Oggiono, Bachelet: i ragazzi incontrano il prefetto Ponta
Un incontro concreto, impostato come dialogo con i ragazzi, quello che questa mattina all'istituto superiore Bachelet ha toccato temi importanti, quali Costituzione, autonomie locali, partecipazione civica e il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia. Gli studenti della scuola oggionese hanno avuto modo di interfacciarsi con un ospite d'eccezione, il Prefetto di Lecco, Paolo Giuseppe Alfredo Ponta, il quale ha tenuto una lezione di educazione civica rivolta ai ragazzi delle classi quarte SIA, Linguistico e CLSA, dedicata al tema ''Enti locali e ruolo delle istituzioni sul territorio''.

Al centro dell’intervento del Prefetto, una definizione sostanziale del concetto di ordine pubblico. ''Non parlo solo di sicurezza intesa in senso stretto, ma garanzia della coesione sociale e dell’inclusione, nel rispetto dei diritti umani preesistenti allo Stato e quindi validi per tutti, senza distinzioni''. Nel ragionamento di Ponta, la Costituzione resta il riferimento essenziale.
''La Repubblica riconosce i diritti insieme ai doveri di rispetto'' ha ricordato, soffermandosi poi sul tema delle autonomie locali e sull’architettura istituzionale italiana, dalla centralità storica dei comuni fino al principio di decentramento nei servizi statali e alla sussidiarietà sia verticale che orizzontale.

''L’obiettivo - ha sottolineato - è avere in mente una prospettiva quasi ribaltata dello Stato, in quanto esso non schiaccia i territori, ma li serve'', dove i comuni, province, regioni e Stato sono tutti parte dello stesso progetto in favore delle comunità. E, parlando ai ragazzi, il prefetto ha insistito sull’importanza della cittadinanza attiva, a partire anche dalle esperienze più vicine. ''Che bello quando sento di esperienze come il sindaco dei ragazzi - ha detto - dove si ha modo di sentire direttamente la vostra voce e anche quella dei più piccoli'', collegando la partecipazione all’idea di libertà e responsabilità. ''Io ho un potere ma non è fine a se stesso: ho una potestà, cioè un potere finalizzato ai servizi. Se il potere di qualcuno non è volto alla cittadinanza, quel qualcuno non è nessuno''.

Non è mancato un passaggio sull’esigenza di trasparenza e coinvolgimento dei cittadini, ricordando strumenti come la consultazione degli atti e i referendum locali, richiamando anche la riforma degli anni Novanta sull’elezione diretta del sindaco, vista come ''un tassello che ha reso più forte il legame tra amministrazione e comunità''.

Nella seconda parte dell’incontro, grazie alle numerose domande poste direttamente dagli studenti, l’attenzione si è spostata su un tema che il Prefetto ha definito subdolo nel nostro territorio: le infiltrazioni della criminalità organizzata. ''In aree come la Brianza e il Lecchese - ha spiegato - non sempre si manifestano con intimidazioni dirette e controllo visibile, ma è più probabile che si insinuino nell’economia, con modalità apparentemente gentili e per questo fuorvianti''. Da qui l’invito a non sottovalutare i segnali e a mantenere un presidio di legalità, anche attraverso la collaborazione istituzionale: ''se amministratori e sindaci segnalano anomalie alle forze dell’ordine, la legalità può essere tutelata prima che la situazione degeneri''.

Ponta ha illustrato anche strumenti di prevenzione, come le interdittive antimafia per le aziende che lavorano con gli enti pubblici, oltre che il lavoro congiunto degli organismi investigativi specializzati. ''Il valore sociale dei beni confiscati, come l’esperienza della pizzeria Fiore a Lecco, sono un grande esempio di risorsa che può tornare a beneficio della collettività grazie a fondi e bandi, anche grazie all’impegno culturale e civile delle nuove generazioni'' come ha ben illustrato il Prefetto.

A conclusione, Ponta ha rilanciato un messaggio chiaro agli studenti: ''Le informazioni di oggi e la vostra consapevolezza non devono restare chiuse tra le mura della scuola, ma diventare partecipazione nella comunità, anche coinvolgendo chi è più distante da questi temi''. Un passaggio ripreso anche dalla dirigente scolastica Anna Panzeri, che ha invitato i ragazzi a dare un contributo concreto, ad esempio partecipando ai seggi e sviluppando spirito critico, soprattutto in relazione al ruolo dell’informazione. ''La partecipazione - ha ricordato - non si gioca soltanto nel proprio piccolo, ma anche all’esterno, in un percorso di crescita che prosegue oltre i cancelli della scuola''.

Un confronto aperto, quindi, che ha trasformato la lezione in un momento di educazione civica vissuta, tra istituzioni e giovani cittadini.

Il prefetto Paolo Ponta e la dirigente scolastica Anna Panzeri
Al centro dell’intervento del Prefetto, una definizione sostanziale del concetto di ordine pubblico. ''Non parlo solo di sicurezza intesa in senso stretto, ma garanzia della coesione sociale e dell’inclusione, nel rispetto dei diritti umani preesistenti allo Stato e quindi validi per tutti, senza distinzioni''. Nel ragionamento di Ponta, la Costituzione resta il riferimento essenziale.
''La Repubblica riconosce i diritti insieme ai doveri di rispetto'' ha ricordato, soffermandosi poi sul tema delle autonomie locali e sull’architettura istituzionale italiana, dalla centralità storica dei comuni fino al principio di decentramento nei servizi statali e alla sussidiarietà sia verticale che orizzontale.

''L’obiettivo - ha sottolineato - è avere in mente una prospettiva quasi ribaltata dello Stato, in quanto esso non schiaccia i territori, ma li serve'', dove i comuni, province, regioni e Stato sono tutti parte dello stesso progetto in favore delle comunità. E, parlando ai ragazzi, il prefetto ha insistito sull’importanza della cittadinanza attiva, a partire anche dalle esperienze più vicine. ''Che bello quando sento di esperienze come il sindaco dei ragazzi - ha detto - dove si ha modo di sentire direttamente la vostra voce e anche quella dei più piccoli'', collegando la partecipazione all’idea di libertà e responsabilità. ''Io ho un potere ma non è fine a se stesso: ho una potestà, cioè un potere finalizzato ai servizi. Se il potere di qualcuno non è volto alla cittadinanza, quel qualcuno non è nessuno''.
Non è mancato un passaggio sull’esigenza di trasparenza e coinvolgimento dei cittadini, ricordando strumenti come la consultazione degli atti e i referendum locali, richiamando anche la riforma degli anni Novanta sull’elezione diretta del sindaco, vista come ''un tassello che ha reso più forte il legame tra amministrazione e comunità''.

Nella seconda parte dell’incontro, grazie alle numerose domande poste direttamente dagli studenti, l’attenzione si è spostata su un tema che il Prefetto ha definito subdolo nel nostro territorio: le infiltrazioni della criminalità organizzata. ''In aree come la Brianza e il Lecchese - ha spiegato - non sempre si manifestano con intimidazioni dirette e controllo visibile, ma è più probabile che si insinuino nell’economia, con modalità apparentemente gentili e per questo fuorvianti''. Da qui l’invito a non sottovalutare i segnali e a mantenere un presidio di legalità, anche attraverso la collaborazione istituzionale: ''se amministratori e sindaci segnalano anomalie alle forze dell’ordine, la legalità può essere tutelata prima che la situazione degeneri''.
Ponta ha illustrato anche strumenti di prevenzione, come le interdittive antimafia per le aziende che lavorano con gli enti pubblici, oltre che il lavoro congiunto degli organismi investigativi specializzati. ''Il valore sociale dei beni confiscati, come l’esperienza della pizzeria Fiore a Lecco, sono un grande esempio di risorsa che può tornare a beneficio della collettività grazie a fondi e bandi, anche grazie all’impegno culturale e civile delle nuove generazioni'' come ha ben illustrato il Prefetto.

A conclusione, Ponta ha rilanciato un messaggio chiaro agli studenti: ''Le informazioni di oggi e la vostra consapevolezza non devono restare chiuse tra le mura della scuola, ma diventare partecipazione nella comunità, anche coinvolgendo chi è più distante da questi temi''. Un passaggio ripreso anche dalla dirigente scolastica Anna Panzeri, che ha invitato i ragazzi a dare un contributo concreto, ad esempio partecipando ai seggi e sviluppando spirito critico, soprattutto in relazione al ruolo dell’informazione. ''La partecipazione - ha ricordato - non si gioca soltanto nel proprio piccolo, ma anche all’esterno, in un percorso di crescita che prosegue oltre i cancelli della scuola''.

Un confronto aperto, quindi, che ha trasformato la lezione in un momento di educazione civica vissuta, tra istituzioni e giovani cittadini.
M.E.



















