Finalmente Trump comincia a essere isolato

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Nel mio precedente scritto avevo espresso il mio stupore sul perché i più grandi commentatori mediatici rilevassero una presunta disparità di obiettivi sottesi all'attacco congiunto Usa&Israele. Ben chiari, sostenevano, quelli della banda del criminale Netanyhau tesi a un cambio di regime a Teheran, perlomeno invece nebulosi quelli di Trump e annessi interessi.
https://www.merateonline.it/notizie/154716/il-tragico-comune-obiettivo-di-trump-e-netanyahu

Su questo tipo d'analisi obiettavo che invece vi era tra i 2, a parer mio, una chiara comunanza di obiettivi, e “cioè quello di imporre la loro supremazia attraverso l'uso brutale della forza”: il primo a livello regionale, il secondo a livello planetario. In sostanza stesse logiche e obiettivi ma su scenari diversi.

Ora , a fronte sinora di una sostanziale sudditanza specie europea, non posso non cogliere con fondata speranza nel futuro dei segnali in qualche modo di “resistenza” alla prepotenza Usa visto che finalmente molti Stati Europei stanno dicendo più o meno apertamente un No al tentativo trumpiano di coinvolgerli nella difficile situazione creatasi nello stretto di Hormuz.

E' esattamente quello che certamente non solo io mi auguravo e cioè un inizio di isolamento (l'avevo definito un cordone “sanitario” dissuasivo) delle inumane pretese smaniose di Trump e del suo ristretto staff, quello che si raccoglie nella sala ovale della Casa Bianca per una blasfema preghiera propiziatoria nei confronti del “prescelto”quasi “unto da Dio”, sich!!!

Quindi sperabilmente una piccola luce di speranza in uno scenario plumbeo di logiche di guerre potenzialmente incontrollabili con migliaia di morti innocenti.

Certo è ancora presto per definirla una vera e propria inversione di tendenza ma questo potrebbe perlomeno essere un primo segnale. Un segnale paradossalmente o forse coerentemente procurato dall'eccesso di tracotanza di chi vorrebbe nefastamente considerarsi al di sopra ogni diritto e che perciò ha sottovalutato la reazione del pur condannabile regime iraniano e soprattutto del rischio di conseguenze pesantissime sui propri alleati (considerati tali a fasi alterne) peraltro nemmeno preavvertiti dell'attacco all'Iran del 28 febbraio. “Alleati” che, ripeto, finalmente trovano il “coraggio” di dire di NO. Un NO certamente dettato soprattutto dalla consapevolezza delle élite governative circa la netta convinzione dell'opposizione alla guerra nei loro rispettivi Popoli.

E che il movente/obiettivo di Trump nell'affiancare Israele fosse quello di dimostrare al mondo, come già scrivevo, che quel “America first” fosse, vista la potenza militare di cui dispone, far intendere specie alla Cina la riconferma assoluta della loro supremazia planetaria è ulteriormente deducibile dal fatto che non sembrano esserci altri motivi di interesse diretto degli Usa, quantomeno economici, nel cercare di “liberare” lo stretto di Hormuz. Infatti tale blocco condizionerebbe soltanto l'1% del proprio fabbisogno energetico contro ben altre percentuali di dipendenza di altri Stati.

Ma se in sostanza Trump comincia ad essere isolato e quindi un po' ridimensionato sia all'estero sia soprattutto in patria occorrerebbe poi contribuire a fare altrettanto con la disumana leadership di Netanyahu e la sua banda di fanatici integralisti. Un cinico integralismo che giustamente fa dire a sempre più tanti che i veri antisemiti siano loro visto che espongono Israele alla più atroce e diffusa condanna.

A questo proposito l'indebolimento di Trump sui 2 versanti citati lo potrebbe costringere a prestarsi di meno alle mire israeliane già giustamente invise a gran parte degli Americani per loro azioni invasive e genocidarie nei confronti del Popolo Palestinese giungendo augurabilmente a ridurre se non addirittura congelare l'invio di armi ad Israele.

O comunque arrivare a gradualmente disimpegnarsi per non fornire ulteriormente il fianco alle critiche del suo Popolo Maga a cui aveva garantito che non avrebbe iniziato nuove guerre esterne ma semmai (sich!!) di regolare i conti con gli oppositori interni. Abbiamo del resto poi anche visto come ha tenuto fede alle sue perentorie affermazioni circa la risoluzione in 24 ore del conflitto russo-ucraino.

Insomma quello che in molti con tutto il cuore ci si augurava e cioè di scorgere una pur piccola luce infondo ad un tunnel che sembrava impenetrabile, forse si sta realizzando.

I Popoli però continuino sempre a premere su chi li rappresenta per raggiungere una vera Pace basata su una Convivenza perlomeno reciprocamente rispettosa e sulla ricerca di una effettiva Giustizia Sociale ed economica.
Germano Bosisio
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