Rogeno, antenna telefonica: una nota per ribadire il NO
Sulla vicenda dell’antenna di Rogeno si accende il confronto. A intervenire è Roberta Vaghi, in qualità di portavoce dei firmatari della petizione, che esprime una posizione netta e contraria al progetto, sintetizzata nello slogan ''No antenna''.
Al centro della contestazione non c’è soltanto la realizzazione dell’impianto, ma soprattutto il modo in cui, secondo i firmatari, l’intera procedura sarebbe stata gestita dall’amministrazione comunale. Secondo quanto riportato, emergerebbero criticità legate alla pianificazione, alla trasparenza e al rispetto degli strumenti normativi esistenti.
Nel comunicato, vengono ricostruiti i passaggi che hanno portato alla prevista installazione di una struttura alta 42 metri in via De Gasperi. Particolare rilievo viene dato al piano comunale per la localizzazione delle antenne, adottato nel 2012 e mai aggiornato: uno strumento che, secondo i firmatari della petizione, se adeguato alle normative attuali avrebbe potuto incidere in modo determinante sull’esito della vicenda, indirizzando scelte diverse. Da qui la critica a quella che viene definita una mancata programmazione e vigilanza sull’iter autorizzativo da parte dell’amministrazione.
Non meno rilevanti, nella posizione espressa, sono i dubbi sul coinvolgimento della cittadinanza.
Accanto alla critica, emerge anche una proposta: dotare il Comune di strumenti più aggiornati ed efficaci, a partire da un nuovo piano di installazioni redatto da una società indipendente e accompagnato da un monitoraggio costante dei campi elettromagnetici.
Cliccando QUI è possibile visualizzare il comunicato integrale: lo spazio resta naturalmente a disposizione per eventuali repliche o precisazioni.
Al centro della contestazione non c’è soltanto la realizzazione dell’impianto, ma soprattutto il modo in cui, secondo i firmatari, l’intera procedura sarebbe stata gestita dall’amministrazione comunale. Secondo quanto riportato, emergerebbero criticità legate alla pianificazione, alla trasparenza e al rispetto degli strumenti normativi esistenti.
Nel comunicato, vengono ricostruiti i passaggi che hanno portato alla prevista installazione di una struttura alta 42 metri in via De Gasperi. Particolare rilievo viene dato al piano comunale per la localizzazione delle antenne, adottato nel 2012 e mai aggiornato: uno strumento che, secondo i firmatari della petizione, se adeguato alle normative attuali avrebbe potuto incidere in modo determinante sull’esito della vicenda, indirizzando scelte diverse. Da qui la critica a quella che viene definita una mancata programmazione e vigilanza sull’iter autorizzativo da parte dell’amministrazione.
Non meno rilevanti, nella posizione espressa, sono i dubbi sul coinvolgimento della cittadinanza.
Accanto alla critica, emerge anche una proposta: dotare il Comune di strumenti più aggiornati ed efficaci, a partire da un nuovo piano di installazioni redatto da una società indipendente e accompagnato da un monitoraggio costante dei campi elettromagnetici.
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