Monticello: un'asta di opere d'arte per sostenere ''Il Volo'' e i suoi ospiti

Grande partecipazione e spirito di solidarietà hanno caratterizzato ''Scusate il Disturbo'', l’asta benefica a favore de ''Il Volo'' svoltasi presso il Padiglione d'arte contemporanea di Milano lo scorso 9 marzo. Non si è trattato solo di una vendita al rilancio, ma di un’occasione per trasformare il valore degli oggetti in opportunità per gli altri, in particolare per i venti giovani ospiti della struttura residenziale psichiatrica con sede a Villa Ratti di Monticello.
L’intero ricavato dell’asta, infatti, permetterà di finanziare le Borse lavoro per i ragazzi della comunità con diagnosi del Disturbo di Personalità di tipo Borderline, favorendo il loro reintegro nella società a seguito di un percorso riabilitativo personalizzato.
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Villa Ratti

''Quando i ragazzi giungono da noi affrontano prima di tutto una fase clinica, ma poi altrettanto fondamentale è la parte riabilitativa e l’inserimento nel mondo del lavoro. L’asta nasce dal bisogno di poter sorreggere questo tipo di attività, dal momento che esse non sono previste dal sistema sanitario, ma sono un impegno ulteriore compreso nel modello educativo della nostra Cooperativa sociale no profit'' ha spiegato Federico Tagliabue, tra i referenti de ''Il Volo''.
La residenza monticellese, oltre a garantire un intervento specialistico mirato alla persona e la diffusione della conoscenza del disturbo psichiatrico in ambito scientifico e nel tessuto sociale, sostiene con particolare ardore lo sviluppo di tirocini lavorativi, uno strumento prezioso per il ritorno alla vita quotidiana.
''Quando la persona ha raggiunto una certa stabilità e ha realizzato obiettivi avanzati – ha continuato Tagliabue – allora si può proporre l’esperienza di lavoro, fondamentale sia per allenarsi su abilità trasversali quali la puntualità, la costanza nella presenza e il rispetto sia per educarsi alla gestione economica del compenso ricevuto. L’attività da svolgere viene prima valutata anche in base alle aspirazioni e alle abilità dei ragazzi, in modo da trovare un percorso che li stimoli e li appassioni il più possibile''.

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A tal proposito ''Il Volo'' sviluppa due tipologie differenti di Borse lavoro, di primo e di secondo livello. La prima inserisce i giovani ospiti all’interno di un progetto agricolo presso il parco della struttura o i campi esterni adiacenti, il quale comprende anche attività di trasformazione finalizzate alla creazione di marmellate e di composti di verdure. La seconda permette di svolgere un tirocinio all’esterno, grazie alla collaborazione di diverse realtà sul territorio, tra cui Paolo Sala Bakery a Viganò.
''L’intento è quello di allargare la rete di aziende che ci appoggiano, permettendo di variare anche l’offerta lavorativa. Purtroppo non è così semplice'' ha concluso amareggiato Tagliabue.
La tradizionale asta, battuta da Filippo Lotti, non è stata caratterizzata unicamente da opere donate dagli artisti e dalle esperienze messe a disposizione da alcuni sponsor, ma anche da alcuni vasi d’argilla realizzati durante il laboratorio di arte all’interno della comunità.
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''Lavorare l’argilla è, simbolicamente, un atto divino: significa dare vita a una materia informe trasformando il caos in ordine e l’invisibile in visibile. Lavorare l’argilla significa plasmare la dualità della vita: la terra morbida, cruda, che accoglie ogni impronta, rappresenta la nostra vulnerabilità e la capacità di essere educati o cambiati dalle esperienze. Una volta cotta, diventa resistente simboleggiando la memoria storica e la forza che nasce dal fuoco'' hanno spiegato sul catalogo Rossana Maggi e Michele Farina, rispettivamente maestra del laboratorio di arte e tecnico della riabilitazione psichiatrica referente del laboratorio. ''Con l’aiuto di Giorgio Piva dello studio di ceramica PigioCeramics di Monza, gli ospiti hanno realizzato 10 vasi che non volevano essere solo contenitori ma, al contrario, rappresentare simbolicamente uno spaccato della visione della vita di ciascun ospite. Questo percorso per la costruzione dei vasi ci ha insegnato che per dare forma a qualcosa di nuovo, dobbiamo prima essere disposti a sporcarci le mani e ad accettare l’imperfezione come parte del processo di guarigione''.
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Il successo dell’asta, con più di 300 partecipanti, ha confermato quanto la solidarietà possa trasformarsi in un motore concreto di cambiamento quando comunità, arte e impegno sociale si incontrano. Le offerte susseguitesi durante l’evento non hanno rappresentato soltanto il valore economico degli oggetti messi all’incanto, ma soprattutto la volontà condivisa di sostenere un progetto capace di restituire dignità, fiducia e prospettive a giovani che stanno affrontando un percorso complesso di cura e rinascita.
C.Fu.
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