Casatenovo: il valore della Costituzione in una serata pubblica

Una serata di riflessione e confronto sul valore della Costituzione italiana ha animato venerdì 27 marzo la sala consiliare del Comune di Casatenovo, in occasione degli 80 anni dell’elezione dell’Assemblea Costituente. L’incontro, dal titolo ''La Costituzione l’hanno scritta per noi'', è stato organizzato dall’Associazione Sulle Regole con il patrocinio del Comune.
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I promotori della serata insieme a Romano Limonta e a Francesco Castelli

Ad aprire la serata è stata Chiara Caspani, consigliera comunale (gruppo CasateSi), che ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa come momento di dialogo, condivisione e crescita civica. ''Parlare di Costituzione significa interrogarsi su ciò che siamo oggi come cittadini'' ha evidenziato, ringraziando l’associazione promotrice, il coordinatore della serata Romano Limonta e il relatore Francesco Castelli, docente e vicepresidente dell’Associazione Sulle Regole.
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Nel suo intervento, Romano Limonta ha posto al centro il legame tra regole e convivenza civile, ricordando come la Costituzione rappresenti non solo un insieme di articoli, ma un sistema di valori fondato sulla dignità della persona. ''Accanto ai 139 articoli – ha osservato – potremmo immaginarne uno ulteriore: quello della solidarietà, intesa come responsabilità reciproca che guida anche le regole non scritte''.
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Un tema reso ancora più attuale dal contesto contemporaneo, segnato da profondi cambiamenti: crisi economiche, conflitti internazionali, pandemia, trasformazioni tecnologiche e disaffezione verso la partecipazione politica. In questo scenario, la Costituzione torna a essere un punto di riferimento per orientarsi nel presente.
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A sviluppare il cuore della riflessione è stato Francesco Castelli, che ha proposto un percorso intorno al significato attuale della Carta costituzionale. ''Parlare di Costituzione oggi – ha spiegato – significa partire da una data simbolica: il 2 giugno 1946, quando per la prima volta votarono anche le donne''.
Un passaggio storico che ha aperto la strada a un lungo cammino verso la parità, non privo di contraddizioni: dalla presenza femminile in magistratura solo dal 1963 fino all’abolizione del delitto d’onore (padre o marito che trova moglie o figlie con un altro uomo e la uccide resta impunito) nel 1981.
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Il relatore ha quindi evidenziato come i principi sanciti dalla Costituzione abbiano richiesto decenni per tradursi pienamente nella realtà sociale, e come ancora oggi permangano disuguaglianze, in particolare nel mondo del lavoro.
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Al centro dell’intervento, l’articolo 3 della Costituzione, definito ''il cuore del nostro sistema democratico'', che sancisce la pari dignità sociale e l’uguaglianza di tutti i cittadini. Un principio che non implica omologazione, ma richiede il riconoscimento delle differenze e l’impegno concreto per rimuovere gli ostacoli che limitano le opportunità delle persone come dimostrano strumenti quali le politiche di inclusione e le misure a sostegno delle pari opportunità (es. introduzione delle quote rosa e i Bisogni Educativi Speciali nel mondo scolastico).
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Castelli ha sottolineato come il modello introdotto dalla Costituzione rappresenti una svolta storica: dal sistema gerarchico del passato a una visione ''orizzontale'' della società, fondata su diritti e doveri reciproci. ''Non esistono diritti senza doveri, ma nemmeno doveri senza diritti'' ha ricordato.
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La fine delle due guerre mondiali e la volontà di rompere con il passato hanno segnato una svolta profonda: rimettere al centro la dignità della persona, intesa come riconoscimento concreto dei diritti fondamentali di tutti. Su questo principio si fonda la democrazia moderna, basata sull’uguaglianza sostanziale tra i cittadini. Non a caso, negli stessi anni, analoghi valori si affermarono a livello internazionale: dall’articolo 3 della Costituzione italiana del 1° gennaio 1948, alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite del 10 dicembre 1948, fino alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo del 4 novembre 1950.
Un percorso condiviso che ha delineato un nuovo modello di società: persone diverse tra loro, ma unite da pari diritti e doveri.
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Ampio spazio poi è stato dedicato anche al lavoro dell’Assemblea Costituente, insediata il 25 giugno 1946 e composta da 556 membri elette a suffragio universale, tra cui 21 donne. Un’esperienza caratterizzata da confronto e mediazione tra visioni diverse, ma unita dalla volontà di costruire una democrazia fondata sulla dignità e sull’uguaglianza.
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Riprendendo una celebre riflessione di Piero Calamandrei, uno dei membri dell’assemblea costituente, il relatore ha ricordato che ''la Costituzione è un pezzo di carta che prende vita solo se ogni giorno le diamo forza con il nostro impegno, la nostra di volontà di mantenere le promesse e la nostra responsabilità''. Un richiamo alla responsabilità individuale e collettiva nel rendere concreti i principi costituzionali.
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La serata si è conclusa con un momento di confronto con il pubblico, che ha partecipato attivamente ponendo domande e condividendo riflessioni. Tra i temi emersi, il ruolo fondamentale della scuola e del lavoro come pilastri della società e strumenti di inclusione.
G.S.
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