Casatenovo: un poetry slam tutto al femminile a Villa Facchi
Una gara a colpi di versi quella che si è tenuta nel tardo pomeriggio di sabato 21 marzo presso la sala civica di Villa Facchi a Casatenovo. Sei artiste si sono sfidate in un poetry slam, competizione di poesia performativa sotto la guida di Andrea Corbetta, in arte Andy Dark Art, e dello special guest Stefano Goldaniga, vincitore dello Zelig Poetry Slam 2023 e del Premio BAM 2025.

Questo appuntamento, preceduto dalla presentazione del volume “Parlami ancora” dell’autrice Maria Alessandra Pisano, ha chiuso la rassegna letteraria e delle arti Intrecci, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Casatenovo in collaborazione con la Biblioteca e la Cooperativa sociale Lo Sciame di Arcore con il primo ente rappresentato dall’assessore alla cultura Gaia Riva e la seconda realtà dalla responsabile degli eventi culturali Martina Garancini.

“Questa sera chiudiamo la serie di incontri con una gara poetica, sono molto contenta perché non ho mai assistito a una cosa del genere e penso sia una novità anche per molti di voi tra il pubblico. Abbiamo tenuto particolarmente ad avere tutte poetesse donne perché il filo rosso della rassegna è stato il mondo femminile e Andrea è riuscito a coinvolgere tante artiste di talento. Ringrazio Andrea e Stefano e soprattutto le sei verseggiatrici che si sono messe in gioco per questo momento di divertimento e condivisione” ha affermato in apertura Martina Garancini.

A inaugurare la competizione è intervenuto Andrea Corbetta, cittadino barzanese appassionato da sempre di poesia, ma approcciatosi al poetry slam da circa tre anni. “La poesia mi accompagna ormai da molto tempo, all’inizio alternata con altre forme artistiche quali la fotografia e il disegno. Poi mi sono avvicinato alla sua forma performativa e mi ha travolto come un fiume in piena fino a condurmi al poetry slam e a conoscere tantissimi artisti, tra cui le donne che si esibiranno oggi. Io stasera sarò il maestro della cerimonia e condurrò l’evento con l’aiuto di Stefano, che ringrazio molto per essere qui” ha spiegato il poeta.
Si è poi soffermato sul regolamento di tale gara, costituito da pochi, ma fondamentali criteri. La durata massima dell’esibizione non può superare i 3 minuti, mentre gli artisti devono affidarsi esclusivamente alla propria voce e al proprio corpo, senza utilizzare musica, costumi o oggetti di scena. I testi devono essere originali, scritti di proprio pugno, e sono valutati da una giuria, composta da cinque persone del pubblico, attraverso una lavagnetta su cui si può esprimere il proprio voto da 1 a 10.

A seguito delle doverose premesse, la gara, costituita da due manche, ha finalmente avuto inizio e le poetesse hanno potuto mostrare le loro abilità e la loro creatività, trasformando il palco in un campo di battaglia fatto di metafore e verità nude, dove ogni parola pensata e ogni verso scandito hanno saputo incantare il pubblico.

Alice ha trasformato la fragilità della malattia e della depressione in lotta e in voce, mescolando la tristezza e la malinconia con la luminosità della rinascita e della comprensione. Zoe ha scelto di parlare di un’anziana che, nonostante sia stata costretta a migrare per la guerra, ha deciso di non odiare mai, per poi soffermarsi sull’importanza di dire no per evitare di diventare vittima di tutto quello che succede attorno. Giulia ha regalato dei sorrisi con una poesia ironica sulle mestruazioni, toccando invece in seguito il delicato tema dei femminicidi, una realtà ancora fin troppo presente nel mondo di oggi.

Jade ha trattato argomenti forti con grande espressività, dimostrando come l’odio e la depressione, indipendentemente dalle etichette di genere, tocchino tutta l’umanità, sia nell’individuale sia nella comunità. Ilaria ha portato sul palco due poesie di resistenza, esplorando la complessità della vita di una giovane donna e soffermandosi sul suo disagio sperimentato in situazioni lavorative e personali. Infine Francesca, entrata nel mondo poetico performativo da pochi mesi, ha raccontato cos’è per lei il poetry slam, per poi soffermarsi sul cambiamento della percezione del mondo che ci circonda e di quello che siamo durante una giornata.

Tra la prima e la seconda manche Stefano Goldaniga ha intrattenuto il pubblico con diverse brevi esibizioni. Classe 1994 e originario di Crema, è il vicecampione italiano di improvvisazione sia individuale sia a squadre, oltre a essere finalista e vincitore di diversi premi di poetry slam sull’intero territorio italiano. La capacità di inventare poesie partendo dagli stimoli più disparati e l’abilità del modificare il ritmo di recitazione su comando hanno colpito particolarmente il pubblico casatese, ammaliato dalla naturalezza con cui l’artista ha saputo intrecciare gioco e poesia.

Tra versi intensi e risate collettive, la gara si è conclusa con la vittoria a parimerito delle poetesse Jade e Zoe, premiate con una bottiglia di prosecco che hanno condiviso poi con l’intero gruppo. Andrea ha voluto però riconoscere l’impegno di tutte le artiste presenti, regalando un piccolo omaggio e augurando loro di continuare a fare poesia come atto di resistenza e di amore. Un gesto semplice, ma che è stato in grado di suggellare un’atmosfera di sorellanza dove la competizione ha ceduto il passo alla condivisione.

Questo appuntamento, preceduto dalla presentazione del volume “Parlami ancora” dell’autrice Maria Alessandra Pisano, ha chiuso la rassegna letteraria e delle arti Intrecci, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Casatenovo in collaborazione con la Biblioteca e la Cooperativa sociale Lo Sciame di Arcore con il primo ente rappresentato dall’assessore alla cultura Gaia Riva e la seconda realtà dalla responsabile degli eventi culturali Martina Garancini.

“Questa sera chiudiamo la serie di incontri con una gara poetica, sono molto contenta perché non ho mai assistito a una cosa del genere e penso sia una novità anche per molti di voi tra il pubblico. Abbiamo tenuto particolarmente ad avere tutte poetesse donne perché il filo rosso della rassegna è stato il mondo femminile e Andrea è riuscito a coinvolgere tante artiste di talento. Ringrazio Andrea e Stefano e soprattutto le sei verseggiatrici che si sono messe in gioco per questo momento di divertimento e condivisione” ha affermato in apertura Martina Garancini.

A inaugurare la competizione è intervenuto Andrea Corbetta, cittadino barzanese appassionato da sempre di poesia, ma approcciatosi al poetry slam da circa tre anni. “La poesia mi accompagna ormai da molto tempo, all’inizio alternata con altre forme artistiche quali la fotografia e il disegno. Poi mi sono avvicinato alla sua forma performativa e mi ha travolto come un fiume in piena fino a condurmi al poetry slam e a conoscere tantissimi artisti, tra cui le donne che si esibiranno oggi. Io stasera sarò il maestro della cerimonia e condurrò l’evento con l’aiuto di Stefano, che ringrazio molto per essere qui” ha spiegato il poeta.

A seguito delle doverose premesse, la gara, costituita da due manche, ha finalmente avuto inizio e le poetesse hanno potuto mostrare le loro abilità e la loro creatività, trasformando il palco in un campo di battaglia fatto di metafore e verità nude, dove ogni parola pensata e ogni verso scandito hanno saputo incantare il pubblico.

Alice ha trasformato la fragilità della malattia e della depressione in lotta e in voce, mescolando la tristezza e la malinconia con la luminosità della rinascita e della comprensione. Zoe ha scelto di parlare di un’anziana che, nonostante sia stata costretta a migrare per la guerra, ha deciso di non odiare mai, per poi soffermarsi sull’importanza di dire no per evitare di diventare vittima di tutto quello che succede attorno. Giulia ha regalato dei sorrisi con una poesia ironica sulle mestruazioni, toccando invece in seguito il delicato tema dei femminicidi, una realtà ancora fin troppo presente nel mondo di oggi.

Jade ha trattato argomenti forti con grande espressività, dimostrando come l’odio e la depressione, indipendentemente dalle etichette di genere, tocchino tutta l’umanità, sia nell’individuale sia nella comunità. Ilaria ha portato sul palco due poesie di resistenza, esplorando la complessità della vita di una giovane donna e soffermandosi sul suo disagio sperimentato in situazioni lavorative e personali. Infine Francesca, entrata nel mondo poetico performativo da pochi mesi, ha raccontato cos’è per lei il poetry slam, per poi soffermarsi sul cambiamento della percezione del mondo che ci circonda e di quello che siamo durante una giornata.

Tra la prima e la seconda manche Stefano Goldaniga ha intrattenuto il pubblico con diverse brevi esibizioni. Classe 1994 e originario di Crema, è il vicecampione italiano di improvvisazione sia individuale sia a squadre, oltre a essere finalista e vincitore di diversi premi di poetry slam sull’intero territorio italiano. La capacità di inventare poesie partendo dagli stimoli più disparati e l’abilità del modificare il ritmo di recitazione su comando hanno colpito particolarmente il pubblico casatese, ammaliato dalla naturalezza con cui l’artista ha saputo intrecciare gioco e poesia.

Tra versi intensi e risate collettive, la gara si è conclusa con la vittoria a parimerito delle poetesse Jade e Zoe, premiate con una bottiglia di prosecco che hanno condiviso poi con l’intero gruppo. Andrea ha voluto però riconoscere l’impegno di tutte le artiste presenti, regalando un piccolo omaggio e augurando loro di continuare a fare poesia come atto di resistenza e di amore. Un gesto semplice, ma che è stato in grado di suggellare un’atmosfera di sorellanza dove la competizione ha ceduto il passo alla condivisione.
C.Fu.


















