Il tragico comune obiettivo di Trump e Netanyahu
Stupisce non poco il fatto che nell'autorevole mondo degli “esperti” e “commentatori” del GCM (Grande Circo Mediatico) continui a rimbalzare la valutazione circa i presunti interessi diversi tra Trump e Netanyahu.
Più precisamente si sostiene che l'evidente scopo del secondo sia perlomeno quello di cambiare il regime a Teheran mentre del primo appaiono perlomeno oscuri i reali obiettivi.
Addirittura si dice che possano anche essere irrazionali viste le caratteristiche dell'irresponsabile tycoon americano, che definire altalenante sarebbe cosa assai riduttiva.
Penso però di non essere l'unico nel ritenere invece che entrambi abbiano ben chiaro un obiettivo comune è cioè quello di imporre la loro supremazia attraverso l'uso brutale della forza.
L'erodiano criminale Netanyahu perlomeno a livello regionale (se non oltre, anche secondo il ben conosciuto piano per una Grande Israele), mentre il bullo Trump a livello planetario con particolare riferimento allo strutturale scontro con la Cina che ne insidia il primato mondiale.
Ecco il motivo per rendere strumentale ai propri fini geopolitici anche la (di fatto) Alleanza con Putin.
Uno scenario che di certo non occorre essere esperti per evidenziarne moventi e scopi. Ecco perché mi stupisce che così tanti insigni commentatori non ne colgano la sostanza conseguentemente domandandosene il perché.
Del resto quell' “America first”, stella polare maga di un presidente che ha aizzato l'attacco al Campidoglio poteva ben essere inteso non solo come un “ritorniamo a farci i fatti nostri” in una sfera più continentale, ma anche e forse soprattutto come “re-imporremo il nostro primato a livello planetario”.
Tutto questo e quant'altro può certamente essere alla base di un'alleanza tra i due cinici capi di Stato, e relative cricche, concepita come reciprocamente fruttuosa non solo in termini geopolitici ma anche e soprattutto economici vista la configurazione squisitamente utilitaristica dell'immobiliarista made in Usa.
Quindi altro che una confusa strategia ma atteggiamenti e comportamenti forse pur anche studiati per sconcertare gli interlocutori ma con scopi ben presenti nelle loro teste.
Se non ci fossero di mezzo migliaia di vite umane sacrificate in modo orribile a tutto questo potrebbe ben apparire uno di quei pur diseducativi giochi alla guerra che incautamente vengono regalati non solo ai più giovani.
Purtroppo oggi non siamo in presenza di un gioco ma di una crudelissima realtà che rischia di ulteriormente innescare una catena non più controllabile di infauste tragedie.
Cosa si può fare per cercare di contrastare tutto ciò?
I Popoli sapranno scuotersi dall'assurdo impazzimento di molte loro élite anche ravvedendosi dall' aver a volte dato loro consenso e credito?
E sapranno sottrarsi all'essere usati come carne da macello in nome di solo presunti interessi nazionali?
L'esempio del duplice attacco Usa&Israele all'Iran, strumentalmente mascherato da motivi umanitari, può essere uno di banchi di prova. Come del resto per la questione palestinese e ucraina se non pure per molti altri evidenti disumani conflitti.
Solo un'Alleanza trasversale di tutti gli “Uomini di buona volontà” potrà costituire a tutti i livelli un freno a tale degenerazione. Dai massimi sistemi all'esercizio di rapporti più solidali nella quotidiana ordinarietà.
Di fronte alla classica domanda del “cosa possiamo fare?” una cosa è ulteriormente certa: occorre perlomeno non lasciar soli coloro che hanno nel quotidiano il coraggio di opporsi, isolando apertamente chi pratica tali logiche guerrafondaie. Un esempio a livello di Stati è quello rappresentato da quanto sta facendo il Governo Spagnolo. Altro che non si può fare niente di realmente efficace come sembrerebbe nei fatti sostenere anche il nostro Governo! Un partecipato cordone “sanitario” dissuasivo ( magari non solo in sede ONU) sicuramente potrebbe produrre risultati che incidono quantomeno a livello d'immagine. E sappiamo tutti bene quanto oggi l'immagine sia alla base di un potere basato sul consenso tipico di certi autocrati.
Più precisamente si sostiene che l'evidente scopo del secondo sia perlomeno quello di cambiare il regime a Teheran mentre del primo appaiono perlomeno oscuri i reali obiettivi.
Addirittura si dice che possano anche essere irrazionali viste le caratteristiche dell'irresponsabile tycoon americano, che definire altalenante sarebbe cosa assai riduttiva.
Penso però di non essere l'unico nel ritenere invece che entrambi abbiano ben chiaro un obiettivo comune è cioè quello di imporre la loro supremazia attraverso l'uso brutale della forza.
L'erodiano criminale Netanyahu perlomeno a livello regionale (se non oltre, anche secondo il ben conosciuto piano per una Grande Israele), mentre il bullo Trump a livello planetario con particolare riferimento allo strutturale scontro con la Cina che ne insidia il primato mondiale.
Ecco il motivo per rendere strumentale ai propri fini geopolitici anche la (di fatto) Alleanza con Putin.
Uno scenario che di certo non occorre essere esperti per evidenziarne moventi e scopi. Ecco perché mi stupisce che così tanti insigni commentatori non ne colgano la sostanza conseguentemente domandandosene il perché.
Del resto quell' “America first”, stella polare maga di un presidente che ha aizzato l'attacco al Campidoglio poteva ben essere inteso non solo come un “ritorniamo a farci i fatti nostri” in una sfera più continentale, ma anche e forse soprattutto come “re-imporremo il nostro primato a livello planetario”.
Tutto questo e quant'altro può certamente essere alla base di un'alleanza tra i due cinici capi di Stato, e relative cricche, concepita come reciprocamente fruttuosa non solo in termini geopolitici ma anche e soprattutto economici vista la configurazione squisitamente utilitaristica dell'immobiliarista made in Usa.
Quindi altro che una confusa strategia ma atteggiamenti e comportamenti forse pur anche studiati per sconcertare gli interlocutori ma con scopi ben presenti nelle loro teste.
Se non ci fossero di mezzo migliaia di vite umane sacrificate in modo orribile a tutto questo potrebbe ben apparire uno di quei pur diseducativi giochi alla guerra che incautamente vengono regalati non solo ai più giovani.
Purtroppo oggi non siamo in presenza di un gioco ma di una crudelissima realtà che rischia di ulteriormente innescare una catena non più controllabile di infauste tragedie.
Cosa si può fare per cercare di contrastare tutto ciò?
I Popoli sapranno scuotersi dall'assurdo impazzimento di molte loro élite anche ravvedendosi dall' aver a volte dato loro consenso e credito?
E sapranno sottrarsi all'essere usati come carne da macello in nome di solo presunti interessi nazionali?
L'esempio del duplice attacco Usa&Israele all'Iran, strumentalmente mascherato da motivi umanitari, può essere uno di banchi di prova. Come del resto per la questione palestinese e ucraina se non pure per molti altri evidenti disumani conflitti.
Solo un'Alleanza trasversale di tutti gli “Uomini di buona volontà” potrà costituire a tutti i livelli un freno a tale degenerazione. Dai massimi sistemi all'esercizio di rapporti più solidali nella quotidiana ordinarietà.
Di fronte alla classica domanda del “cosa possiamo fare?” una cosa è ulteriormente certa: occorre perlomeno non lasciar soli coloro che hanno nel quotidiano il coraggio di opporsi, isolando apertamente chi pratica tali logiche guerrafondaie. Un esempio a livello di Stati è quello rappresentato da quanto sta facendo il Governo Spagnolo. Altro che non si può fare niente di realmente efficace come sembrerebbe nei fatti sostenere anche il nostro Governo! Un partecipato cordone “sanitario” dissuasivo ( magari non solo in sede ONU) sicuramente potrebbe produrre risultati che incidono quantomeno a livello d'immagine. E sappiamo tutti bene quanto oggi l'immagine sia alla base di un potere basato sul consenso tipico di certi autocrati.
Germano Bosisio



















