I Lions del territorio al ristorante InGalera di Bollate

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''La paura ti rende prigioniero, la speranza può renderti libero''. Questa è una delle tante espressioni pronte ad accogliere gli ospiti della realtà del ristorante stellato ''InGalera'' di Bollate all’interno della struttura di detenzione.
I Lions Club Castello Brianza Laghi, Merate e Brianza Colli hanno concluso, nella serata di martedì 24 marzo in questa pregevole realtà, il percorso d’incontro con i detenuti appartenenti al gruppo di arteterapia condotto da Luisa Colombo, supportata da educatrici e volontari.
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L’esperienza di condivisione dei propri vissuti all’interno di un contesto particolare come il carcere, mette inevitabilmente in gioco la sospensione del giudizio e pertanto in un tempo e in uno spazio definito dove i confini e le barriere dei singoli cessano di essere; si concretizza l’ascolto sincero, l’incontro e la relazione che sono occasione unica al di fuori di tale realtà.
''Paradossalmente in un luogo come il carcere dove la libertà è limitata, abbiamo sperimentato la libertà dell’incontro con l’altro, con le sue esperienze di vita, pur anche nell’errore, e di sofferenza che appartengono all’umanità'' fanno sapere i Lions.
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''L’esperienza vissuta - pur rappresentando un piccolo spiraglio, uno sguardo verso un mondo così diverso, sconosciuto che a tratti può far paura - lascia comunque una forte riflessione una profonda emozione e una certezza sulla responsabilità dei singoli, ma anche della corresponsabilità di tutti. Una ferma convinzione di quanto l’etica, dai Lions fortemente promossa e sostenuta da oltre un secolo, sia nell’agito quotidiano fondamentale'' proseguono.
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Luisa Colombo ha illustrato a tutti i presenti le attività ad oggi attive e soprattutto le iniziative in corso di progettazione volte ad offrire  per tutti coloro che avranno una seconda opportunità - di ritornare nel contesto civico di trovare aiuti concreti, non dimenticando l’importanza delle attività del gruppo di arteterapia utili a ridare dignità civica, senso ad un futuro che forse non vedrà una libertà all’esterno della mura, ma che l’animo umano ha necessità di sentire per poter vivere.
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