Missaglia: mozione respinta, la maggioranza conferma la fiducia a Benfatto

Piena fiducia nell'assessore Diego Benfatto. E' questo in sintesi l'esito della discussione di ieri sera in consiglio comunale a Missaglia, a seguito della mozione presentata dal gruppo di minoranza Centrodestra Unito che, prendendo spunto da un post condiviso su Facebook lo scorso febbraio dall'esponente della giunta Redaelli, ne ha chiesto le dimissioni. 
Le affermazioni di Benfatto traevano origine degli scontri avvenuti durante il corteo per Askatasuna - lo storico spazio autogestito di Torino - con esponenti della Polizia violentemente percossi dai manifestanti; immagini che hanno riempito per giorni le cronache, scatenando polemiche un po' in tutto lo stivale.
Proprio su questa vicenda si era espresso l'assessore, in questi termini: ''Parliamoci chiaro. Le violenze non sono accettabili, ma nemmeno l'ipocrisia'' il commento finito sotto accusa e affidato ai social dall'esponente di Più Missaglia. ''Da innumerevoli testimonianze dirette e video, è evidente che nel corteo di Torino ci sono state delle infiltrazioni di decine di persone mascherate. Sembra piuttosto improbabile che se ne siano accorti i manifestanti ma non le forze dell'ordine. Poi sono partiti i disordini da una parte e i pestaggi ingiustificati da parte della polizia. Una miscela esplosiva che si è voluta scientemente creare. In tutto questo c'è stato solo un episodio di risposta contro un poliziotto che è stato sapientemente registrato e diffuso ad una velocità impressionante. Ogni episodio di abusi da parte delle forze dell'ordine, invece, è stato oscurato. Considerando che, in questi giorni, si vuole approvare un disegno di legge liberticida e fortemente limitante nei diritti personali, come disse qualcuno: a pensare male si fa peccato ma molto spesso ci si azzecca''. 
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Riccardo Meregalli, capogruppo di minoranza (Centrodestra Unito)

Per Centrodestra Unito le affermazioni di Benfatto, pur rientrando nell'ambito di una libertà di espressione, non risulterebbero in linea con l'operato di un pubblico amministratore che dovrebbe sostenere convintamente le Forze dell'Ordine; Meregalli e i colleghi Comi, Casiraghi e Mistò hanno poi puntato il dito contro i compiti di cui si occupa l'esponente della maggioranza - quindi Scuola e Sociale - che comporterebbero una specifica responsabilità educativa e valoriale. 
Da qui, la richiesta al sindaco Redaelli e alla sua maggioranza, di prendere le distanze dal collega.
Se il capogruppo Riccardo Meregalli ha dato il via al confronto, dando lettura della mozione, il primo cittadino ha replicato ''mettendo i puntini sulle i'' rispetto all'oggetto del contendere, ovvero la manifestazione di Torino, ricordando le polemiche scaturite nei giorni successivi, dopo la scoperta che le foto diffuse dalla stessa Polizia di Stato – in particolare quella che ritraeva l'agente ferito sostenuto da un collega - sarebbero state ritoccate con l'Intelligenza Artificiale.
Il primo cittadino Paolo Redaelli ha poi citato la vicenda dell'agente Cinturrino, che a Milano Rogoredo ha sparato ad uno spacciatore; seppur inizialmente l'atto fosse stato indicato quale necessaria azione difensiva, è poi emersa un'inaspettata e sconvolgente verità che ha profondamente scosso la Polizia stessa. 
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Il sindaco Paolo Redaelli

''L'assessore Benfatto nel suo post premette di non accettare le violenze. Poi esprime un proprio pensiero a partire da numerose testimonianze non riferite alle Forze dell'Ordine, ma alla risonanza mediatica data all'aggressione al poliziotto, tralasciando altri episodi avvenuti in quella manifestazione. Evidenzia come questo taglio dato alla notizia potrebbe essere strumentale al referendum che nei giorni successiviavrebbe dovuto essere celebrato'' ha detto Redaelli, ricordando come le parole del collega fossero in linea con quelle espresse da don Luigi Ciotti, dal sindacato di Polizia, oltre che da alcuni parlamentari. Il sindaco ha poi condiviso il messaggio di vicinanza che, nei giorni successivi alla polemica, Benfatto avrebbe ricevuto da ANPI, sezione di Missaglia, riguardo in particolare alla libertà di espressione. 
''Mi sembra superfluo ribadire il mio sostegno e quello di tutta la giunta nei confronti delle Forze dell'Ordine. Non occorre che qualcuno ci dica di collaborare con loro, perchè già lo facciamo: ogni volta che c'è un'urgenza sul territorio e vengo chiamato, se necessario contatto subito i Carabinieri. Potete verificare chiedendo al comandante della stazione di Casatenovo. Quando vedo un posto di blocco mi fermo a ringraziare gli operanti per la loro presenza sul nostro territorio perchè sono convinto che siano una presenza necessaria. Crediamo nel loro lavoro. Siamo contro l'uso della violenza e ribadiamo il nostro appoggio incondizionato alle Forze dell'Ordine'' ha aggiunto il primo cittadino, ribadendo al contempo fiducia piena nell'operato del collega. ''Sta svolgendo il suo ruolo con grande capacità come riconosciuto anche dagli amministratori di altri comuni. L'assessore ha espresso il proprio punto di vista in considerazione del periodo pre-referendario, ma non è possibile zittire la libertà di pensiero''.
Non soddisfatto della risposta Meregalli, secondo il quale Redaelli avrebbe spostato il focus su altri argomenti, senza entrare nel merito di quanto contestato nella mozione. ''Le parole di Benfatto noi le riteniamo gravissime, né giustificabili. E' vero che rientra nella sfera della libertà personale, ma l'assessore le ha scritte sul proprio profilo pubblico dove c'è scritto chiaramente il suo ruolo amministrativo con tanto di simbolo del Comune. Sono parole personali o a nome dell'Amministrazione?'' ha aggiunto il capogruppo ritenendosi ''scandalizzato dalla risposta''. ''E' opportuno fare certe affermazioni? Prendiamo atto che per voi è giusto e corretto, ma noi non lo riteniamo accettabile''.
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Bruno Crippa, capogruppo di maggioranza (Più Missaglia)

A prendere la parola è stato poi Bruno Crippa, capogruppo di maggioranza, secondo il quale affermazioni in linea con quelle espresse da Benfatto sarebbero state condivise in quei giorni da politici ed esponenti della stampa, italiana ed estera.
''Voi dite che sono stati i cittadini a chiedervi di presentare la mozione, ma anche noi abbiamo sentito i commenti dei missagliesi dopo che la stampa locale ha dato notizia della vostra mozione. Detto questo le violenze di Torino sono state gravi e inaccettabili: chi aggredisce le forze dell'ordine colpisce lo Stato. Il loro lavoro è straordinario e Benfatto lo ha detto con chiarezza. Noi stiamo con Franco Gabrielli: le divise vanno difese anche da chi fa propaganda sulla pelle dei poliziotti. Non si risolvono così i problemi'' ha detto Crippa. 
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A sinistra Emanuele Mistò (Centrodestra Unito)

Per Emanuele Mistò di Centrodestra Unito però, la contestazione riguarderebbe la sovrapposizione tra le affermazioni rese da Benfatto ed il ruolo pubblico di assessore, peraltro indicato sul proprio profilo social con tanto di collegamento diretto al Comune di Missaglia. ''Le giovani generazioni hanno già una cultura della legalità fortemente compromessa da pseudo-artisti, serie tv e immagini violente: riteniamo opportuno da parte di chi per scelta ricopre una carica pubblica, che lavori per togliere ogni ambiguità, evitando di alimentare eventuali dubbi. Se è vero che il singolo può sbagliare, l'assioma secondo cui le Forze dell'Ordine potrebbero essere sospette o nemiche, lo riteniamo pericoloso e diseducativo, pertanto le dichiarazioni di Benfatto non sono a nostro avviso opportune'' ha detto, auspicando il sostegno costante e la tutela dell'Amministrazione anche nei confronti della Polizia Locale. 
Messa ai voti, la mozione è stata respinta in blocco dalla maggioranza.
G.C.
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