Questa è anche una vittoria generazionale e un segnale politico importante

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Festeggiamo la vittoria del NO al referendum, che rappresenta anche il primo slancio verso una corsa: la corsa a costruire un’alternativa per il Paese che sia credibile, seria e inclusiva, lontana dall’arroganza che ha contraddistinto l’attuale maggioranza. Gli italiani lo hanno detto ancora una volta chiaramente: chi prova a forzare, viene fermato.
Questa è anche una vittoria generazionale: la valanga di NO che è emersa dalle urne ha una componente fortemente giovanile. I dati lo confermano: tra i 18 e i 34 anni oltre il 61% degli elettori ha scelto il NO, segno di una partecipazione consapevole e determinata delle nuove generazioni.
In Lombardia abbiamo fatto la nostra parte fino in fondo, dando la possibilità a 1800 fuorisede di votare, mentre il governo ha scelto di non garantire questo diritto per paura dell’esito del voto. È un fatto grave, a cui abbiamo risposto con organizzazione e responsabilità.
Il risultato rappresenta inoltre un segnale politico molto importante: molti elettori del NO non avevano votato il centrosinistra alle ultime elezioni politiche. Questo ci dice che esiste uno spazio largo che dobbiamo essere capaci di intercettare. Da qui al prossimo anno dovremo lavorare per riportare queste persone alle urne e costruire un’alternativa credibile e partecipata.
Ci siamo, siamo pronti: questa è la cosa più importante. 
Pietro Radaelli, segretario GD Lombardia
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