Dolzago ricorda la strage di Piazza Fontana con ANPI
Un incontro di riflessione dedicato alla memoria e all'impegno civile, quello che si è svolto nel pomeriggio di sabato 14 febbraio, nella sala consiliare del Comune di Dolzago. I cittadini e gli ospiti si sono riuniti per ricordare la strage di Piazza Fontana e interrogarsi sul valore della memoria storica nel presente. Ad arricchire il confronto si sono uniti i cantautori Renato Franchi, Andrea Carlo, Daniele Ridolfi, Dan Shil Sara Galasso (violino) e Claudio Ravasi (scrittore).

''Vi do il benvenuto a questo appuntamento'' ha aperto la serata Paolo Lanfranchi, sindaco di Dolzago. ''Per noi si tratta di una scommessa, data dal periodo di disinteresse generale delle persone verso l’attualità, in un pomeriggio piovoso che ha sfidato la buona volontà di ciascuno a uscire. Tuttavia, in questo periodo storico abbiamo bisogno di momenti costruttivi come questo. Colgo, quindi, l’occasione per ringraziare Enrico Avagnina, presidente dell’ANPI di Lecco, e il cantautore Renato Franchi per la loro presenza. Includo nei ringraziamenti tutti coloro che prenderanno parola''.

Ai ringraziamenti sono seguite parole di fiducia e speranza verso i cittadini che si sono aperti a questo spazio di riflessione. ''Non vorrei entrare nel merito della delicatezza dell’argomento, ma mi permetto di sottolineare l’importanza di questo evento'' ha concluso il sindaco. ''Vorrei lanciare l’invito a non seppellire con una coltre di silenzio ciò che è scomodo. Il ricordo della strage di Piazza Fontana, che oggi celebriamo, è un esempio che racchiude numerosi casi simili. Quindi, è necessario coltivare sensibilità verso questi temi, per far emergere la verità dietro ai veli di silenzio calati per comodità. In questo periodo storico, in modo particolare, far sentire la propria voce diviene un compito ancor più difficile. Non vi conosco personalmente, ma la vostra presenza in sala consiliare dimostra la vostra volontà a dedicare un pensiero critico volto a migliorare la società''.

Attraverso letture, testimonianze e canzoni l’incontro è entrato nel cuore del tema, a cui anche Enrico Avagnina ha dedicato alcune riflessioni. ''Vorrei porgervi il mio saluto con alcune parole di Nilde Iotti: La mente e la mano che pose quelle bombe voleva colpire qualcosa di più profondo. Era una strategia di attacco e di odio verso tutto il patrimonio antifascista e democratico del nostro popolo, contro la svolta decisiva della nostra storia: la Resistenza. Dobbiamo essere coscienti che nel solco dell’antifascismo, in questi decenni di tentativi, l’Italia è cresciuta e cambiata. Piazza Fontana rappresenta esattamente il punto di discrimine nella storia di un’Italia che ha iniziato a essere colpita nel momento in cui si è trasformata. La società di quegli anni era attrice di un conflitto sociale che aveva portato a un processo di realizzazione e attuazione della Costituzione. Il Sistema Sanitario Nazionale costituisce la prova più significativa''.

Proprio la filosofia dell'ANPI si fonda sulla difesa e sulla trasmissione di questi valori. ''La ragion d’essere principale della nostra associazione - ha aggiunto Avagnina - è quello di costruire e difendere la memoria della Resistenza. L’impegno verso questi ideali non avviene unicamente alle dovute commemorazioni, ma anche portando un’azione anche nelle scuole. Quest’anno, infatti, siamo riusciti a raggiungere 135 scuole del territorio. Tuttavia, siamo consapevoli che gli 80 anni che ci separano da quell’epoca continuerà ad aumentare: d’altra parte, i valori, contenuti anche nella Costituzione, rimarranno vivi. Per questo, le nostre proposte nelle diverse classi cerchiamo di collegare azioni, parole e pensieri delle donne e degli uomini della Resistenza con quelli della Costituzione''.

Dalle parole del presidente emerge quanto sia importante che tale responsabilità non si esaurisca alle commemorazioni solenni, ma prosegua nella quotidianità di ciascuno. ''Anche gli anni '60 e '70, che noi raccontiamo agli studenti, sono stati anni fondamentali anche per in questo senso'' ha concluso Enrico Avagnina. ''Il negazionismo tipico di quel periodo, spesso, viene accantonato. Dunque, in questo ampio scenario storico e politico, il filo conduttore rimane la Costituzione''.
L’incontro si è così trasformato in un richiamo rivolto sia alle vecchie sia alle nuove generazioni a custodire e trasmettere quei valori che trovano nella Costituzione il punto di riferimento dell’ANPI.

Al centro Renato Franchi
''Vi do il benvenuto a questo appuntamento'' ha aperto la serata Paolo Lanfranchi, sindaco di Dolzago. ''Per noi si tratta di una scommessa, data dal periodo di disinteresse generale delle persone verso l’attualità, in un pomeriggio piovoso che ha sfidato la buona volontà di ciascuno a uscire. Tuttavia, in questo periodo storico abbiamo bisogno di momenti costruttivi come questo. Colgo, quindi, l’occasione per ringraziare Enrico Avagnina, presidente dell’ANPI di Lecco, e il cantautore Renato Franchi per la loro presenza. Includo nei ringraziamenti tutti coloro che prenderanno parola''.

Ai ringraziamenti sono seguite parole di fiducia e speranza verso i cittadini che si sono aperti a questo spazio di riflessione. ''Non vorrei entrare nel merito della delicatezza dell’argomento, ma mi permetto di sottolineare l’importanza di questo evento'' ha concluso il sindaco. ''Vorrei lanciare l’invito a non seppellire con una coltre di silenzio ciò che è scomodo. Il ricordo della strage di Piazza Fontana, che oggi celebriamo, è un esempio che racchiude numerosi casi simili. Quindi, è necessario coltivare sensibilità verso questi temi, per far emergere la verità dietro ai veli di silenzio calati per comodità. In questo periodo storico, in modo particolare, far sentire la propria voce diviene un compito ancor più difficile. Non vi conosco personalmente, ma la vostra presenza in sala consiliare dimostra la vostra volontà a dedicare un pensiero critico volto a migliorare la società''.

Enrico Avagnina di ANPI Lecco
Attraverso letture, testimonianze e canzoni l’incontro è entrato nel cuore del tema, a cui anche Enrico Avagnina ha dedicato alcune riflessioni. ''Vorrei porgervi il mio saluto con alcune parole di Nilde Iotti: La mente e la mano che pose quelle bombe voleva colpire qualcosa di più profondo. Era una strategia di attacco e di odio verso tutto il patrimonio antifascista e democratico del nostro popolo, contro la svolta decisiva della nostra storia: la Resistenza. Dobbiamo essere coscienti che nel solco dell’antifascismo, in questi decenni di tentativi, l’Italia è cresciuta e cambiata. Piazza Fontana rappresenta esattamente il punto di discrimine nella storia di un’Italia che ha iniziato a essere colpita nel momento in cui si è trasformata. La società di quegli anni era attrice di un conflitto sociale che aveva portato a un processo di realizzazione e attuazione della Costituzione. Il Sistema Sanitario Nazionale costituisce la prova più significativa''.

Proprio la filosofia dell'ANPI si fonda sulla difesa e sulla trasmissione di questi valori. ''La ragion d’essere principale della nostra associazione - ha aggiunto Avagnina - è quello di costruire e difendere la memoria della Resistenza. L’impegno verso questi ideali non avviene unicamente alle dovute commemorazioni, ma anche portando un’azione anche nelle scuole. Quest’anno, infatti, siamo riusciti a raggiungere 135 scuole del territorio. Tuttavia, siamo consapevoli che gli 80 anni che ci separano da quell’epoca continuerà ad aumentare: d’altra parte, i valori, contenuti anche nella Costituzione, rimarranno vivi. Per questo, le nostre proposte nelle diverse classi cerchiamo di collegare azioni, parole e pensieri delle donne e degli uomini della Resistenza con quelli della Costituzione''.

Dalle parole del presidente emerge quanto sia importante che tale responsabilità non si esaurisca alle commemorazioni solenni, ma prosegua nella quotidianità di ciascuno. ''Anche gli anni '60 e '70, che noi raccontiamo agli studenti, sono stati anni fondamentali anche per in questo senso'' ha concluso Enrico Avagnina. ''Il negazionismo tipico di quel periodo, spesso, viene accantonato. Dunque, in questo ampio scenario storico e politico, il filo conduttore rimane la Costituzione''.
L’incontro si è così trasformato in un richiamo rivolto sia alle vecchie sia alle nuove generazioni a custodire e trasmettere quei valori che trovano nella Costituzione il punto di riferimento dell’ANPI.
V.I.


















