Casatenovo: Dalla Chiesa si rivolge agli alunni parlando di trasparenza, legalità e rispetto

E' giunta alla quinta edizione la Giornata della trasparenza, legalità e anticorruzione promossa anche quest'anno dal Comune di Casatenovo.
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Protagonista dell’incontro svoltosi questa mattina in sala consiliare è stato Nando Dalla Chiesa, docente di Sociologia della criminalità organizzata all’Università degli Studi di Milano e direttore dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata, che ha dialogato con i ragazzi delle scuole superiori del territorio.
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Al centro dell’appuntamento il concetto di come la trasparenza non sia un adempimento ''di carta'', bensì ''uno strumento per rendere l’azione amministrativa conoscibile e quindi più solida di fronte al rischio di opacità e scorciatoie'' come ha sottolineato in apertura il primo cittadino Filippo Galbiati.
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''La trasparenza viene spesso concepita come un approccio meramente burocratico. Invece la legalità ha molto a che fare con la trasparenza''. Un concetto richiamato anche dal legame tra criminalità organizzata e zone d’ombra: ''Le organizzazioni criminali si avvalgono molto dell’oscurità e del silenzio. Gestire le pubbliche amministrazioni significa sempre di più essere trasparenti e rifiutare il silenzio''.
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A presentare l’ospite è stato Giuseppe Mendicino, già segretario comunale, ricordando come ''la lotta alle mafie e alla corruzione non sia materia improvvisabile, ma richieda conoscenza e consapevolezza. È un fenomeno che va combattuto insieme, fra le diverse comunità''.
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Nel suo intervento, Dalla Chiesa ha proposto una lettura della legalità come pratica quotidiana, prima ancora che come insieme di norme. ''La mia definizione di legalità è un modo di vivere'' ha raccontato, citando quanto è emerso dagli elaborati scritti dai suoi studenti nel corso che ha fondato, quello di Sociologia della criminalità organizzata. ''Si tratta di un modo di vivere che si impara da piccoli, non soltanto per timore di una sanzione, ma perché alcune azioni ‘non si fanno’ e basta''.
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Tra i passaggi più significativi, anche l’idea che ''l’educazione alla legalità viaggi di generazione in generazione e si costruisca nelle relazioni e nell’ascolto''.
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Dalla Chiesa ha richiamato la necessità di dedicare tempo proprio all’ascolto affinché un’esperienza educativa funzioni davvero, invitando i ragazzi alla fortuna di ricevere conoscenza, specialmente per quanto riguarda le esperienze di lotta alla mafia, tema fondamentale della mattinata.
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Un’attenzione particolare è stata dedicata al tema delle consuetudini, parafrasando le parole dal poeta Giacomo Leopardi: ''L’Italia è diversa dagli altri Paesi europei perché non si avvale sulle leggi ma sulle consuetudini'' che possono diventare terreno fertile per pratiche negative, come per quanto riguarda raccomandazioni e favori.
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Mentre, per quanto riguarda la natura della corruzione, dalla Chiesa ha spiegato che ''non c’è mai un solo corrotto: c’è sempre un gruppo che si organizza per fare in modo che le cose siano a loro vantaggio senza rispettare gli altri e le regole''.
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Proprio il termine rispetto, ha rappresentato la stella polare dell’intervento del docente. ''Si tratta della parola-chiave della Costituzione. Seppure sia scritta solo una volta, è sempre presente ed è capace di cucire i principi costituzionali nel quotidiano''. In chiusura di intervento, Daalla Chiesa ha lasciato un invito alle nuove generazioni: ''coltivare responsabilità, generosità e attenzione, perché la forza della mafia sta davvero nelle nostre debolezze''.
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L’incontro è stato coronato dalla proiezione della scena finale del film ''La mafia uccide solo d’estate'' diretto e interpretato dal siciliano Pierfrancesco Diliberto (in arte Pif), spunto per un momento di riflessione collettiva. A destare particolare emozione, fra i fotogrammi, anche la lapide in ricordo del padre dell’ospite, Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia nel 1982.
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Con grande sensibilità e attenzione alle parole, l’intervento del docente – il cui intervento a Casatenovo è stato reso possibile grazie all'impegno di Roberta Cesana responsabile del settore Affari Generali e del segretario comunale Marco Redaelli - ha catturato l’attenzione dei ragazzi presenti mostrando quanto la legalità sia una scelta che ciascuno di noi può compiere quotidianamente.
M.E.
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