Missaglia, l'omaggio ad altri tre ''Giusti'': Alberto Cairo, Carlo Urbani e Teresa Sarti

L'altra sera la sala civica di Palazzina Teodolinda a Missaglia si è trasformata in un luogo di memoria in occasione dell’incontro ''Scegliere la responsabilità: l’esempio dei giusti di fronte alle sfide globali'': una conferenza pubblica con lettura di eventi e storie di persone annoverate tra i Giusti di tutto il mondo, organizzata dal Comune in sinergia con la sezione Vittoria Bottani di ANPI e LiberArci di Barzanò, e con il patrocinio di Gariwo Milano, dell’assessorato alla Cultura di Casatenovo, dei Comuni di Barzanò, Barzago e Monticello. 
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I Giusti protagonisti della serata? Alberto Cairo di Croce Rossa Italiana, Carlo Urbani di Medici Senza Frontiere e Teresa Sarti di Emergency. Le loro storie sono state raccontate da diversi lettori volontari, alternate da momenti musicali tenuti da Luca Pedeferri con la fisarmonica e Agnese Poli al violino.
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''Siamo giunti ormai alla terza edizione di questo appuntamento annuale in concomitanza con il 6 marzo, data della Giornata mondiale dei Giusti'' ha aperto i lavori l’assessore alla cultura e vicesindaco Donatella Diacci. ''Il successo riscosso delle precedenti edizioni ci ha stimolati ad andare avanti con il progetto, dedicando quest'anno al tema della difesa dei diritti umani'' ha concluso, passando poi la parola al sindaco Paolo Redaelli.
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''Noi come amministrazione ci abbiamo creduto fin da subito'' ha esordito il primo cittadino, spiegando poi come il progetto sia stato esteso alle scuole dell’istituto comprensivo Rita Levi Montalcini grazie all'impegno di insegnanti volenterosi ed entusiasti.
''L’idea è stata quella di dedicare targhe affisse sugli alberi ai giusti della zona, tra cui Perlasca, il capitano Giorgio Cevoli e don Luigi Re, che hanno contribuito a salvare gli ebrei durante il nazifascismo'' ha aggiunto il primo cittadino.
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La grande novità di quest’anno, nell’ambito del progetto sui Giusti, è stata l’istituzione di una casetta dei libri presso le scuole medie del paese come simbolo di lotta all'ignoranza. Una struttura inaugurata alla presenza di Franco Isman, classe 1933, che ha raccontato ai ragazzi il suo vissuto nei campi di concentramento.
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Spazio dunque all'intervento di Enrico Beretta - ideatore dell'iniziativa - che ha introdotto i protagonisti della serata. ''Le persone che presenteremo, con le loro storie che meritano di essere raccontate, sono certamente già di vostra conoscenza e per la loro più completa biografia potete consultare riviste o siti in internet. A loro riguardo c’è parecchio materiale. Ma ciò che valutiamo importante è farle entrare nella comunità come sostegno ai valori in cui crediamo e che vanno difesi da intromissione di propagande disgreganti. L’umanità intera si manifesta e si evolve anche nelle espressioni comunitarie di un paese, di un comune, di una famiglia, di una associazione''. 
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Beretta ha poi posto l’attenzione su come gli eventi catastrofici legati a guerre e crisi umanitarie continuino ad emergere nel mondo attuale, sottolineando l’importanza dell’operato delle associazioni umanitarie per rafforzare la consapevolezza che ognuno può fare qualcosa. Proprio questo è l’insegnamento che si può portare a casa dalle esperienze di Alberto Cairo, Carlo Urbani e Teresa Sarti.
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Il primo dei tre Giusti è un fisioterapista della Croce Rossa che, dagli anni ‘80, si è impegnato nell’assistenza ai cittadini di Kabul seguendo un programma di riabilitazione destinato alle vittime delle mine antiuomo: ha aiutato un enorme numero di pazienti procurando loro protesi in modo da ridar loro dignità.
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Ospite della serata, in quanto Presidente del Comitato di Casatenovo della Croce Rossa Italiana è stato Corrado Colombo. ''In questi giorni ho contattato Cairo dall'Afghanistan, nonostante le difficoltà di un paese che sta vivendo un momento buio a livello politico sociale. Vi ringrazio per l'iniziativa ed il dottor Cairo vi ringrazia per la serata ed è molto stupito positivamente per questo riconoscimento" continuando nel racconto di un aneddoto riportato direttamente da Cairo: Mahmoud, un afgano senza due gambe e un braccio, si è presentato a lui definendosi "uno scarto umano". "Mi restituisca la mia dignità: non voglio più mendicare, perché i miei figli non debbano vergognarsi di me" il suo appello.
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Grazie alla fisioterapia e alle protesi di Croce Rossa, Alberto Cairo lo assume nella falegnameria del centro: Mahmoud impara a produrre arti artificiali, ritrovando così il suo ruolo e rinasce a nuova vita. ''Se una azione è difficile e ne vale la pena è giusto farla, e questa causa è giusto farla"' ha concluso Colombo.
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Se Carlo Urbani è un infettivologo di Medici Senza Frontiere, noto per aver scoperto il SARS e aver pagato con la vita il suo impegno nei confronti dei malati, l'ultima Giusta ricordata l'altra sera è legata indissolubilmente alla storia di Gino Strada, assieme al quale ha fondato nel 1994 l’associazione Emergency, gestendo poi gli ospedali da campo e i centri chirurgici in zone di guerra come Sudan, Afghanistan e Sierra Leone, curando milioni di vittime di mine e conflitti, oltre a lanciare campagne contro le mine antipersona e promuovere i diritti umani universali, azioni per le quali ha ricevuto numerosi premi come l’Art.3.
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A questo proposito era presente Adriano Crisaffi, volontario dell’associazione. ''È grazie a lei se oggi esiste la struttura di Emergency e il suo impegno ci ha insegnato che non basta portare cure per portare la pace nei paesi di guerra, serve anche la cultura: per questo il nostro gruppo ogni anno fa incontri nelle scuole di tutte le categorie''.
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La serata si è conclusa con un applauso caloroso, ribadendo come i Giusti non siano solo figure del passato, ma esempi vivi per affrontare le sfide globali di oggi: guerre, crisi umanitarie e violazioni dei diritti. In un mondo ferito dall’ignoranza e dal conflitto, storie come quelle di Cairo, Urbani e Sarti ricordano che la responsabilità individuale può cambiare il corso della storia. 
A Missaglia, questo impegno continua con il prossimo appuntamento fissato per il 26 marzo.
I.M.
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