Nibionno: si è conclusa la rassegna teatrale invernale
Si è conclusa con una serata di grande divertimento la rassegna teatrale invernale promossa dal Comitato Teca a Nibionno. Sabato 28 marzo, il teatro dell’oratorio di via Don Olimpio Moneta 7, a Tabiago, ha fatto registrare ancora una volta il tutto esaurito, confermando il forte legame tra il pubblico e il teatro dialettale.

Protagonista dell’ultimo appuntamento è stata la Compagnia dei Giovani, che ha portato in scena la brillante commedia in dialetto lombardo ''Gh’è ona vedova de sposà'', adattamento dell’opera ''C’è da sposare una vedova!'' di Antonella Zucchini. L’adattamento e la regia, curati da Maria Grazia Mariniello, hanno saputo valorizzare ritmo, ironia e autenticità linguistica, rendendo lo spettacolo coinvolgente e vivace.

La storia, leggera e ricca di spunti comici, ruota attorno a una vedova che si ritrova, suo malgrado, al centro di una rete di intrighi e tentativi di combinazioni matrimoniali. Attorno a lei gravitano parenti, conoscenti e improbabili pretendenti, ciascuno mosso da interessi tutt’altro che romantici.

Tra equivoci, pettegolezzi di paese e situazioni sempre più paradossali, la commedia si sviluppa in un susseguirsi di gag e dialoghi brillanti, capaci di mettere in luce con ironia le debolezze e le ambizioni dei personaggi.

Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente del Comitato Teca, Walter Stucchi, che ha sottolineato il successo dell’intera rassegna: ''Non si poteva chiudere meglio di così la rassegna invernale. É stato uno spettacolo stupendo che ha fatto divertire tutti: ancora una volta il teatro era gremito in ogni posto. In sei serate abbiamo accolto circa 1500 spettatori, un risultato che dimostra quanto queste iniziative siano sentite e apprezzate. La compagnia, di alto livello, è riuscita a coinvolgere pienamente il pubblico, rendendolo partecipe della commedia e creando un clima di grande entusiasmo''.

Il presidente ha inoltre voluto esprimere un ulteriore pensiero: ''Un grazie speciale va al nostro pubblico, che continua a seguirci con affetto e fedeltà, serata dopo serata. Ma soprattutto desidero ringraziare tutti i volontari: senza il loro impegno, la loro passione e il loro lavoro silenzioso, ogni appuntamento non sarebbe possibile. Sono loro il cuore pulsante di questa rassegna''.

Un bilancio dunque più che positivo, reso possibile anche grazie al sostegno del Fondo Ambiente e Cultura, nell’ambito del progetto ''Sostegno Arti dal Vivo'' con il contributo di importanti realtà del territorio come la Fondazione Comunitaria del Lecchese, ACinque, Lario Reti Holding e Silea, oltre al supporto di numerosi sponsor.
Ma il teatro non si ferma. Durante la serata è stata infatti presentata la nuova rassegna, che prenderà il via il 16 maggio a Civate, in piazza Antichi Padri, con la compagnia ''Il Sottoscala Luigi Colombo'' di Rosciate, che porterà in scena ''I miraàcoi del frà Sircòt''. Sarà l’inizio del cartellone estivo, che coinvolgerà sei comuni, Civate, Molteno, Eupilio, Suello, Cesana Brianza e Rogeno, in un percorso teatrale diffuso tra maggio e settembre.

Una nuova stagione che si preannuncia ricca e partecipata, nel segno della continuità con il lavoro svolto finora: una rassegna di teatro dialettale che non è solo intrattenimento, ma un vero strumento di valorizzazione dell’arte scenica e delle tradizioni locali, capace di unire comunità diverse nel segno della cultura e dell’identità.

Protagonista dell’ultimo appuntamento è stata la Compagnia dei Giovani, che ha portato in scena la brillante commedia in dialetto lombardo ''Gh’è ona vedova de sposà'', adattamento dell’opera ''C’è da sposare una vedova!'' di Antonella Zucchini. L’adattamento e la regia, curati da Maria Grazia Mariniello, hanno saputo valorizzare ritmo, ironia e autenticità linguistica, rendendo lo spettacolo coinvolgente e vivace.

La storia, leggera e ricca di spunti comici, ruota attorno a una vedova che si ritrova, suo malgrado, al centro di una rete di intrighi e tentativi di combinazioni matrimoniali. Attorno a lei gravitano parenti, conoscenti e improbabili pretendenti, ciascuno mosso da interessi tutt’altro che romantici.

Tra equivoci, pettegolezzi di paese e situazioni sempre più paradossali, la commedia si sviluppa in un susseguirsi di gag e dialoghi brillanti, capaci di mettere in luce con ironia le debolezze e le ambizioni dei personaggi.

Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente del Comitato Teca, Walter Stucchi, che ha sottolineato il successo dell’intera rassegna: ''Non si poteva chiudere meglio di così la rassegna invernale. É stato uno spettacolo stupendo che ha fatto divertire tutti: ancora una volta il teatro era gremito in ogni posto. In sei serate abbiamo accolto circa 1500 spettatori, un risultato che dimostra quanto queste iniziative siano sentite e apprezzate. La compagnia, di alto livello, è riuscita a coinvolgere pienamente il pubblico, rendendolo partecipe della commedia e creando un clima di grande entusiasmo''.

Il presidente ha inoltre voluto esprimere un ulteriore pensiero: ''Un grazie speciale va al nostro pubblico, che continua a seguirci con affetto e fedeltà, serata dopo serata. Ma soprattutto desidero ringraziare tutti i volontari: senza il loro impegno, la loro passione e il loro lavoro silenzioso, ogni appuntamento non sarebbe possibile. Sono loro il cuore pulsante di questa rassegna''.

Un bilancio dunque più che positivo, reso possibile anche grazie al sostegno del Fondo Ambiente e Cultura, nell’ambito del progetto ''Sostegno Arti dal Vivo'' con il contributo di importanti realtà del territorio come la Fondazione Comunitaria del Lecchese, ACinque, Lario Reti Holding e Silea, oltre al supporto di numerosi sponsor.


Una nuova stagione che si preannuncia ricca e partecipata, nel segno della continuità con il lavoro svolto finora: una rassegna di teatro dialettale che non è solo intrattenimento, ma un vero strumento di valorizzazione dell’arte scenica e delle tradizioni locali, capace di unire comunità diverse nel segno della cultura e dell’identità.


















