Dolzago: la scuola primaria intitolata a Felicia e Peppino Impastato nel segno della memoria e della legalità
Nel segno della memoria e dell’impegno civile, la comunità di Dolzago si è riunita nella mattinata di sabato 28 marzo per l’intitolazione della scuola primaria alla memoria di Peppino e Felicia Impastato. Così la cerimonia si è trasformata in un momento istituzionale di riflessione collettiva, arricchito dall’intervento degli alunni. Di fronte alle autorità civili, militari e religiose, la voce dei piccoli studenti ha restituito il senso più profondo dell’iniziativa, attraverso la lettura di alcuni pensieri accompagnati dalla musica.

''Questo è un momento emozionante - ha esordito Pierina Lucia Montella, dirigente dell’Istituto comprensivo Marco d'Oggiono, di cui la primaria dolzaghese fa parte - in cui la scuola si apre al territorio con gli alunni e tutta la cittadinanza. La comunità educante fa la differenza, perché aggiunge l’educazione alla formazione. La sua massima espressione si concretizza nell'insegnamento a partire dai comportamenti, non dalle parole. La vostra presenza viva e sentita sta comunicando questi valori, incarnati anche in Peppino e Felicia Impastato''.


''Madre e figlio - ha aggiunto la preside - danno l’esempio e tracciano un solco di coraggio nel portare avanti le proprie idee e nel difenderle…anche a costo della propria vita. Dare un nome alla scuola significa donarle un’anima: con questa intitolazione, quindi, vi invitiamo a continuare in un futuro migliore. Vi ringrazio, quindi, per aver messo al centro il cuore e la mente dei nostri alunni, uniti nell’accoglienza e nei valori della Costituzione''.


L’emozione si è fatta evidente anche dalla voce commossa del sindaco Paolo Lanfranchi: ''prima di cominciare ringrazio le autorità civili, militari e religiose, i colleghi sindaci, qui presenti numerosi, il gruppo alpini, la dirigente insieme al corpo docenti e i genitori. Un caloroso saluto anche a voi bambini e giovani cittadini di Dolzago, in questa giornata memorabile per la nostra comunità. Questa targa non costituisce solo un simbolo formale, ma soprattutto una scelta civile e un impegno che assumiamo nei confronti delle generazioni future. Il termine legalità viene, spesso, abusato: la giustizia, invece, deve essere il nostro pane quotidiano''.


''In questo senso lo spazio fisico della scuola deve farsi portatore di messaggi profondi di coscienza civile e di cittadinanza attiva. Peppino Impastato ha dimostrato che il coraggio della parola può scuotere la responsabilità individuale e collettiva. Accanto a lui, onoriamo la figura di sua madre, donna straordinaria capace di trasformare il dolore immenso della perdita del figlio in una battaglia giudiziaria durata decenni'' ha continuato il primo cittadino.

Le parole del sindaco hanno trovato risonanza anche nell’intervento di Francesca Anania, assessore della città natale di Peppino Impastato, che ha riportato l’attenzione sull’impegno della memoria. ''A nome dell’amministrazione comunale di Cinisi, vi ringrazio per la vostra presenza'' si è rivolta al pubblico l’amministratrice.


''Ringrazio anche il sindaco dolzaghese per questo momento istituzionale di condivisione. Per me è una grande emozione essere qui, perché questa dedica non è fine a se stessa. Al contrario, rappresenta un monito per le generazioni qui presenti dei valori di legalità, di coraggio e di fratellanza di questi due grandi esempi. Questa dedica, per noi del suo paese nativo, ha un valore ancora più alto: questo è un segno che ci dimostra che siamo rappresentati anche in questo luogo. Quindi, questa occasione non è solo memoria, ma anche responsabilità. L’augurio di questa giornata è la speranza che questo confronto tra i due comuni rimanga prospero anche negli anni a venire'' ha aggiunto l'esponente dell'Amministrazione del comune siciliano.


L’emozione si è riaccesa con la testimonianza di due compagni di Peppino Impastato, che lo hanno ricordato nella sua dimensione più intima e affettiva. ''Questa storia è ancora molto importante oggi, a distanza di anni'' ha sottolineato la sua compaesana Marcella Stagno. ''Però, vorrei ribadire che Peppino non è un supereroe, ma una persona comune che ci ha dimostrato che tutti noi possiamo fare tanto per la nostra società. Ci sono momenti di stanchezza, di delusione…tuttavia momenti come questo ci danno la forza di andare avanti su questa strada''.


A unirsi al coro di testimonianze è stato anche Carlo Bonmarito, membro dell’associazione ''I compagni di Peppino'': ''siamo rimasti pochi, ma continuiamo a lavorare. Colgo anche io l’occasione per ringraziarvi per averci accolto in questa comunità. D’ora in avanti, anche Peppino sarà parte integrante di questa realtà. Mi piace pensare che questo nome venga associato anche ad altri, come quelle dei partigiani, per esempio. Entrambi incarnano gli ideali della Resistenza, anche se in due contesti diversi''.


''Lo ricordo - ha proseguito - come un animale politico, ma dotato di una notevole gentilezza: qualità che gli diedero la forza di unire tutti noi giovani in un grande collettivo culturale. Così ci siamo opposti al potere mafioso: informandoci, guardandoci attorno, discutendo sulle cose che non funzionavano, ribellandoci e denunciando''.


Non solo una cerimonia, ma soprattutto un momento di memoria viva e condivisa: l’intitolazione della scuola alla memoria del giornalista, conduttore radiofonico, attivista politico e della madre, ha riunito istituzioni, studenti e cittadini in una giornata ricca di emozione e di significato.

La targa che ricorda Peppino e Felicia Impastato
''Questo è un momento emozionante - ha esordito Pierina Lucia Montella, dirigente dell’Istituto comprensivo Marco d'Oggiono, di cui la primaria dolzaghese fa parte - in cui la scuola si apre al territorio con gli alunni e tutta la cittadinanza. La comunità educante fa la differenza, perché aggiunge l’educazione alla formazione. La sua massima espressione si concretizza nell'insegnamento a partire dai comportamenti, non dalle parole. La vostra presenza viva e sentita sta comunicando questi valori, incarnati anche in Peppino e Felicia Impastato''.


La dirigente Pierina Montella
''Madre e figlio - ha aggiunto la preside - danno l’esempio e tracciano un solco di coraggio nel portare avanti le proprie idee e nel difenderle…anche a costo della propria vita. Dare un nome alla scuola significa donarle un’anima: con questa intitolazione, quindi, vi invitiamo a continuare in un futuro migliore. Vi ringrazio, quindi, per aver messo al centro il cuore e la mente dei nostri alunni, uniti nell’accoglienza e nei valori della Costituzione''.


Il sindaco Paolo Lanfranchi
L’emozione si è fatta evidente anche dalla voce commossa del sindaco Paolo Lanfranchi: ''prima di cominciare ringrazio le autorità civili, militari e religiose, i colleghi sindaci, qui presenti numerosi, il gruppo alpini, la dirigente insieme al corpo docenti e i genitori. Un caloroso saluto anche a voi bambini e giovani cittadini di Dolzago, in questa giornata memorabile per la nostra comunità. Questa targa non costituisce solo un simbolo formale, ma soprattutto una scelta civile e un impegno che assumiamo nei confronti delle generazioni future. Il termine legalità viene, spesso, abusato: la giustizia, invece, deve essere il nostro pane quotidiano''.


''In questo senso lo spazio fisico della scuola deve farsi portatore di messaggi profondi di coscienza civile e di cittadinanza attiva. Peppino Impastato ha dimostrato che il coraggio della parola può scuotere la responsabilità individuale e collettiva. Accanto a lui, onoriamo la figura di sua madre, donna straordinaria capace di trasformare il dolore immenso della perdita del figlio in una battaglia giudiziaria durata decenni'' ha continuato il primo cittadino.


L'assessore del Comune di Cinisi, Francesca Anania
Le parole del sindaco hanno trovato risonanza anche nell’intervento di Francesca Anania, assessore della città natale di Peppino Impastato, che ha riportato l’attenzione sull’impegno della memoria. ''A nome dell’amministrazione comunale di Cinisi, vi ringrazio per la vostra presenza'' si è rivolta al pubblico l’amministratrice.


Il consigliere comunale Margherita Elgani che ha condotto la cerimonia
''Ringrazio anche il sindaco dolzaghese per questo momento istituzionale di condivisione. Per me è una grande emozione essere qui, perché questa dedica non è fine a se stessa. Al contrario, rappresenta un monito per le generazioni qui presenti dei valori di legalità, di coraggio e di fratellanza di questi due grandi esempi. Questa dedica, per noi del suo paese nativo, ha un valore ancora più alto: questo è un segno che ci dimostra che siamo rappresentati anche in questo luogo. Quindi, questa occasione non è solo memoria, ma anche responsabilità. L’augurio di questa giornata è la speranza che questo confronto tra i due comuni rimanga prospero anche negli anni a venire'' ha aggiunto l'esponente dell'Amministrazione del comune siciliano.


Marcella Stagno e Carlo Bonmarito
L’emozione si è riaccesa con la testimonianza di due compagni di Peppino Impastato, che lo hanno ricordato nella sua dimensione più intima e affettiva. ''Questa storia è ancora molto importante oggi, a distanza di anni'' ha sottolineato la sua compaesana Marcella Stagno. ''Però, vorrei ribadire che Peppino non è un supereroe, ma una persona comune che ci ha dimostrato che tutti noi possiamo fare tanto per la nostra società. Ci sono momenti di stanchezza, di delusione…tuttavia momenti come questo ci danno la forza di andare avanti su questa strada''.


A unirsi al coro di testimonianze è stato anche Carlo Bonmarito, membro dell’associazione ''I compagni di Peppino'': ''siamo rimasti pochi, ma continuiamo a lavorare. Colgo anche io l’occasione per ringraziarvi per averci accolto in questa comunità. D’ora in avanti, anche Peppino sarà parte integrante di questa realtà. Mi piace pensare che questo nome venga associato anche ad altri, come quelle dei partigiani, per esempio. Entrambi incarnano gli ideali della Resistenza, anche se in due contesti diversi''.


''Lo ricordo - ha proseguito - come un animale politico, ma dotato di una notevole gentilezza: qualità che gli diedero la forza di unire tutti noi giovani in un grande collettivo culturale. Così ci siamo opposti al potere mafioso: informandoci, guardandoci attorno, discutendo sulle cose che non funzionavano, ribellandoci e denunciando''.


Non solo una cerimonia, ma soprattutto un momento di memoria viva e condivisa: l’intitolazione della scuola alla memoria del giornalista, conduttore radiofonico, attivista politico e della madre, ha riunito istituzioni, studenti e cittadini in una giornata ricca di emozione e di significato.
V.I.


















