Oggiono: Camminata per la Pace con AVIS e Oratorio

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Circa 190 iscritti hanno risposto all’appello di pace, tema centrale della camminata organizzata dall’AVIS, in collaborazione con l’Oratorio di Oggiono e il patrocinio del Comune. Nella mattinata di domenica 15 febbraio numerosi gruppi, famiglie e giovani si sono riuniti muniti di bandiere e disegni, segni di concordia.   
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''Credo che, a prescindere dal contesto geopolitico attuale, sia costantemente necessario ricordare e diffondere il tema della pace'' ha dichiarato don Gabriele Lovati prima della partenza. ''Tenersi desti e sollecitare la coscienza degli altri significa che la pace ha una sola via: quella della pace. La pace si fa con la pace, il bene si fa con il bene. Quindi, il male non può essere mai una strada di bene. Noi cristiani lo attingiamo dal Vangelo e dal messaggio di Gesù. Egli stesso non solo ha rinunciato a qualsiasi forma di violenza, ma ha proclamato anche l’amore per i nemici. In suo nome mai si potrà benedire una violenza, come ha ricordato anche il Papa in un intervento pubblico. Quindi, siamo convinti di credere in strade diverse: le bandiere che sventoliamo rappresentano proprio questo. In particolare, queste sono state realizzate dal Sermig, cioè l’Arsenale della Pace di Torino. Questo luogo è stato trasformato dal Servizio Missionario Giovani nell’Arsenale di Pace''.
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In primo piano don Gabriele Lovati

I progetti e il messaggio, che intende tramandare la realtà torinese, hanno trovato piena espressione e libertà nei giovani presenti alla manifestazione. ''La camminata - ha spiegato il sacerdote - risponde a due fronti: il primo richiama al fatto che la pace si costruisce un passo dopo l’altro. Nessuno si illude che basti la decisione di un politico che risolve il conflitto. Questa condizione, al contrario, è l’esito di piccoli passi che ciascuno di noi può fare. Questa mentalità si fonda anche sull’educazione dei giovani verso questa direzione. La mentalità della guerra o della sopraffazione, purtroppo, si è alimentata con il tempo: lo scenario attuale mostra molteplici e costanti disattenzioni che, legittimando piccole violenze, ne hanno creata una più grande''.

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Questo monito richiama l’attenzione anche verso le regioni colpite da conflitti, ma spesso dimenticate dall’opinione pubblica. Tenendo presente questo orizzonte più ampio, l’invito è volto a partire da conflitti che costellano la vita quotidiana di ognuno.
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''Il problema - ha sottolineato don Gabriele - è la fatica a portare questo clima di serenità all’interno delle famiglie e nei luoghi di lavoro in primo luogo. La pace, invece, nasce da dove ci troviamo. Per questo motivo, abbiamo esteso la proposta a giovani e a famiglie. In particolare, abbiamo coinvolto i ragazzi delle medie nel percorso quaresimale nella preparazione di striscioni e cartelloni. Abbiamo poi cercato di sensibilizzare le famiglie, invitando chiunque a portare un segno di pace, senza connotazioni politiche. Siamo contenti di passare per le vie della città, per riaffermare questo importante valore. Ringrazio tutti coloro che hanno preso parte all’iniziativa, perché non solo credono ma dimostrano anche con i fatti questo principio, e ai volontari dell’AVIS per aver organizzato la camminata''.
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Al termine dei tre percorsi a scelta tra 7,12 e 21 km, la comunità si è ritrovata per la celebrazione della Santa Messa e un pranzo condiviso. In un clima di serenità e di coesione, grandi e piccoli si sono fermati per condividere un momento di convivialità, nel segno della pace e dell’inclusione.
V.I.
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