Missaglia: musiche e letture per l'ultima serata sui Giusti
Nella sala civica di Palazzina Teodolinda a Missaglia - nella serata di giovedì 26 marzo - si è chiuso il ciclo di incontri ''Scegliere la responsabilità: l’esempio dei Giusti di fronte alle sfide globali'': una conferenza pubblica con letture di eventi e storie di persone annoverate tra i Giusti di tutto il mondo, organizzata in sinergia con il Comune, la sezione Vittoria Bottani di ANPI e LiberArci di Barzanò e con il patrocinio di Gariwo Milano, delle Amministrazioni di Barzanò, Barzago, Casatenovo e Monticello.

Gli ultimi Giusti che il pubblico ha conosciuto sono stati Mary McLeod Bethune nell’ambito dei diritti umani, Piero Calamandrei per la Costituzione e Hannah Arendt per quanto concerne la democrazia. Come di consueto le storie dei protagonisti della serata sono state narrate da diversi lettori volontari, alternate da momenti musicali curati da Madreluce.


''Oggi ci concentriamo su un tema molto delicato per il significato sociale che rappresenta nelle vicissitudini della nostra vita quotidiana in ambito politico e culturale. Le letture che andiamo scelto non hanno lo scopo di spiegare, ma vogliono concentrare il nostro pensiero sui valori che faticosamente sono stati affermati e tuttora sono difesi nella nostra Costituzione. Vi porto il saluto del nostro sindaco Paolo Redaelli e dell’assessore Donatella Diacci che questa sera non possono essere presenti perché impegnati nel Consiglio Comunale. Il saluto è rivolto anche al nostro ospite Giacomo Corbellini, giornalista collaboratore di GaRiWo'' le parole di Mara Ligas, membro della consulta cultura giovani e sport, che ha introdotto la serata.


Successivamente la parola è stata lasciata ad Enrico Beretta, ideatore e promotore dell’iniziativa. ''Questa sera riportiamo la nostra attenzione su tre giganti del diritto civile. Tre figure che hanno affrontato con intelletto sublime, determinazione, forza d’animo e coraggio ogni tentativo di neutralizzazione del loro pensiero, passando attraverso pressioni, esclusioni e minacce anche dagli ambienti di vicinanza ideologica o sociale'' ha esordito il missagliese, per poi condividere una riflessione sulla situazione politica di oggi. ''Quando si parla di mancanza di alternative ai nostri politici, proviamo a pensare a queste persone. State tranquilli che come ci sono state figure di questo calibro nel passato, senza dubbio ci sono anche oggi. Dobbiamo solo sforzarci di farle emergere''.


Mary McLeod Bethune, la prima dei Giusti, è annoverata per il suo impatto sociale, paragonabile a quello di Martin Luther King ed oggi è celebrata come la più influente tra le donne nere nella storia degli Stati Uniti. La sua agenda vide strategie anti-segregazione, l'impegno per pace e diritti umani globali e la lotta a stereotipi razziali e di genere. Nata nel 1875 da ex schiavi in Carolina del Sud ed unico membro della famiglia a laurearsi, fondò nel 1904 il Daytona Institute per ragazze nere e fu consigliera di Roosevelt dal 1935, dirigendo il Black Cabinet e diventando l’unica donna nera a partecipare alla fondazione dell’ONU nel 1945.


Piero Calamandrei è invece uno dei padri costituenti della nostra Repubblica che si è da sempre dimostrato antifascista, aderendo alla resistenza nel Partito d’Azione. Nato nel 1889 ad Arezzo, giurista e professore universitario, rifiutò di aderire al regime fascista nonostante pressioni e minacce, firmando a malincuore un giuramento fascista solo per continuare a insegnare la libertà. Dopo la guerra contribuì alla stesura della Costituzione repubblicana del 1948, difendendo l'indipendenza della magistratura e la funzione rieducativa della pena, diventando successivam celebre per il Discorso sulla Costituzione del 1955 che definisce la Carta "testamento di centomila morti partigiani''.
Leggere la sua esperienza ci fa capire quanto le persone giuste soffrano durante i regimi che non ammettono espressioni pubbliche contrastanti con la politica di governo, perché la loro voce è un macigno in bilico sopra la testa del potere.


Infine, non per importanza, la figura di Hannah Arendt è aleggiata nella stanza: ha sfidato e continua a sfidare il consenso ebraico e sionista attraverso la rivoluzione concettuale che ha fomentato con il termine ''banalità del male''.
Avendo sperimentato il lager nazista, del mostro Eichmann scriveva: ''Era il classico esempio di uomo normale, comune e ordinario che diventa inconsapevole strumento del male assoluto, ingranaggio fondamentale per ogni totalitarismo che ha bisogno proprio di uomini convinti di fare il proprio dovere anche quando stanno eseguendo dei crimini''.


Nata nel 1906 a Hannover da famiglia ebraica, filosofa e politologa, emigrò negli USA dove scrisse opere come ''Le origini del totalitarismo'' (1951) nelle quali analizza la crisi della modernità. ''Ciò che disturba ancora, non solo in Israele, anche in tanti altri paesi, è l’analisi critica sulla democrazia ed il suo pensiero su come affrontarne il recupero e il consolidamento'' hanno concluso i lettori.


Per chiudere la serata ha preso la parola Giacomo Corbellini, giornalista collaboratore di GaRiwo che ha commentato come le riflessioni sulle figure scelte mostrino quanto queste siano ancora attuali, pur risalendo a ieri, e continuino a guidare l’operato di chi lavora per la libertà e la democrazia.


''La prima è una figura importantissima da ricordare, anche se dimenticata, che rappresenta l'ideale che sta scemando negli USA, dove la democrazia si erode progressivamente. Calamandrei invece risulta essenziale per la nostra storia, avendola patita sulla propria pelle attraverso gli orrori delle guerre; mi preme sottolineare il suo impegno per l'indipendenza della magistratura. Infine la Arendt costituisce un riferimento filosofico: il male è banale, come lei affermava, poiché figure come Göring, che si credono superuomini, sono in realtà uomini piccoli, mediocri e codardi – e lo stesso vale per quelle odierne. Se il male è banale, il bene è invece speciale. Come possiamo allora difendere la democrazia? In un’epoca di ritorno alle autocrazie e agli insulti, è cruciale ricordare e analizzare la crisi democratica della nostra epoca: essa richiede grande fatica, poiché è difficile conquistare uno stato democratico, mentre è più facile scivolare nell’opposto'' ha concluso.


L’incontro si è dunque chiuso con un messaggio di Adriano Crisafi di Emergency che ha lanciato l’appello ad aderire alla campagna ''Io obietto la guerra'' contro la leva militare in caso di conflitto.
E così il ciclo sui Giusti si è concluso anche quest'anno con appuntamento all’anno prossimo per nuove storie di lotta, libertà e valori della democrazia da non dimenticare e da mantenere vive nel tempo.

Gli ultimi Giusti che il pubblico ha conosciuto sono stati Mary McLeod Bethune nell’ambito dei diritti umani, Piero Calamandrei per la Costituzione e Hannah Arendt per quanto concerne la democrazia. Come di consueto le storie dei protagonisti della serata sono state narrate da diversi lettori volontari, alternate da momenti musicali curati da Madreluce.


''Oggi ci concentriamo su un tema molto delicato per il significato sociale che rappresenta nelle vicissitudini della nostra vita quotidiana in ambito politico e culturale. Le letture che andiamo scelto non hanno lo scopo di spiegare, ma vogliono concentrare il nostro pensiero sui valori che faticosamente sono stati affermati e tuttora sono difesi nella nostra Costituzione. Vi porto il saluto del nostro sindaco Paolo Redaelli e dell’assessore Donatella Diacci che questa sera non possono essere presenti perché impegnati nel Consiglio Comunale. Il saluto è rivolto anche al nostro ospite Giacomo Corbellini, giornalista collaboratore di GaRiWo'' le parole di Mara Ligas, membro della consulta cultura giovani e sport, che ha introdotto la serata.


Enrico Beretta, promotore dell'iniziativa
Successivamente la parola è stata lasciata ad Enrico Beretta, ideatore e promotore dell’iniziativa. ''Questa sera riportiamo la nostra attenzione su tre giganti del diritto civile. Tre figure che hanno affrontato con intelletto sublime, determinazione, forza d’animo e coraggio ogni tentativo di neutralizzazione del loro pensiero, passando attraverso pressioni, esclusioni e minacce anche dagli ambienti di vicinanza ideologica o sociale'' ha esordito il missagliese, per poi condividere una riflessione sulla situazione politica di oggi. ''Quando si parla di mancanza di alternative ai nostri politici, proviamo a pensare a queste persone. State tranquilli che come ci sono state figure di questo calibro nel passato, senza dubbio ci sono anche oggi. Dobbiamo solo sforzarci di farle emergere''.


Mary McLeod Bethune, la prima dei Giusti, è annoverata per il suo impatto sociale, paragonabile a quello di Martin Luther King ed oggi è celebrata come la più influente tra le donne nere nella storia degli Stati Uniti. La sua agenda vide strategie anti-segregazione, l'impegno per pace e diritti umani globali e la lotta a stereotipi razziali e di genere. Nata nel 1875 da ex schiavi in Carolina del Sud ed unico membro della famiglia a laurearsi, fondò nel 1904 il Daytona Institute per ragazze nere e fu consigliera di Roosevelt dal 1935, dirigendo il Black Cabinet e diventando l’unica donna nera a partecipare alla fondazione dell’ONU nel 1945.


Piero Calamandrei è invece uno dei padri costituenti della nostra Repubblica che si è da sempre dimostrato antifascista, aderendo alla resistenza nel Partito d’Azione. Nato nel 1889 ad Arezzo, giurista e professore universitario, rifiutò di aderire al regime fascista nonostante pressioni e minacce, firmando a malincuore un giuramento fascista solo per continuare a insegnare la libertà. Dopo la guerra contribuì alla stesura della Costituzione repubblicana del 1948, difendendo l'indipendenza della magistratura e la funzione rieducativa della pena, diventando successivam celebre per il Discorso sulla Costituzione del 1955 che definisce la Carta "testamento di centomila morti partigiani''.
Leggere la sua esperienza ci fa capire quanto le persone giuste soffrano durante i regimi che non ammettono espressioni pubbliche contrastanti con la politica di governo, perché la loro voce è un macigno in bilico sopra la testa del potere.


Infine, non per importanza, la figura di Hannah Arendt è aleggiata nella stanza: ha sfidato e continua a sfidare il consenso ebraico e sionista attraverso la rivoluzione concettuale che ha fomentato con il termine ''banalità del male''.
Avendo sperimentato il lager nazista, del mostro Eichmann scriveva: ''Era il classico esempio di uomo normale, comune e ordinario che diventa inconsapevole strumento del male assoluto, ingranaggio fondamentale per ogni totalitarismo che ha bisogno proprio di uomini convinti di fare il proprio dovere anche quando stanno eseguendo dei crimini''.


Nata nel 1906 a Hannover da famiglia ebraica, filosofa e politologa, emigrò negli USA dove scrisse opere come ''Le origini del totalitarismo'' (1951) nelle quali analizza la crisi della modernità. ''Ciò che disturba ancora, non solo in Israele, anche in tanti altri paesi, è l’analisi critica sulla democrazia ed il suo pensiero su come affrontarne il recupero e il consolidamento'' hanno concluso i lettori.


Giacomo Corbellini
Per chiudere la serata ha preso la parola Giacomo Corbellini, giornalista collaboratore di GaRiwo che ha commentato come le riflessioni sulle figure scelte mostrino quanto queste siano ancora attuali, pur risalendo a ieri, e continuino a guidare l’operato di chi lavora per la libertà e la democrazia.


''La prima è una figura importantissima da ricordare, anche se dimenticata, che rappresenta l'ideale che sta scemando negli USA, dove la democrazia si erode progressivamente. Calamandrei invece risulta essenziale per la nostra storia, avendola patita sulla propria pelle attraverso gli orrori delle guerre; mi preme sottolineare il suo impegno per l'indipendenza della magistratura. Infine la Arendt costituisce un riferimento filosofico: il male è banale, come lei affermava, poiché figure come Göring, che si credono superuomini, sono in realtà uomini piccoli, mediocri e codardi – e lo stesso vale per quelle odierne. Se il male è banale, il bene è invece speciale. Come possiamo allora difendere la democrazia? In un’epoca di ritorno alle autocrazie e agli insulti, è cruciale ricordare e analizzare la crisi democratica della nostra epoca: essa richiede grande fatica, poiché è difficile conquistare uno stato democratico, mentre è più facile scivolare nell’opposto'' ha concluso.


Adriano Crisafi di Emergency
L’incontro si è dunque chiuso con un messaggio di Adriano Crisafi di Emergency che ha lanciato l’appello ad aderire alla campagna ''Io obietto la guerra'' contro la leva militare in caso di conflitto.
E così il ciclo sui Giusti si è concluso anche quest'anno con appuntamento all’anno prossimo per nuove storie di lotta, libertà e valori della democrazia da non dimenticare e da mantenere vive nel tempo.
Isabel Matthes


















