Casatenovo: Franca Pellizzari ospite della rassegna ''Intrecci''
Arte, musica e letteratura si sono fuse in un unico racconto durante il nuovo appuntamento della rassegna culturale ''Intrecci'', proposta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Casatenovo in collaborazione con la Biblioteca Civica e la Cooperativa Sociale Lo Sciame. L’incontro si è svolto nel pomeriggio di domenica 15 marzo nella sala civica di Villa Facchi, gremita di pubblico per una serata che ha unito narrazione, musica e storia dell’arte.

Protagonista dell’evento è stata Franca Pellizzari, autrice di un romanzo dedicato alla pittrice impressionista Berthe Morisot. Ad accompagnare il racconto, le esecuzioni musicali del maestro Paolo Mandelli al flauto traverso e di Luca Pricone al pianoforte, che hanno interpretato brani di Claude Debussy, Frédéric Chopin, Gabriel Fauré e Jacques Offenbach, creando un dialogo suggestivo tra parole e note.

Ad aprire la serata è stata l’assessore alla Cultura Gaia Riva, che ha salutato i presenti sottolineando il valore della rassegna: ''Questa sera viviamo un intreccio completo tra musica, arte e letteratura''. L’amministratrice ha ringraziato anche il gruppo dei volontari lettori della biblioteca, presenti in sala con Solange, Maria Grazia ed Elide, ricordando come l’iniziativa si inserisca nel percorso che ha portato Casatenovo a ottenere il riconoscimento di ''Città che legge''.

A introdurre il libro è stata Martina Garancini, responsabile degli eventi culturali della Cooperativa Lo Sciame, che ha citato le parole di Virginia Woolf: ''Una donna deve avere una stanza tutta per sé''. Un’immagine che ben rappresenta la figura di Berthe Morisot, artista che trasformò il proprio salotto in atelier, intrecciando vita privata e creazione artistica. ''Per Morisot – ha spiegato Garancini – quella stanza diventò la tela su cui dipingere la propria vita''.

Nel corso dell’incontro Franca Pellizzari ha ripercorso la vicenda umana e artistica di Berthe Morisot, unica donna tra i fondatori dell’Impressionismo e figura centrale nel mantenere unito il gruppo degli artisti che rivoluzionarono la pittura dell’Ottocento.
La scrittrice ha presentato il libro come una biografia romanzata, costruita su una solida base documentaria ma capace di restituire anche la dimensione più intima della protagonista. Durante il racconto sono state proiettate alcune opere della pittrice, permettendo al pubblico di comprendere meglio il suo percorso artistico e umano. Non a caso Paul Valéry, nipote dell’artista, scrisse che Morisot ''seppe dipingere la vita e vivere la pittura''.

La narrazione ha ripercorso i momenti chiave della sua vita: l’infanzia in una famiglia borghese parigina dove la musica era parte integrante della quotidianità – tanto che nel salotto di casa si esibì persino Gioachino Rossini – fino alla scoperta della pittura come vera vocazione. Fu uno dei suoi maestri a intuire il talento della giovane Berthe, invitandola a non rinchiudersi nel ruolo sociale previsto per una donna dell’alta società.

Determinata a costruire un proprio percorso professionale, Morisot si iscrisse all’albo dei copisti del Louvre, esperienza decisiva che la portò a conoscere Édouard Manet, con il quale instaurò un rapporto artistico e personale intenso e complesso. I due artisti si influenzarono profondamente, pur mantenendo ciascuno una propria autonomia creativa.

Il racconto si è poi intrecciato con le vicende storiche della Francia dell’epoca, dalla guerra franco-prussiana alla Comune di Parigi, eventi che sconvolsero la vita culturale della capitale ma non fermarono la nascita del movimento impressionista. Proprio nel 1873 Morisot fu tra i fondatori della Società degli Impressionisti, partecipando alla prima esposizione del gruppo, inizialmente accolta con scetticismo dalla critica.

Accanto alla narrazione, la musica ha accompagnato ogni fase della storia, sottolineando il legame tra gli artisti impressionisti e il mondo sonoro che li circondava. Ogni capitolo del libro, ha spiegato l’autrice, è associato a un colore e a un brano musicale, creando una sorta di ''partitura narrativa''.

La seconda parte della vita di Morisot racconta la realizzazione di un sogno allora raro per una donna: conciliare il lavoro artistico con la maternità e la vita familiare. ''Le donne – sosteneva – possono realizzarsi anche attraverso il lavoro''.

Nel racconto non è mancato anche un episodio significativo della carriera della pittrice. Durante uno dei suoi viaggi, Berthe Morisot fece ritorno a Parigi per partecipare a un’asta in cui venivano messi in vendita diversi dipinti impressionisti, tra cui opere di Édouard Manet. Tra le opere battute all’asta figurava anche un ritratto della stessa Morisot, acquistato dal Comune di Parigi e successivamente esposto nei musei civici della città, riconoscimento importante per l’artista.

A suggello del ruolo di quest’artista, è stato proposto un brano di Claude Debussy, dedicato al tema del sogno, quasi a suggellare il messaggio finale dell’incontro: ciascuno di noi, in qualche modo, è debitore del coraggio e della visione di donne straordinarie come Berthe Morisot.

Nel finale della serata, l’autrice ha ricordato come la storia di Morisot sia anche una riflessione più ampia sul ruolo delle donne nella storia dell’arte e della cultura. ''Ognuno di noi ha un compito nel mondo – ha concluso – e non esiste un ruolo troppo piccolo per essere trascurato''.

L’incontro si è chiuso sulle note della Barcarola di Offenbach, simbolo – come è stato ricordato – della bellezza che nasce dall’incontro tra musica, arte e cultura e di chi, nonostante i momenti bui, trova il coraggio per uscire di casa e continuare a vivere ed apprezzare il bello.

A salutare il pubblico è stata nuovamente Martina Garancini, che ha ringraziato l’autrice, i musicisti e i presenti per la partecipazione, sottolineando l’importanza di raccontare e valorizzare storie meno conosciute ma fondamentali per la nostra memoria storica e culturale.

La serata si è conclusa con la possibilità di acquistare il libro e incontrare l’autrice per una dedica. È stato inoltre annunciato il prossimo appuntamento della rassegna: sabato 21 marzo alle 16 si terrà un incontro letterario dedicato alla memoria dell’antifascismo presso la Biblioteca di Casatenovo e, a seguire, alle 17.30 un poetry slam che vedrà sei poetesse sfidarsi a ritmo di parole presso la sala civica di Villa Facchi, sempre a Casatenovo.

Franca Pellizzari (terza da destra) tra Martina Garancini de Lo Sciame, l'assessore alla Cultura Gaia Riva e le volontarie-lettrici della Biblioteca
Protagonista dell’evento è stata Franca Pellizzari, autrice di un romanzo dedicato alla pittrice impressionista Berthe Morisot. Ad accompagnare il racconto, le esecuzioni musicali del maestro Paolo Mandelli al flauto traverso e di Luca Pricone al pianoforte, che hanno interpretato brani di Claude Debussy, Frédéric Chopin, Gabriel Fauré e Jacques Offenbach, creando un dialogo suggestivo tra parole e note.

Ad aprire la serata è stata l’assessore alla Cultura Gaia Riva, che ha salutato i presenti sottolineando il valore della rassegna: ''Questa sera viviamo un intreccio completo tra musica, arte e letteratura''. L’amministratrice ha ringraziato anche il gruppo dei volontari lettori della biblioteca, presenti in sala con Solange, Maria Grazia ed Elide, ricordando come l’iniziativa si inserisca nel percorso che ha portato Casatenovo a ottenere il riconoscimento di ''Città che legge''.

A introdurre il libro è stata Martina Garancini, responsabile degli eventi culturali della Cooperativa Lo Sciame, che ha citato le parole di Virginia Woolf: ''Una donna deve avere una stanza tutta per sé''. Un’immagine che ben rappresenta la figura di Berthe Morisot, artista che trasformò il proprio salotto in atelier, intrecciando vita privata e creazione artistica. ''Per Morisot – ha spiegato Garancini – quella stanza diventò la tela su cui dipingere la propria vita''.

Nel corso dell’incontro Franca Pellizzari ha ripercorso la vicenda umana e artistica di Berthe Morisot, unica donna tra i fondatori dell’Impressionismo e figura centrale nel mantenere unito il gruppo degli artisti che rivoluzionarono la pittura dell’Ottocento.
La scrittrice ha presentato il libro come una biografia romanzata, costruita su una solida base documentaria ma capace di restituire anche la dimensione più intima della protagonista. Durante il racconto sono state proiettate alcune opere della pittrice, permettendo al pubblico di comprendere meglio il suo percorso artistico e umano. Non a caso Paul Valéry, nipote dell’artista, scrisse che Morisot ''seppe dipingere la vita e vivere la pittura''.

La narrazione ha ripercorso i momenti chiave della sua vita: l’infanzia in una famiglia borghese parigina dove la musica era parte integrante della quotidianità – tanto che nel salotto di casa si esibì persino Gioachino Rossini – fino alla scoperta della pittura come vera vocazione. Fu uno dei suoi maestri a intuire il talento della giovane Berthe, invitandola a non rinchiudersi nel ruolo sociale previsto per una donna dell’alta società.

Al microfono l'assessore Gaia Riva
Determinata a costruire un proprio percorso professionale, Morisot si iscrisse all’albo dei copisti del Louvre, esperienza decisiva che la portò a conoscere Édouard Manet, con il quale instaurò un rapporto artistico e personale intenso e complesso. I due artisti si influenzarono profondamente, pur mantenendo ciascuno una propria autonomia creativa.

Il racconto si è poi intrecciato con le vicende storiche della Francia dell’epoca, dalla guerra franco-prussiana alla Comune di Parigi, eventi che sconvolsero la vita culturale della capitale ma non fermarono la nascita del movimento impressionista. Proprio nel 1873 Morisot fu tra i fondatori della Società degli Impressionisti, partecipando alla prima esposizione del gruppo, inizialmente accolta con scetticismo dalla critica.

Accanto alla narrazione, la musica ha accompagnato ogni fase della storia, sottolineando il legame tra gli artisti impressionisti e il mondo sonoro che li circondava. Ogni capitolo del libro, ha spiegato l’autrice, è associato a un colore e a un brano musicale, creando una sorta di ''partitura narrativa''.

La seconda parte della vita di Morisot racconta la realizzazione di un sogno allora raro per una donna: conciliare il lavoro artistico con la maternità e la vita familiare. ''Le donne – sosteneva – possono realizzarsi anche attraverso il lavoro''.

Nel racconto non è mancato anche un episodio significativo della carriera della pittrice. Durante uno dei suoi viaggi, Berthe Morisot fece ritorno a Parigi per partecipare a un’asta in cui venivano messi in vendita diversi dipinti impressionisti, tra cui opere di Édouard Manet. Tra le opere battute all’asta figurava anche un ritratto della stessa Morisot, acquistato dal Comune di Parigi e successivamente esposto nei musei civici della città, riconoscimento importante per l’artista.

A suggello del ruolo di quest’artista, è stato proposto un brano di Claude Debussy, dedicato al tema del sogno, quasi a suggellare il messaggio finale dell’incontro: ciascuno di noi, in qualche modo, è debitore del coraggio e della visione di donne straordinarie come Berthe Morisot.

Nel finale della serata, l’autrice ha ricordato come la storia di Morisot sia anche una riflessione più ampia sul ruolo delle donne nella storia dell’arte e della cultura. ''Ognuno di noi ha un compito nel mondo – ha concluso – e non esiste un ruolo troppo piccolo per essere trascurato''.

L’incontro si è chiuso sulle note della Barcarola di Offenbach, simbolo – come è stato ricordato – della bellezza che nasce dall’incontro tra musica, arte e cultura e di chi, nonostante i momenti bui, trova il coraggio per uscire di casa e continuare a vivere ed apprezzare il bello.

A salutare il pubblico è stata nuovamente Martina Garancini, che ha ringraziato l’autrice, i musicisti e i presenti per la partecipazione, sottolineando l’importanza di raccontare e valorizzare storie meno conosciute ma fondamentali per la nostra memoria storica e culturale.

La serata si è conclusa con la possibilità di acquistare il libro e incontrare l’autrice per una dedica. È stato inoltre annunciato il prossimo appuntamento della rassegna: sabato 21 marzo alle 16 si terrà un incontro letterario dedicato alla memoria dell’antifascismo presso la Biblioteca di Casatenovo e, a seguire, alle 17.30 un poetry slam che vedrà sei poetesse sfidarsi a ritmo di parole presso la sala civica di Villa Facchi, sempre a Casatenovo.
G.S.


















