Casatese: presunti maltrattamenti sulla figlia. Coniugi a processo
Un'intera famiglia – o quasi – finita a processo per maltrattamenti. Della delicata vicenda, risalente a un anno e mezzo fa, si è entrati nel vivo ieri mattina in Tribunale a Lecco, dove- al cospetto del giudice in ruolo monocratico Gian Maria Marletti – è proseguito il procedimento penale a carico di due coniugi di origine marocchina, da tempo in Italia, chiamati a rispondere appunto delle presunte vessazioni ai danni della secondogenita, con la quale condividevano l'abitazione in un comune del Casatese.
All'epoca adolescente, la ragazza avrebbe confidato ad una compagna di classe e poi ad un paio di insegnanti, i maltrattamenti subiti dal padre, a suo dire particolarmente severo nei suoi riguardi.
Una situazione che – come hanno ricordato i testimoni escussi mercoledì mattina in Aula – sarebbe degenerata nell'ottobre 2024 quando la minore appunto, si sarebbe sfogata con la coetanea, riferendole di essere stata picchiata in più occasioni dal genitore. Al centro di uno degli episodi contestati, il rinvenimento – da parte dell'uomo – di un pacchetto di sigarette tra gli effetti personali della giovane, circostanza che lo avrebbe mandato su tutte le furie. Una reazione analoga l'imputato l'avrebbe avuta dinnanzi ad alcune fotografie che ritraevano la figlia mentre fumava uno spinello.

Se all'uomo vengono contestati un eccessivo controllo, atteggiamenti verbali aggressivi, ma anche percosse, nei confronti della ragazza, la madre e il fratello invece avrebbero di fatto difeso la linea del capofamiglia, senza tutelare le ragioni della congiunta che, a inizio 2025, sarebbe stata prelevata dall'istituto superiore che all'epoca dei fatti frequentava, e portata in una comunità protetta.
A far scattare l'intervento delle Forze dell'ordine e a seguire dei Servizi Sociali del Comune di residenza, è stato infatti il racconto che la giovane avrebbe condiviso con una delle sue insegnanti, al termine di una lezione.
''Mi aveva detto che non ce la faceva più ad andare avanti perchè i genitori la maltrattavano'' ha detto al giudice la donna, escussa in qualità di teste del pubblico ministero, ricordando che la ragazza le aveva mostrato alcuni lividi che aveva sul corpo, sostenendo appunto, che fossero la conseguenza delle percosse subite, con le mani, ma anche con una cintura.
Da qui la segnalazione alla dirigente e alla coordinatrice di classe che nelle settimane successive avrebbe raccolto ulteriori riscontri dalla giovane. ''Era spesso giù di morale quando si trovava in classe'' ha ricordato la docente, spiegando che la situazione era poi degenerata nelle settimane successive quando la studentessa avrebbe ricevuto anche delle minacce di morte dal genitore in occasione di un incontro fissato con i Servizi Sociali del Comune. Con l'inizio del 2025 la decisione del Tribunale dei Minorenni di allontanare la ragazza dal contesto familiare.
Della questione si sono occupati anche i Carabinieri, che di fatto - come ha ricordato ieri in Aula il luogotenente Christian Cucciniello, a capo della stazione di Casatenovo - hanno escusso a sommarie informazioni la compagna e le docenti che avevano raccolto le confidenze della ragazza, interloquendo sia con la Procura di Lecco, che con la Procura dei Minori. Nel fascicolo d'indagine, oltre ai genitori, era stato iscritto anche il fratello che all'epoca dei fatti non aveva ancora diciott'anni.
Una vicenda sul piano penale ancora aperta, ma che sembrerebbe essersi poi appianata dopo la decisione della giovane di rientrare in famiglia, superando così le divergenze di quel periodo.
Il procedimento penale a carico dei genitori proseguirà il prossimo 29 maggio quando saranno ascoltati i testimoni della parte civile (a costituirsi è stato il curatore ndr), nello specifico uno dei militari occupatosi della vicenda e gli assistenti sociali di Retesalute.
All'epoca adolescente, la ragazza avrebbe confidato ad una compagna di classe e poi ad un paio di insegnanti, i maltrattamenti subiti dal padre, a suo dire particolarmente severo nei suoi riguardi.
Una situazione che – come hanno ricordato i testimoni escussi mercoledì mattina in Aula – sarebbe degenerata nell'ottobre 2024 quando la minore appunto, si sarebbe sfogata con la coetanea, riferendole di essere stata picchiata in più occasioni dal genitore. Al centro di uno degli episodi contestati, il rinvenimento – da parte dell'uomo – di un pacchetto di sigarette tra gli effetti personali della giovane, circostanza che lo avrebbe mandato su tutte le furie. Una reazione analoga l'imputato l'avrebbe avuta dinnanzi ad alcune fotografie che ritraevano la figlia mentre fumava uno spinello.

Se all'uomo vengono contestati un eccessivo controllo, atteggiamenti verbali aggressivi, ma anche percosse, nei confronti della ragazza, la madre e il fratello invece avrebbero di fatto difeso la linea del capofamiglia, senza tutelare le ragioni della congiunta che, a inizio 2025, sarebbe stata prelevata dall'istituto superiore che all'epoca dei fatti frequentava, e portata in una comunità protetta.
A far scattare l'intervento delle Forze dell'ordine e a seguire dei Servizi Sociali del Comune di residenza, è stato infatti il racconto che la giovane avrebbe condiviso con una delle sue insegnanti, al termine di una lezione.
''Mi aveva detto che non ce la faceva più ad andare avanti perchè i genitori la maltrattavano'' ha detto al giudice la donna, escussa in qualità di teste del pubblico ministero, ricordando che la ragazza le aveva mostrato alcuni lividi che aveva sul corpo, sostenendo appunto, che fossero la conseguenza delle percosse subite, con le mani, ma anche con una cintura.
Da qui la segnalazione alla dirigente e alla coordinatrice di classe che nelle settimane successive avrebbe raccolto ulteriori riscontri dalla giovane. ''Era spesso giù di morale quando si trovava in classe'' ha ricordato la docente, spiegando che la situazione era poi degenerata nelle settimane successive quando la studentessa avrebbe ricevuto anche delle minacce di morte dal genitore in occasione di un incontro fissato con i Servizi Sociali del Comune. Con l'inizio del 2025 la decisione del Tribunale dei Minorenni di allontanare la ragazza dal contesto familiare.
Della questione si sono occupati anche i Carabinieri, che di fatto - come ha ricordato ieri in Aula il luogotenente Christian Cucciniello, a capo della stazione di Casatenovo - hanno escusso a sommarie informazioni la compagna e le docenti che avevano raccolto le confidenze della ragazza, interloquendo sia con la Procura di Lecco, che con la Procura dei Minori. Nel fascicolo d'indagine, oltre ai genitori, era stato iscritto anche il fratello che all'epoca dei fatti non aveva ancora diciott'anni.
Una vicenda sul piano penale ancora aperta, ma che sembrerebbe essersi poi appianata dopo la decisione della giovane di rientrare in famiglia, superando così le divergenze di quel periodo.
Il procedimento penale a carico dei genitori proseguirà il prossimo 29 maggio quando saranno ascoltati i testimoni della parte civile (a costituirsi è stato il curatore ndr), nello specifico uno dei militari occupatosi della vicenda e gli assistenti sociali di Retesalute.
G.C.



















