Casatenovo, ex ambulatorio in comodato a Retesalute: la minoranza abbandona l'aula
L'edificio degli ex ambulatori medici di Via Volta, tra Rogoredo e Cassina de' Bracchi, è stato concesso in comodato d'uso a Retesalute per la realizzazione di un nuovo progetto di housing sociale. Una delibera approvata – ieri sera in consiglio comunale – dalla sola maggioranza consiliare. L'opposizione CasateSi ha deciso di non partecipare alla discussione sul punto e dunque alla votazione; per la verità il capogruppo Angelo Perego aveva subito chiesto la parola, esprimendo una serie di dubbi sia sul merito, sia sulla forma del documento.
Per quanto riguarda il secondo aspetto, l'esponente della minoranza ha ricordato le perplessità già sollevate nella seduta consiliare di fine anno – con una mozione presentata sul tema e bocciata dalla maggioranza - quando il sindaco Filippo Galbiati aveva garantito un aggiornamento puntuale sul tema che, a detta di Perego, non ci sarebbe però stato.

''Quegli ambulatori non funzionano da due anni e mezzo. In questo mandato voi avete sempre parlato di questo obiettivo di assistenza temporanea ma ad oggi, noi non abbiamo visto alcun documento. C'è stata solo un'interlocuzione in conferenza capigruppo, mentre nelle commissioni non se ne è mai parlato. Questa sera votiamo a fronte di una semplice delibera inserita all'ordine del giorno, di cui peraltro non abbiamo gli allegati. Per noi non è questo il modo di gestire un tema così importante. Il consiglio avrebbe dovuto muoversi in maniera compatta, pertanto i documenti avrebbero dovuto essere completi'' ha spiegato Perego, secondo il quale non vi sarebbero indicazioni precise, né sul progetto, né sul finanziamento. ''Si parla di PNRR, poi di un bando regionale, infine di un bando generico, altrimenti si prospetta entro il 31 dicembre la risoluzione. Siamo in grado di deliberare in queste condizioni? Noi crediamo di no e se si deciderà di procedere oltre, non prenderemo parte alla discussione''.
Infine, la critica nel merito del progetto. ''Riteniamo che l'iniziativa sia certamente meritevole, ma noi abbiamo raccolto 706 firme in una decina di giorni da parte di cittadini casatesi che chiedono che lì si faccia qualcos'altro. Per l'housing sociale possiamo trovare una sede alternativa: in Via Volta servono spazi per giovani e per la nostra comunità'' ha concluso Perego citando l'esempio di Montevecchia che a fronte di un'opera già finanziata e pronta a partire, ha fatto dietro-front a seguito della contrarietà di molti cittadini. ''Rinviamo questa discussione per rispetto del consiglio e dei casatesi''.

Un appello caduto nel vuoto. Il sindaco Filippo Galbiati, nel suo intervento, ha ritenuto di aver agito correttamente: ''circa il metodo, qui non stiamo approvando il progetto. Questo è un atto preliminare, così come abbiamo fatto per i locali di Via Misericordia concessi all'Ambito per il Centro per la Famiglia. Stiamo mettendo Retesalute nelle condizioni di andare avanti. Mi rendo conto che la tempistica è stringente, ma ci sono delle risorse già a disposizione, pertanto bisogna fare in fretta'' ha detto, specificando che i fondi PNRR assegnati ad un altro progetto dell'Ambito, si sono nel frattempo liberati e possono dunque essere utilizzati per l'housing sociale di Casatenovo.
''Io criticità non ne vedo: si tratta di un atto di indirizzo per la concessione di un immobile, tema di cui peraltro abbiamo già discusso un paio di volte qui in consiglio comunale. Avrei anche potuto portarlo semplicemente in giunta, mi ci tenevo a condividerlo con voi questa sera perchè si tratta di un tema importante'' ha aggiunto Galbiati, ricordando quanto l'emergenza abitativa sia prioritaria nell'agenda degli amministratori del territorio. ''Inizialmente come Casatese ci eravamo mossi in maniera compatta su Villa Cioja, sostenendo il progetto di Missaglia, ma quando l'immobile si è rivelato non adatto a questo scopo, abbiamo valutato altre alternative sul nostro comune. Oltre agli ex ambulatori, è stata presa in esame l'opzione Cascina Levada, ma i tecnici non l'hanno ritenuta adeguata''.

La parola è passata poi a Fabio Crippa, nella duplice veste di consigliere di maggioranza e presidente dell'Ambito di Merate. Nel ripercorrere tutti i passaggi espletati nell'ultimo anno, l'amministratore ha rivelato che erano state proprio alcune associazioni di Casatenovo a suggerire all'Amministrazione un intervento sul tema dell'emergenza abitativa.
Nel giustificare l'esigenza di portare la delibera in votazione ieri sera, Crippa ha spiegato che l'Ambito ha avuto notizia delle risorse rimesse in gioco (circa 200mila euro) - poiché spostate da un intervento precedentemente finanziato nel meratese, ma ''bloccatosi'' - solo qualche giorno fa. Il 17 marzo all'unanimità, l'assemblea dei soci ha votato il cambio di destinazione di quei fondi che sono stati girati su altri interventi, tra cui quello di Casatenovo.
''I lavori vanno conclusi entro il 30 giugno, con il collaudo da eseguire entro la fine di agosto'' ha aggiunto. ''Non sarà soltanto un intervento di housing sociale, ma centro servizi. Oltre a 8-9 posti letto per persone in difficoltà, di Casatenovo e del territorio, ci saranno un'altra serie di attività grazie al coinvolgimento di alcune associazioni''.

Il progetto è stato illustrato più nei dettagli dal direttore generale di Retesalute, dottor Luca Rigamonti, intervenuto in consiglio comunale. Ma prima che quest'ultimo prendesse la parola, i consiglieri di minoranza – dunque Angelo Perego, Chiara Caspani, Alessio Cabello, Cristina Pozzi e Barbara Paleari – hanno abbandonato l'aula, in dissenso rispetto alla scelta del Comune di proseguire nella trattazione della delibera.
''Il centro sarà rivolto ai cittadini che si trovano in condizioni di emergenza abitativa o necessitano di soluzioni temporanee, come nei casi di sfratti esecutivi, incendi o cedimenti strutturali delle abitazioni. Sono situazioni che io stesso, quando sono stato sindaco, avevo dovuto affrontare, non senza difficoltà. I servizi offerti includeranno accoglienza, ascolto dei bisogni e presa in carico delle persone, con un orientamento verso i servizi del territorio. Il centro sarà accessibile a tutti i cittadini, gratuito e aperto senza particolari restrizioni'' ha detto Rigamonti. ''Saranno disponibili tra le 7 e le 9 postazioni abitative. L’auspicio da parte nostra è quello di riuscire a portare avanti con successo anche questa iniziativa, rispondendo concretamente ai bisogni delle persone. Posso garantirvi che, come da nostra prassi, gestiremo l'immobile con grande attenzione e cura, come se fosse patrimonio nostro''.

A chiudere la discussione, è stato l'intervento di Filippo Galbiati. ''Il tema, mi ricordava il vicesindaco, è stato affrontato anche durante le assemblee di frazione, nel corso delle quali è stata presentata una slide informativa ai cittadini. Personalmente mi sento assolutamente sereno: come sindaco ritengo di aver adempiuto al mio dovere in termini di condivisione e trasparenza. Nutro grande rispetto per la petizione promossa, ma ne sono venuto a conoscenza tramite i giornali e non dispongo di informazioni dirette sulle modalità con cui è stata effettuata né sulla sua eventuale certificazione delle firme'' ha detto. ''I percorsi di democrazia partecipata sono per loro natura complessi e articolati: non si esauriscono con un semplice gesto o un clic, ma richiedono un coinvolgimento reale e consapevole da parte della comunità''.

Galbiati è poi tornato sulle priorità di intervento sociali del gruppo di maggioranza. ''La centralità della persona rappresenta un punto cardine del nostro programma elettorale, successivamente recepito anche nel DUP. Oggi assistiamo a una crescente divaricazione sociale: anche nei nostri territori, pur dotati di servizi, si evidenzia un progressivo ampliamento della forbice sociale. Una parte della popolazione si trova infatti in condizioni di fragilità, dovute a stipendi insufficienti, difficoltà economiche, solitudine o disabilità. È proprio su queste situazioni che si concentra il cuore della nostra azione amministrativa'' ha concluso, citando le novità di questi mesi: dallo sportello sociale della CRI a Campofiorenzo, al centro diurno integrato aperto dalla Fondazione Monzini, senza tralasciare le altre realtà presenti in paese. ''Grande attenzione è stata dedicata anche ai giovani, attraverso iniziative realizzate in collaborazione con ReteSalute e Piazza l’Idea. L’esperienza dell’aula studio a Villa Facchi si è rivelata positiva, così come lo sportello psicologico1524 portato avanti con ASST Lecco e inserito in una rete più ampia di interventi. Ora dovremo trovare nuovi spazi perchè le richieste nel frattempo sono triplicate''.
La successiva votazione, con la sola maggioranza in aula, ha tracciato dunque il destino degli ambulatori, con la raccolta firme promossa da CasateSi che di fatto si è rivelata vana rispetto a quello che era il suo scopo.
Per quanto riguarda il secondo aspetto, l'esponente della minoranza ha ricordato le perplessità già sollevate nella seduta consiliare di fine anno – con una mozione presentata sul tema e bocciata dalla maggioranza - quando il sindaco Filippo Galbiati aveva garantito un aggiornamento puntuale sul tema che, a detta di Perego, non ci sarebbe però stato.

Angelo Perego, capogruppo di CasateSi
''Quegli ambulatori non funzionano da due anni e mezzo. In questo mandato voi avete sempre parlato di questo obiettivo di assistenza temporanea ma ad oggi, noi non abbiamo visto alcun documento. C'è stata solo un'interlocuzione in conferenza capigruppo, mentre nelle commissioni non se ne è mai parlato. Questa sera votiamo a fronte di una semplice delibera inserita all'ordine del giorno, di cui peraltro non abbiamo gli allegati. Per noi non è questo il modo di gestire un tema così importante. Il consiglio avrebbe dovuto muoversi in maniera compatta, pertanto i documenti avrebbero dovuto essere completi'' ha spiegato Perego, secondo il quale non vi sarebbero indicazioni precise, né sul progetto, né sul finanziamento. ''Si parla di PNRR, poi di un bando regionale, infine di un bando generico, altrimenti si prospetta entro il 31 dicembre la risoluzione. Siamo in grado di deliberare in queste condizioni? Noi crediamo di no e se si deciderà di procedere oltre, non prenderemo parte alla discussione''.

Gli ex ambulatori di Via Volta
Infine, la critica nel merito del progetto. ''Riteniamo che l'iniziativa sia certamente meritevole, ma noi abbiamo raccolto 706 firme in una decina di giorni da parte di cittadini casatesi che chiedono che lì si faccia qualcos'altro. Per l'housing sociale possiamo trovare una sede alternativa: in Via Volta servono spazi per giovani e per la nostra comunità'' ha concluso Perego citando l'esempio di Montevecchia che a fronte di un'opera già finanziata e pronta a partire, ha fatto dietro-front a seguito della contrarietà di molti cittadini. ''Rinviamo questa discussione per rispetto del consiglio e dei casatesi''.

Il sindaco Filippo Galbiati
Un appello caduto nel vuoto. Il sindaco Filippo Galbiati, nel suo intervento, ha ritenuto di aver agito correttamente: ''circa il metodo, qui non stiamo approvando il progetto. Questo è un atto preliminare, così come abbiamo fatto per i locali di Via Misericordia concessi all'Ambito per il Centro per la Famiglia. Stiamo mettendo Retesalute nelle condizioni di andare avanti. Mi rendo conto che la tempistica è stringente, ma ci sono delle risorse già a disposizione, pertanto bisogna fare in fretta'' ha detto, specificando che i fondi PNRR assegnati ad un altro progetto dell'Ambito, si sono nel frattempo liberati e possono dunque essere utilizzati per l'housing sociale di Casatenovo.
''Io criticità non ne vedo: si tratta di un atto di indirizzo per la concessione di un immobile, tema di cui peraltro abbiamo già discusso un paio di volte qui in consiglio comunale. Avrei anche potuto portarlo semplicemente in giunta, mi ci tenevo a condividerlo con voi questa sera perchè si tratta di un tema importante'' ha aggiunto Galbiati, ricordando quanto l'emergenza abitativa sia prioritaria nell'agenda degli amministratori del territorio. ''Inizialmente come Casatese ci eravamo mossi in maniera compatta su Villa Cioja, sostenendo il progetto di Missaglia, ma quando l'immobile si è rivelato non adatto a questo scopo, abbiamo valutato altre alternative sul nostro comune. Oltre agli ex ambulatori, è stata presa in esame l'opzione Cascina Levada, ma i tecnici non l'hanno ritenuta adeguata''.

Al centro Fabio Crippa, consigliere di maggioranza e presidente dell'Ambito
La parola è passata poi a Fabio Crippa, nella duplice veste di consigliere di maggioranza e presidente dell'Ambito di Merate. Nel ripercorrere tutti i passaggi espletati nell'ultimo anno, l'amministratore ha rivelato che erano state proprio alcune associazioni di Casatenovo a suggerire all'Amministrazione un intervento sul tema dell'emergenza abitativa.
Nel giustificare l'esigenza di portare la delibera in votazione ieri sera, Crippa ha spiegato che l'Ambito ha avuto notizia delle risorse rimesse in gioco (circa 200mila euro) - poiché spostate da un intervento precedentemente finanziato nel meratese, ma ''bloccatosi'' - solo qualche giorno fa. Il 17 marzo all'unanimità, l'assemblea dei soci ha votato il cambio di destinazione di quei fondi che sono stati girati su altri interventi, tra cui quello di Casatenovo.
''I lavori vanno conclusi entro il 30 giugno, con il collaudo da eseguire entro la fine di agosto'' ha aggiunto. ''Non sarà soltanto un intervento di housing sociale, ma centro servizi. Oltre a 8-9 posti letto per persone in difficoltà, di Casatenovo e del territorio, ci saranno un'altra serie di attività grazie al coinvolgimento di alcune associazioni''.

La minoranza abbandona l'aula
Il progetto è stato illustrato più nei dettagli dal direttore generale di Retesalute, dottor Luca Rigamonti, intervenuto in consiglio comunale. Ma prima che quest'ultimo prendesse la parola, i consiglieri di minoranza – dunque Angelo Perego, Chiara Caspani, Alessio Cabello, Cristina Pozzi e Barbara Paleari – hanno abbandonato l'aula, in dissenso rispetto alla scelta del Comune di proseguire nella trattazione della delibera.
''Il centro sarà rivolto ai cittadini che si trovano in condizioni di emergenza abitativa o necessitano di soluzioni temporanee, come nei casi di sfratti esecutivi, incendi o cedimenti strutturali delle abitazioni. Sono situazioni che io stesso, quando sono stato sindaco, avevo dovuto affrontare, non senza difficoltà. I servizi offerti includeranno accoglienza, ascolto dei bisogni e presa in carico delle persone, con un orientamento verso i servizi del territorio. Il centro sarà accessibile a tutti i cittadini, gratuito e aperto senza particolari restrizioni'' ha detto Rigamonti. ''Saranno disponibili tra le 7 e le 9 postazioni abitative. L’auspicio da parte nostra è quello di riuscire a portare avanti con successo anche questa iniziativa, rispondendo concretamente ai bisogni delle persone. Posso garantirvi che, come da nostra prassi, gestiremo l'immobile con grande attenzione e cura, come se fosse patrimonio nostro''.

Primo da destra Luca Rigamonti, dg di Retesalute
A chiudere la discussione, è stato l'intervento di Filippo Galbiati. ''Il tema, mi ricordava il vicesindaco, è stato affrontato anche durante le assemblee di frazione, nel corso delle quali è stata presentata una slide informativa ai cittadini. Personalmente mi sento assolutamente sereno: come sindaco ritengo di aver adempiuto al mio dovere in termini di condivisione e trasparenza. Nutro grande rispetto per la petizione promossa, ma ne sono venuto a conoscenza tramite i giornali e non dispongo di informazioni dirette sulle modalità con cui è stata effettuata né sulla sua eventuale certificazione delle firme'' ha detto. ''I percorsi di democrazia partecipata sono per loro natura complessi e articolati: non si esauriscono con un semplice gesto o un clic, ma richiedono un coinvolgimento reale e consapevole da parte della comunità''.

Galbiati è poi tornato sulle priorità di intervento sociali del gruppo di maggioranza. ''La centralità della persona rappresenta un punto cardine del nostro programma elettorale, successivamente recepito anche nel DUP. Oggi assistiamo a una crescente divaricazione sociale: anche nei nostri territori, pur dotati di servizi, si evidenzia un progressivo ampliamento della forbice sociale. Una parte della popolazione si trova infatti in condizioni di fragilità, dovute a stipendi insufficienti, difficoltà economiche, solitudine o disabilità. È proprio su queste situazioni che si concentra il cuore della nostra azione amministrativa'' ha concluso, citando le novità di questi mesi: dallo sportello sociale della CRI a Campofiorenzo, al centro diurno integrato aperto dalla Fondazione Monzini, senza tralasciare le altre realtà presenti in paese. ''Grande attenzione è stata dedicata anche ai giovani, attraverso iniziative realizzate in collaborazione con ReteSalute e Piazza l’Idea. L’esperienza dell’aula studio a Villa Facchi si è rivelata positiva, così come lo sportello psicologico1524 portato avanti con ASST Lecco e inserito in una rete più ampia di interventi. Ora dovremo trovare nuovi spazi perchè le richieste nel frattempo sono triplicate''.
La successiva votazione, con la sola maggioranza in aula, ha tracciato dunque il destino degli ambulatori, con la raccolta firme promossa da CasateSi che di fatto si è rivelata vana rispetto a quello che era il suo scopo.
G.C.


















