Campsirago: i residenti attendono un ''faccia a faccia'' col Comune sul progetto di recupero del borgo

A quasi due mesi dalla lettera firmata da una trentina di residenti di Campsirago, l’incontro pubblico richiesto per fare chiarezza sul progetto di recupero dell’antico borgo non è ancora stato concordato. C'è un pizzico di tensione a Colle Brianza attorno a un intervento ampio e articolato, finanziato anche con risorse PNRR, che – sostengono i cittadini – sta incidendo in modo ''diretto e strutturale'' sulla vita quotidiana della frazione senza un adeguato percorso di condivisione.
La lettera, datata 16 gennaio di quest'anno, era stata indirizzata al sindaco Tiziana Galbusera e alla Giunta comunale. I firmatari spiegano di aver deciso di muoversi dopo il Consiglio comunale del 22 dicembre 2025, quando l’Amministrazione aveva risposto all’interpellanza della minoranza proprio sul progetto Campsirago. In particolare, il gruppo ''Colle È'' desiderava essere informata su coinvolgimento dei residenti, fitodepurazione e allacci, viabilità e parcheggi, gestione di ostello e spazi culturali, oltre a fondi spesi e cronoprogramma dei lavori, proprio a seguito delle preoccupazioni raccolte dalla cittadinanza.
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Immagine d'archivio del borgo di Campsirago

Si è trattato di una replica, quella letta in Consiglio dal consigliere delegato Ettore Anghileri, in cui la maggioranza non ha solo rivendicato un confronto già avvenuto con i proprietari il 23 giugno 2025, ma anche escluso criticità sulla fitodepurazione e ha delineato una linea prudente su viabilità e sosta, ammettendo che a Campsirago non sono previsti nuovi parcheggi e che quelli oggi ''tollerati'' in piazza San Bernardo verranno eliminati a lavori conclusi.
Questo non ha però soddisfatto i dubbi della cittadinanza. Come si legge direttamente dalla loro lettera, i residenti sostengono che ''pur prendendo atto delle risposte fornite in merito ai singoli interventi dalla fitodepurazione alla viabilità, dai parcheggi alla gestione dell'ostello e degli spazi pubblici permane una forte esigenza di chiarezza sul disegno complessivo del progetto, sulle sue ricadute concrete e sulle prospettive di medio-lungo periodo''. I residenti ribadiscono quindi di non cercare un chiarimento “a pezzi”, ma una presentazione complessiva: un quadro unitario del disegno, delle ricadute concrete e delle prospettive di medio-lungo periodo.
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Ettore Anghileri

Al centro della richiesta c’è quindi un incontro sul posto, pubblico e trasparente, ''finalizzato a illustrare in modo chiaro e unitario il progetto globale di recupero, rispondere alle perplessità espresse e ristabilire un dialogo costruttivo basato sull’ascolto e sulla partecipazione''. Un passaggio che, secondo i cittadini, ad oggi non si sarebbe mai realmente verificato. ''Teniamo a precisare e ribadire - così mettono nero su bianco - che, se è pur vero che in data 23 giugno 2025 si è svolto un incontro con ‘tutti i proprietari degli immobili privati’ in cui sono stati ‘indicati loro i punti di allaccio alla dorsale che corre lungo la via San Bernardo’, la nostra richiesta verteva e verte tuttora su un incontro pubblico a Campsirago finalizzato a illustrare in modo chiaro e unitario il progetto globale di recupero''.
Le preoccupazioni non riguardano solo l’impianto di fitodepurazione, su cui l'Amministrazione ha più volte assicurato che ''i lavori all’impianto sono ultimati'' e che, una volta collaudato, l’impianto sarà preso in carico da Lario Reti Holding con l’inserimento di Campsirago in area servita. A preoccupare i firmatari sono soprattutto accessibilità e sicurezza della strada di collegamento, oltre al tema, da tempo sensibile, dei parcheggi e dei flussi futuri legati alla trasformazione del borgo in polo culturale e turistico. 
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''In particolare - come si legge - desta preoccupazione il tema dell'accessibilità e della sicurezza della strada di collegamento, così come l'assenza di soluzioni adeguate e dedicate alla sosta in paese in relazione ai flussi previsti, elementi che incidono in maniera sostanziale sulla vivibilità del borgo''.
Il mancato riscontro fin qui, tuttavia, è diventato esso stesso materia politica. Motivo per cui, nei giorni scorsi, la minoranza è tornata a sollecitare l’Amministrazione, come evidente dalle parole di Marco Manzoni in merito: ''È necessaria assolutamente una risposta. Sono passati due mesi ed è necessario decretare un momento di incontro che sia in primis con i residenti e gli operatori, ma che sia anche una presentazione pubblica perché, se è vero come tutti ci crediamo che Campsirago debba essere una risorsa, i progetti sul borgo devono essere condivisi e soprattutto conosciuti liberamente''.
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Marco Manzoni

Resta ora da capire se e quando l’Amministrazione fisserà la data del confronto richiesto. Per i residenti non si tratta di una formalità: nella lettera ricordano che la copia firmata è stata inviata ''per conoscenza ed eventuale pubblicazione'' anche ai consiglieri di minoranza e alla stampa locale, proprio per ''rendere pubblica una domanda di partecipazione che – sottolineano – non vuole bloccare il progetto, ma riportarlo su un terreno di trasparenza e dialogo con chi nel borgo vive tutto l’anno''.
M.E.
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