza artificiale, le relatrici hanno osservato come l’IA rappresenti uno strumento prezioso per accelerare l’analisi dei dati, ma come la capacità critica e l’intuizione restino caratteristiche insostituibili dell’essere umano.
Alla domanda su quale scoperta vorrebbero ancora realizzare, la risposta è stata immediata: trovare tracce di altre forme di vita nell’universo.
La serata si è conclusa con un sentito ringraziamento da parte del moderatore Stefano Covino agli organizzatori e alle relatrici. Il Gruppo Amici del Cielo ha poi consegnato un omaggio floreale alle ospiti e un mazzo di mimose a tutte le donne presenti in sala, chiudendo l’incontro in un clima di partecipazione ed entusiasmo.
Gloria Sala


















