Casatenovo: con il giurista Castelli una serata per ribadire il NO a ogni conflitto

"L’Italia ripudia la guerra". Un incipit potente, che è tornato a risuonare con forza nella serata di mercoledì 25 marzo presso la sala consiliare Maldini di Casatenovo. L'Articolo 11 della Costituzione Italiana, infatti, non è stato solo una citazione formale, ma il cuore pulsante di "Guerra e pace: Costituzione e diritto internazionale", la prima di due conferenze pubbliche che propongono una lettura giuridica e istituzionale del tema del conflitto armato e dell’armonia tra i popoli. Un momento di riflessione profonda per ribadire come il rifiuto della belligeranza sia, oggi più che mai, un pilastro della nostra convivenza civile e diplomatica.
casatenovoguerrapace1.jpg (538 KB)
Il consigliere Francesco Sironi tra il giurista Francesco Castelli (a sinistra) e Romano Limonta dell'associazione Sulleregole

Grande l’interesse manifestato dal pubblico intervenuto alla serata, promossa dal Comune in collaborazione con il Comitato Lecchese per la Pace e la Cooperazione tra i Popoli, così come per le parole del relatore della serata Francesco Castelli, giurista e vicepresidente dell’associazione Sulleregole. A moderare la conferenza sono intervenuti i consiglieri Francesco Sironi e Paola Trabucchi, le cui parole hanno fatto seguito a quelle di Romano Limonta, fondatore dell’associazione Sulleregole, e di Maria Grazia Caglio, ai vertici del Comitato.
''Questo incontro apre un dittico di conferenze legato al tema del diritto internazionale, del suo valore e del suo rispetto, in un contesto storico in cui appare chiaro quanto questo argomento sia cruciale. Sotto i nostri occhi si stanno verificando delle questioni molto spinose e umanamente impegnative, ci è sembrato doveroso in quanto amministrazione comunale ragionare insieme su quello che sta succedendo'' ha aperto l’incontro il consigliere Sironi.
casatenovoguerrapace2.jpg (200 KB)
Ha preso poi la parola Caglio, sottolineando l’importanza di organizzare serate come queste e il duro lavoro svolto dal Comitato per la Pace: ''Quando avevamo lanciato l’invito allo sciopero per la pace per Gaza si era detto che non sarebbe stato un evento a sé stante, ma sarebbe seguito un cammino di approfondimento di ciò che stava accadendo nel mondo e queste serate ne sono la testimonianza. Il Comitato, grazie ai sussidi dei diversi Comuni appartenenti, riesce a finanziare quattro bandi l’anno, tenendo sempre in mente che dietro a me ci sono tantissime persone che si impegnano ormai da vent’anni e che ringrazio di cuore''.
casatenovoguerrapace3.jpg (274 KB)
Attraverso il suo intervento il giurista Castelli, preceduto dalla presentazione della sua figura professionale da parte di Limonta, non si è limitato a una semplice lettura dell’Articolo 11, ma ha intrapreso un percorso analitico e antropologico, utile a comprenderne le origini e le sue implicazioni attuali.
L’analisi è partita dai dati drammatici del rapporto SIPRI, secondo cui nel 2024 le risorse destinate dagli Stati alle armi ed eserciti hanno raggiunto la cifra di 2.718 miliardi di dollari, con un aumento del 9,4% rispetto al 2023. Sono 56 i conflitti attivi nel mondo e 92 i paesi coinvolti, numeri che hanno causato tra l’1 dicembre 2024 e il 30 novembre 2025 circa 240.000 vittime. ''Ma dietro questi numeri ci sono volti, ci sono persone'' ha sottolineato il relatore, richiamando le immagini del Festival della Fotografia Etica di Lodi per dare concretezza alle statistiche. Un mondo dove pochi sono sempre più ricchi e dove la disuguaglianza diventa il combustibile naturale per il conflitto violento.
casatenovoguerrapace6.jpg (481 KB)
''L’articolo 11 nasce da un grande cambiamento di mentalità e dall’investimento sulla fiducia come dispositivo di relazione, senza bisogno di un potere armato. Dopo secoli in cui la violenza è stata scelta sopra a ogni cosa, a seguito della Seconda Guerra mondiale è nato il timore che la forza rischiasse di innescare un meccanismo di rilancio senza fine, determinando inevitabilmente la distruzione gli uni degli altri. Se il conflitto armato è una decisione e non un dato naturale, anche la pace è una scelta etica e dunque non è solo desiderabile, ma realmente possibile'' ha spiegato Castelli.
casatenovoguerrapace4.jpg (392 KB)
Particolarmente affascinante l’approccio tecnico al testo, in grado di restituire un senso di indissolubile unità organica. Infatti non sono presenti punti fermi, ma l’articolo si presenta come un unico blocco testuale, a rappresentare il fatto che il contenuto debba essere colto nella sua interezza, ripudiando la guerra ma senza ignorare l’impegno proattivo verso le organizzazioni internazionali. Questa struttura evidenzia anche la lungimiranza visionaria dei padri costituenti, nel momento in cui, nonostante nel gennaio 1948 l’ONU non era ancora una realtà consolidata per l’Italia (che vi entrerà solo nel 1955), la Costituzione già parlava di limitazioni di sovranità e di organizzazioni internazionali.
casatenovoguerrapace5.jpg (97 KB)
Maria Grazia Caglio e Romano Limonta

''La pace nel nostro inquadramento costituzionale non è solo l’assenza di guerre – ha continuato Castelli – ma anche la promozione della giustizia sociale e la rimozione delle disuguaglianze. In questo contesto è basilare il rapporto tra gli articoli 11 e 3 in quanto quest’ultimo sancisce i principi fondamentali di uguaglianza formale e sostanziale. Se non c’è dignità, se c’è discriminazione, il conflitto diventa tragedia inevitabile. Il principio pacifista è un principio supremo perché difende l'inclusione''.
casatenovoguerrapace7.jpg (518 KB)
Infine, la serata ha toccato il tema della sovranità. In passato considerata un valore assoluto e intoccabile, con la Costituzione essa viene ceduta in vista di un bene superiore: la pace universale. Restano fermi, tuttavia, gli articoli 52 e 78, secondo cui la guerra non è ripudiata quando diventa lo strumento estremo per difendere la libertà democratica e i diritti inviolabili del territorio.
"La pace non riguarda poche minoranze – è stato il messaggio finale – ma è un elemento strutturale della nostra convivenza e come tale ognuno deve saperla cogliere e curare in chiave generativa".
casatenovoguerrapace8.jpg (347 KB)
Il prossimo appuntamento di questo ciclo di conferenze si terrà il 9 aprile alle ore 21 ancora una volta presso la sala consiliare Maldini, con l’intervento del giurista Bernardo Mageste Castelar Campos.
C.Fu.
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.