Casatenovo: con il Sant'Anna Social Club una serata sul Referendum

Gremita - lunedì sera - la sala civica di Villa Facchi a Casatenovo dove non bastavano le sedie per accogliere tutte le persone intervenute per ascoltare l’incontro sul Referendum organizzato dall’associazione Sant’Anna Social Club per provare a comprendere meglio e di più i quesiti della Riforma della Magistratura, presentando sia le ragioni del SI’, sia le ragioni del NO.
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A presentare gli interlocutori e introdurre la serata è stata Maria Galbusera che ha ringraziato i numerosi presenti e sottolineato come questo dimostri la voglia di andare a fondo di questa riforma e sottolineando il rinnovato protagonismo dell’associazione che vuole esserci sempre di più sul territorio e organizzare altri incontri sulla giustizia, un tema che hanno molto a cuore. Galbusera ha inoltre fatto emergere la professionalità degli ospiti invitati, ovvero Salvatore Scuto, avvocato penalista del Foro Milano, e Giulio Vigevani, Professore ordinario di Diritto Costituzionale all’Università Bicocca di Milano.
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Maria Galbusera

Prima di dare la parola a questi ultimi, Samantha Sacchetti, avvocato di Monza e membro del Sant’Anna Social Club, ha spiegato tecnicamente il contenuto del Referendum affermando che la serata non ha lo scopo di convincere per un voto o per l’altro, ma fornire buone argomentazioni sulle conseguenze della conferma o della negazione dei quesiti. In questo periodo, infatti, il dibattito si è allontanato molto dal merito della riforma, così l’incontro è stato pensato per riportare al centro il suo contenuto.
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Salvatore Scuto

Sacchetti ha esposto che la riforma non interviene su temi che riguardano la giustizia, ma sulla magistratura, non prevedendo la cancellazione della sua autonomia e dell’indipendenza. Inoltre, essa ha radici lontane nella storia, perché di separazione delle carriere si è iniziato a parlare a seguito della riforma Vassalli, alla fine degli anni ’80. Anche la questione del sorteggio viene da lontano ed è dibattuta da molto tempo, diventando più impellente dopo il caso Palamara.
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Samantha Sacchetti

Il legale ha spiegato poi che ad oggi si fa un unico concorso per entrare nella magistratura, decidendo, dopo averlo passato, se diventare PM (magistrato requirente) oppure giudice. Il PM è colui che svolge le indagini, raccoglie le prove, esercita l’azione penale e porta l’accusato davanti al giudice. Quest’ultimo è colui che decide l’assoluzione o la condanna dell’imputato, sulla base delle prove portate dal PM e dell’accusato rappresentato dal suo avvocato.
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Giulio Vigevani

Attualmente PM e giudici condividono la carriera, sono colleghi, lavorano a stretto contatto: la riforma vorrebbe separare le loro carriere, prevedendo concorsi diversi, così che il giudice sia veramente terzo in un processo penale. Ora esiste il CSM, ossia un organo di autogoverno della magistratura che decide i trasferimenti, le promozioni e decisioni a livello disciplinare. L’idea della riforma è di creare due CSM distinti e passare dall’elezione diretta dei suoi membri al sorteggio di magistrati tra i magistrati. Oltre a ciò, si prevede la formazione di un’alta corte di disciplina.
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Dopo questa introduzione tecnica hanno preso la parola Vigevani, sostenitore del NO, e Scuto, sostenitore del SI’ che hanno portato le proprie ragioni e i propri punti di vista, a partire dalle rispettive esperienze personali. Largo spazio è stato dato alle domande dal pubblico che si sono soffermate sul provare a capire alcuni dettagli dei quesiti e di argomentazioni emerse dagli interventi dei due ospiti che hanno chiarito i dubbi, senza essere faziosi, ma con la volontà di portare quanto hanno compreso e vissuto nella loro attività professionale.
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Ne è scaturito un dibattito rispettoso e approfondito, che è entrato nel merito degli argomenti con lo scopo di dare ai presenti tutte le possibilità per una scelta consapevole.
C.F.
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